Prozac per il gatto?

10 Gennaio 2007 Commenti chiusi

il vostro gatto è particolarmente vivace? non riuscite a farlo smettere di “marcare il territorio” all’interno del vostro appartamento, con danni alle tende, ai sofà e a tutto quello che gli capita a tiro?
no problem.
la soluzione ve la offre un farmaco che riesce a calmare anche gli umani:il Prozac ( e non solo quello..)!
dosi minime ma che permettono di sedare determinate comportamenti particolarmente vivaci dei vostri animaletti da casa..
un fenomeno, quello degli antidepressivi per animali, che mi era sconosciuto ma che almeno negli States ha già qualche anno di vita, deduco dal fatto che esistono in commercio questi prodotti destinati agli animali
tutti gli animali: un orangotango dello zoo di Los Angeles aveva problemi respiratori e non abbastanza energia per riprodursi.
una bella cura di antidepressivo, il Remeron (??), e passa tutto!!
ora ha risolto i problemi respiratori, è diventato papà di un cucciolo sanissimo e sembra abbia anche acquistato appetito!!
sono loro,( cani, gatti, uccelli, cavalli, e altri ancora) la nuova “Prozac nation” come la chiama il giornalista del Latimes dove ho trovato l’articolo..

mah..

l’articolo lo trovate qui:

http://www.latimes.com/news/local/la-me-animalmeds10jan10,0,792274.story?coll=la-home-headlines

quando Bill Gates fa beneficenza… a lui stesso!

8 Gennaio 2007 Commenti chiusi

ho letto questo articolo (comparso sul sito web del LATimes) che racconta di come una coppia di anziani si sia vista portare via la casa di proprietà perchè frodata da una società di rifinanziamento crediti (Ameriquest), di proprietà della filantropica Gates Foundation!!
Si si quel Gates, Bill che insieme alla moglie fondava molto pomposamente qualche anno addietro la Foundation con lo scopo, dichiarato, di voler far della beneficenza il suo fine ultimo
ma..
probabilmente Bill non è riuscito a controllare completamente a chi dare fondi e a chi no..
di certo si sa che la Americaquest ancora prima di essere acquisita, aveva avuto molti problemi per il suo coomportamento illecito con interessi gonfiati, falsi bilanci ecc ed era già stata condannata a vari risarcimenti milionari..
strano che non se ne fossero resi conto prima di acquisirla..
ma gli investimenti “filantropici” non si fermano qui: nell’articolo si evidenzia come anche la comparteciapzione o l’acquisizione di, ad esempio, aziende alimentari che usano prodotti nocivi per la salute dei contadini, ospedali che non offrono servizi a chi non può pagarli, sospetti su prodotti provenienti da lavoro minorile ecc ecc
che l’uomo più ricco del mondo, padrone del 90% dell’informatica da pc sul pianeta, non abbia analisti in grado di rendersi conto come investire, e quando si lavora per il pubblico e non contro, sembra per lo meno sospetto ..
pensando male, si potrebbe ipotizzare ad un’operazione di lifting non indifferente..
In un periodo in cui la Microsoft era particolarmente aggressiva (in effetti un quasi-monopolio), era stata punita ( ad esempio dall’Europa con multe milionarie), una notizia come quella del ritiro dalla direzione della sua stessa azienda del suo fondatore e la creazione di un fondo filantropico di svariati miliardi, si potrebbe considerare un tentativo ben riuscito per ridare nuova credibilità all’azienda
speriamo che la faccina sorridente di Bill e famiglia su tutte le copertine dei giornali del mondo felici per la creazione del Gates Foundation non sia stata solo questo e che nel futuro i controlli sui flussi di danaro dati per beneficenza o per aiutare chi ha bisogno siano più stretti..

l’articolo lo trovate qui:

http://www.latimes.com/news/nationworld/nation/la-na-gates8jan08,0,7911824.story?page=1&coll=la-home-headlines

«Via le rendite, o l’Italia torna povera»

7 Gennaio 2007 1 commento

parole sante!
via gli “ordini”, i privilegi di molte categorie di professionisti e alcuni dipendenti statali, basta con l’impossibilità di allontanare i dipendenti corrotti.
(e aggiungo io via i politici eletti nonostante siano stati condannati in via definitiva, e aboliamo subito i conflitti di interesse…)

riporto di seguito quanto dichiarato dal ministro
PadoaSchioppa comparso sul sito web del “Corriere della sera” (http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2007/01_Gennaio/07/padoa.shtml).

vediamo se riusciranno a mettere in pratica questi buonissimi propositi.
per il bene del paese.

ah..
aspettiamo tra breve la comparsa sui quotidiani di un rappresentante a caso dell’opposizione, magari di uno piccolo ed ex-pelato, che dica che lui aveva intenzione di fare le stesse cose ma…

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«Via le rendite, o l’Italia torna povera»
Il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa: «Dai piloti ai giudici, troppi privilegi. Va ritrovata l’ambizione nazionale»

Caro Direttore,
tra le cose da cui mi sono staccato a malincuore nel prestare giuramento come ministro della Repubblica vi è il privilegio di un regolare colloquio con quelli che erano divenuti i miei lettori: alcune centinaia di migliaia di persone di cui sentivo, pur non conoscendole individualmente, la viva partecipazione alla vita civile dell’Italia, il desiderio di capire la res publica, la volontà di farsi un proprio giudizio su grandi questioni del mondo di oggi. Oggi scrivo come colui che cerca di rendere conto dei motivi della propria azione, non di offrire un commento.
Coi miei vecchi lettori vorrei condividere una riflessione sulla questione che più mi occupa: come riportare l’Italia dalla stagnazione alla crescita?
In sintesi, risponderei così: si ritornerà alla crescita solo se all’ansia della rincorsa, che ci ha sospinto per anni, subentrerà, quale spirito animatore, una ambizione nazionale. Desiderio di eccellere come Paese, fiducia nelle sue forze, sguardo lungo.

***
Sono passate due generazioni dacché l’Italia usciva ? sconfitta, distrutta e screditata agli occhi del mondo ? dalla guerra e dalla dittatura, due sciagure di cui responsabili ultimi furono gli italiani stessi, soprattutto i più colti e benestanti. Soffrivamo di una povertà che oggi osserviamo solo in Africa o in Asia: denutrizione, analfabetismo, diffusione di malattie mortali, case senza elettricità né acqua corrente, mancanza di lavoro e di elementare tutela nello stesso. Per decine di migliaia di toscani, abruzzesi, veneti, lucani la sola speranza era emigrare in Belgio, Francia, Germania, Svizzera o verso continenti lontani.
Nello spazio di due sole generazioni, gli italiani hanno realizzato ? per merito loro e di chi li ha governati ? una delle più profonde trasformazioni della loro storia: nel tenore di vita, nelle abitudini, nei rapporti personali e familiari, nella vita sociale, nelle istituzioni.
La trasformazione è andata di pari passo con la crescita economica, che per cinque decenni è stata superiore a quella dell’Europa in cui ci integravamo. In parte la trasformazione ha coinciso
con la crescita stessa: scarpe ai piedi, casa, elettrodomestici, automobile, figli alle scuole superiori e all’università, vacanze. In parte essa è stata consentita dalla crescita: pensioni, servizio sanitario universale, statuto dei lavoratori.

Parlo di crescita: un continuo aumento della produzione di beni e servizi, che permane attraverso le pause e le riprese osservabili nelle economie che crescono come in quelle che declinano.
L’economia non ha ancora risposto alla domanda che l’ha fatta nascere come scienza: che cosa determina la crescita? La risposta meccanica si limita a poco più di una tautologia: alla lunga ? dice ? la crescita è azionata da due motori, le forze di lavoro e la produttività. Ma la risposta non meccanica, che guarda oltre la macchina produttiva, è più profonda e non si racchiude in una formula algebrica: la crescita è un fatto della società, è voglia di costruire cose nuove, di guardare lontano, è fiducia nelle proprie forze, ambizione. Gli economisti parlano di «spiriti animali» ( animal spirits); ma Ulisse e Dante, al contrario, vi vedono l’essenza migliore dell’umano: «Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza».
Lo spirito che soffiò nei primi decenni del dopoguerra e sospinse la crescita lo potremmo chiamare ansia della rincorsa. Dai vertici rinascimentali del benessere, della raffinatezza, della produzione artistica e scientifica, dell’eccellenza nel mestiere delle armi e della politica l’Italia era discesa nella mortificazione di offrirsi come campo di battaglia e terra di conquista per le dinastie e gli Stati potenti («Francia, Spagna purché se magna»), terra di cuochi e di cantanti da esportazione. Dopo secoli di declino, il secondo dopoguerra è stato la breve stagione in cui abbiamo riagganciato l’Europa prospera.

***
Da circa dieci anni l’ansia della rincorsa non basta più quale propulsore della società italiana. Entrambi i motori della crescita hanno perso potenza. Poche le nascite, poche le persone che partecipano alle forze di lavoro; l’immigrazione di mano d’opera non qualificata non basta a tenere su di giri il primo motore. Pochi investimenti, poca ricerca in sempre meno numerose grandi imprese, poche invenzioni, pochi brevetti italiani, poca flessibilità del lavoro nell’impiego pubblico e in quello privato: il secondo motore si è quasi spento. Soprattutto, poca fiducia, poca voglia di eccellere, paura di cambiare, rifiuto del rischio.
Abbiamo rallentato la capacità di produrre e troppi si aggrappano alla rendita. La differenza stessa tra produzione e rendita talvolta ci sfugge. È rendita quella del giovane che si definisce imprenditore, mentre sta consumando l’avviamento dell’impresa fondata dal padre o dal nonno. O quella del titolare di cattedra che da anni non fa ricerca, non pubblica su serie riviste scientifiche, e non c’è mai per gli studenti. O quella del contratto di lavoro inflessibile, sempre più in contraddizione con la concorrenza mondiale e col cambiamento tecnologico. O quella dell’impiego pubblico dove l’impiegato non può essere trasferito ad altro luogo di residenza, né a diversa mansione, e neppure a diverso ufficio, mentre spesso nessuno controlla se va o no al lavoro. Due mesi l’anno di vacanza per i magistrati; due giorni la settimana di servizio per i piloti d’aereo; tre-quattro ore d’insegnamento la settimana (per pochi mesi l’anno) per l’accademico.

Ci siamo perfino abituati a sprecare la rendita: pigri studi in campi che non danno né vera cultura né prospettive di lavoro; largo consumo di beni superflui; prolungate degenze in ospedale in attesa di analisi che non richiedono ricovero; consumo dell’ambiente naturale.
Nelle imprese, nelle scuole, nella pubblica amministrazione, nei laboratori di ricerca e nei tribunali, nell’università vi è un’Italia della produzione, del rischio, dell’eccellenza, che non si rassegna. La ripresa in corso è anche suo merito. Ma non illudiamoci: se non avviene un mutamento profondo, se questo altro Paese non prende il sopravvento, l’Italia ridiventa un Paese povero. Povero al modo europeo del ventunesimo secolo, certo. Non più la pellagra e la malaria, non più famiglie di otto persone che dormono in una sola stanza e hanno il bagno in cortile, ma nuove forme di analfabetismo e di desolazione, degrado dell’ambiente, trascuratezza del costume. Quasi nessuno sa la lingua del mondo (l’inglese) proprio come quasi nessuno sapeva l’italiano quattro o cinque generazioni fa. Ignoranza del computer e della matematica. Incapacità di scrivere in italiano senza errori. Povertà di beni collettivi, di trasporti che funzionano, di servizi pubblici elementari, di sostegni per chi perde il lavoro, di difesa del suolo e del paesaggio, incapacità perfino di liberarsi dei rifiuti. Soprattutto, povertà di prospettive, di fiducia, di stima di sé.

***
Invece è possibile che si rafforzi e prevalga all’interno stesso del Paese la spinta di chi vuole perseguire l’eccellenza, superare i migliori, fare dell’Italia un Paese attraente per scienziati, imprenditori, ricercatori di talento, artisti. Nel tessuto sociale vi è questa aspirazione, la si avverte ogni giorno. L’ambizione, il desiderio di una meta alta, la disponibilità al sacrificio sono presenti. Dipende da chi governa e insieme dalla classe dirigente animare e valorizzare queste forze, offrire un sostituto all’incentivo esterno che ci ha spinti per anni (le regole di Bruxelles, la paura di star fuori dall’euro, e via dicendo).
Chi governa deve essere oggi guidato da una ambizione sul futuro del Paese anche superiore a quella che gli stessi italiani sembrano in genere manifestare; deve allungare lo sguardo oltre l’orizzonte nel quale il quotidiano dibattito sembra volersi rinchiudere. Certo, non può dimenticare che in democrazia il sostegno dell’elettore è condizione per governare legittimamente; ma nemmeno deve dimenticare che ogni serio cambiamento ? e di questo l’Italia oggi ha urgente bisogno ? implica decisioni impopolari. Guai a identificare la legittimazione col responso quotidiano dei sondaggi. I sondaggi hanno più a che fare con la psicologia e le carenze affettive che con le istituzioni e la democrazia.
Chi nella società ? in virtù della propria posizione o anche solo della propria personalità ? ha influenza sui comportamenti e i giudizi degli altri, ed è perciò parte della classe dirigente, deve sapere che di fatto è anch’egli parte del governo del Paese; e che dipende anche dal suo giudizio che l’opinione pubblica distingua l’essenziale dal secondario, l’effimero dal duraturo, che l’ambizione di un Paese migliore divenga desiderio e comportamento diffusi.
Tommaso Padoa-Schioppa

Effetto serra, fine del Mediterraneo

6 Gennaio 2007 Commenti chiusi

questo il titolo di oggi (07/01/1007 ore 18:20) della prima pagina del sito web del ” Corriere della sera” (http://www.corriere.it/)
ho voluto fare questo post proprio per non dimenticarmi di quali mezzucci si mettano in atto pur di cogliere l’attenzione della gente.
non discuto il fatto che il comportamento dissennato dell’umanità stia costringendo il clima a mutare, e che molto probabilmente i cambiamenti che anche i meno attenti di noi hanno potuto notare nella situazione climatica siano destinati a diventare normalità o addirittura a peggiorare, ma a quale pro questo “terrorismo da strilloni”?
e poi, scusate cari giornalisti con tutti gli sforzi che dovete aver fatto per formare i vostri intelletti, per raggiungere lo status di giornalista, possibile che vi riduciate a questi mezzucci per attirare l’attenzione degli “acquirenti”?
scrivo acquirenti e non lettori perchè alla fine così non si fa informazione , si vende un prodotto.
e come si fa con le merci sugli scaffali dei supermercati, la confezione deve essere colorata per attirare l’occhio del cliente.
senza dimenticare che così facendo si riduce implicitamente il lettore alla figura di “mezzo” per raggiungere un saldo in bilancio ( bilanci che sono comunque sovvenzionati dallo stato ndr).
purtroppo una situazione dilagante in tutti i media.
la confusione dilaga.
e il pressapochismo con lei.
complimenti alla categoria.
e alla volontà di informazione.

grande fratello sotto patriot act

4 Gennaio 2007 2 commenti

nei giorni passati avevo intravisto sui quotidiani nazionali brevi articoli relativi ai poteri pretesi dagli Usa per controllare il traffico di passeggeri stranieri sul suo territorio.
( qui sotto allego una parte di uno di questi articoli comparso sul webndr).
Purtroppo, dal mio punto di vista, i media non hanno dato abbastanza risalto all’ennesima dimostrazione di prepotenza da parte degli Usa.
Gli americani infatti, pretendono di controllare unilateralmente,senza contropartita, e senza un termine temporale.
Si, perchè non è considerata una data di scadenza e di sospensione di questo controllo.
Vuol dire che se ti capita di passare dagli States per andare in vacanza in Messico, per esempio, i tuoi dati saranno in un data base della CIA dal giorno che metti piede sul terrritorio americano e in seguito sarai controllato per sempre..
E gli stati europei hanno accettato questo sopruso.
Risulta tra l’altro che i “geni creativi” dei servizi segreti americani, verificando mails, spese attraverso carte di credito (inspiegabilmente tutte americane..) e addirittura i pasti consumati da chi fa un volo diretto negli Stati Uniti, dovrebbero riuscire a smascherare presunti terroristi.
A parte il fatto che non si capisce come potrebbero controllare milioni di mail quotidianamente ( senza dimenticare il sospetto che già lo facciano da anni e senza che si sappia tanto in giro..)
E a parte il fatto che pagare con la Visa un AK47 da un trafficante di armi non mi sembra tanto realistico.
E non si capisce come i governi europei abbiano permesso una intrusione così totale in nome di un rischio terroristico con bersaglio gli Usa, soprattutto alla luce del fatto che anche l’Europa ha pagato il suo tributo di sangue alla lotta al terrorismo negli utlimi anni..

articolo tratto da www.zeusnews.it

http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=5300

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Come ti spio l’email (legalmente)

Pubblicati i dettagli dell’accordo tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti sui passeggeri che volano verso gli Usa.

Il Daily Telegraph fa lo scoop dell’anno: in base alla nuova legge Blair sul diritto di informazione, ha ottenuto dal governo inglese il testo dell’accordo (finora segreto) tra il governo Usa e l’Unione Europea per i controlli antiterrorismo sui passeggeri che dall’Europa volano negli Usa.

L’accordo, che fu raggiunto dopo un braccio di ferro tra americani ed europei, prevederebbe che i dati forniti dalle compagnie aeree europee, tra cui il numero di carta di credito e l’indirizzo email, siano oggetto di controlli da parte delle autorità americane; questo avverrebbe non solo prima e subito dopo il volo negli Usa, ma anche successivamente.

Tutto ciò è reso inquietante e pericoloso dalla capacità tecnica degli americani di intercettare il contenuto delle comunicazioni di posta elettronica (anche fino a parecchi milioni contemporaneamente), come pure il fatto che il governo americano abbia già realizzato operazioni di intercettazioni di massa delle email sui propri cittadini e su molti cittadini stranieri dentro e fuori gli Usa: lo ha ammesso lo stesso Bush al Congresso. E’ preoccupante anche la presenza negli Usa delle sedi centrali delle maggiori carte di credito: Mastercard, Visa e American Express.

Lo stesso Garante della privacy italiano Franco Pizzetti ha dichiarato a proposito dell’accordo e della necessità di rivederlo…

CONTINUA QUI SOTTO:

http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=5300

sanità americana? no grazie.

4 Gennaio 2007 Commenti chiusi

interessante articolo sulla situazione sanitaria made in USA comparso su l’Unità di oggi.
per tutti quelli che pensano agli States come ad una puntata di Beautiful..

tratto da

http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=62237

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Storie dalla ricca America dove ammalarsi è un lusso
Bruno Marolo

In Italia si parla di malasanità. In America soffrono tutti, ricchi e poveri. Maria Santiago, una madre nubile di New York, nel 1998 è andata in ospedale per mettere al mondo il suo bambino e ha dovuto impegnarsi a pagare a rate tremila dollari: meno di un terzo di quello che costerebbe oggi un parto. «Sono una donna delle pulizie – racconta – e guadagno dieci dollari l´ora. Da otto anni tiro la cinghia ma sono ancora indebitata».

Maria è poverissima e forse il suo permesso di soggiorno non è in regola. Nel suo caso i meccanismi dell´assistenza sociale non sono entrati in azione. Prendiamo allora in esame una personalità ricca e famosa: il professor De Bakey, forse il più celebre cardiochirurgo del mondo. Si è fatto operare dagli allievi nella sua lussuosa clinica a Houston. Il conto per la degenza supera il milione di dollari e l´assicurazione rifiuta di rimborsarlo.

Gli Stati Uniti sono il solo Paese ricco che non riconosce il diritto alla salute. Per chi può pagare sono disponibili le strutture sanitarie più avanzate del mondo. Per gli altri niente. Invece di costruire nuovi ospedali, il governo federale e i 50 Stati forzano alla chiusura quelli che esistono, e in gran parte rimangono vuoti perché il prezzo dei ricoveri è dissuasivo.

Sulla lista nera è finito l´unico ospedale italiano di New York, dedicato a madre Cabrini e gestito dalle suore cattoliche da 114 anni. L´amministrazione del governatore Pataki ha deciso che nello Stato ci sono troppi posti letto e ha ordinato la chiusura di 16 ospedali, tra cui il Cabrini che ha 450 posti.

BERLUSCONI E GLI ALTRI – Non per nulla Silvio Berlusconi ha deciso di farsi operare da uno specialista italiano a Cleveland nell´Ohio. Se lo poteva permettere. Nelle cliniche degli Stati Uniti affluiscono pazienti danarosi da ogni parte del mondo, ma per gli americani non è garantita l´assistenza di base. Dal censimento del 2005 risulta che 47 milioni di cittadini, poco meno di un quinto della popolazione, sono privi di assicurazione sanitaria. In questa condizione si trovano 7 milioni di persone in più rispetto all´anno duemila.

BEATI I POVERI – Il governo federale americano spende per la sanità una percentuale del prodotto interno lordo …

CONTINUA QUI:

http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=62237

e alla Exxon Valdez riducono la multa per Natale

24 Dicembre 2006 Commenti chiusi



la corte federale di San Francisco ha ridotto la multa da pagare allaExxon per aver inquinato le coste dell’Alaska nl 1989, spiega l’articolo comparso sul sito della BBC.
La causa, intentata dai pescatori e dai residenti della zona colpita dalla fuoriuscita di greggio, è stato il processo civile che è durato più tempo negli States ( quasi come da noi in questo..)
la corte di San Francisco ha ritenuto troppo alta la multa che era stata inflitta alla Exxon e ha così deciso di tagliare i quasi 5 miliardi di dollari, accordati in precedenza, a 2.5 miliardi di dollari.
Sarà stata la vicinanza del Natale?
Non penso, perchè se fosse stata questo, invece di diminuire la multa, pensando a tutti gli animali uccisi dallo strato di petrolio a galla sulle acque del mare, o alle migliaia di km di coste imbrattate. sarebbe dovuta aumentare.
Sarà stata la benefica influenza di qualcuno che non voleva “affamare” una povera multinazionale a ridimensionare il rimborso, più probabilmente..
e chi se ne frega di quelli che abitano lassù, sperduti nei ghiacci, proprio vicino a dove Babbo Natale abita..
Certo, su questo non faranno un film i grandi studios americani, niente best seller con tirature multimilionarie e attori famosi..
roba che non vende..

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tratta dal sito on line della BBC

http://news.bbc.co.uk/2/hi/business/6204819.stm

Court halves Exxon spill damages
Exxon Valdez oil tanker spill off Alaska
The disaster devastated miles of Alaskan coastline and wildlife
A US court has almost halved the damages oil giant Exxon Mobil must pay for a 1989 oil spill off Alaska.

The San Francisco Federal appeals court reduced the payment from $4.5bn (£2.3bn) to $2.5bn (£1.3bn), saying the previous decision had been excessive.

It is the third time damages in the case have been reduced.

The case – started in 1994 by more than 32,000 fishermen, native Alaskans and property owners – is one of the longest non-criminal ones in US history.

In the original court ruling, Exxon was ordered to pay out $5bn.

Later decisions ordered the lower Alaskan court to set a lower limit for the penalty, but refused to say how much the penalty should be cut by.

However, in the latest 2-1 judgement, Chief Judge Mary Schroeder and Judge Andrew Kleinfeld declared it was “time for this protracted litigation to end.”

Compensating

Exxon was not immediately available for comment.

However, the firm has previously argued that it should have to pay no more than $25m in punitive damages in the case as it has spent $3.5bn on cleaning up the affected area and compensating victims of the spill.

David Oesting, the lawyer leading the effort against Exxon Mobil for the Alaskans affected by the spill, said he was considering whether to ask for the case to be reheard by 15 judges or whether to take it to the Supreme Court.

The Exxon Valdez supertanker spilled 11 million gallons of crude oil into Prince William Sound, polluting around 2,000km of coastline. Its captain, Joseph Hazelwood, admitted drinking vodka before boarding the vessel, but was acquitted of operating a ship while intoxicated.

The disaster is estimated to have killed 250,000 seabirds, 2,800 sea otters, 300 harbour seals, 250 bald eagles, up to 22 killer whales, and an unknown number of salmon and herring.

in Turchia pericoloso finire in ospedale

19 Dicembre 2006 Commenti chiusi

un fatto molto grave.
ecco come commenterei l’articolo comparso su “la repubblica” web relativo a delle dottoresse mussulmane che si sono rifiutate in Turchia di fare un esame ad un giovane che aveva l’unica colpa di essere maschio, e di essere affetto da un’orchite.
il risultato del ritardo è stata l’amputazione di un testicolo del povero malcapitato.
sempre nell’articolo è riportato lo sdegno di una parte dell’opinione pubblica turca e l’annuncio dell’apertura di un’inchiesta.
stiamo scoprendo, tutti i giorni, che conciliare il laico ( in questo caso lo stato) e la religione ( in questo caso il credo delle dottoresse) non risulta facile.
ma certo arrivare a considerare, da parte un medico, una mutilazione come legittima in quanto giustificati da una fede, è una follia.
follie religiose in questi ultimi anni non ne sono mancate ed è inutile farne un elenco, però bisogna trovare un modo per fermare l’escalation di non-sense.
del resto, è facile prevedere un inasprimento delle posizioni:
da una parte un credo intransigente, quasi fosse legittimo interpretare la vita di oggi attraverso l’interpretazione di parole scritte 2000 e più anni indietro, ed essendo così ottusi da non considerare un adeguamento del senso stesso delle parole ad un ambito molto cambiato nel tempo.
dall’altra una difficile lotta contro le interferenze religiose nella vita pubblica, che non ha punti di riferimento e rischia di essere presa per razzismo tout court..

l’articolo lo trovate qui:

http://www.repubblica.it/2006/12/sezioni/esteri/turchia-cure-rifiutate/turchia-cure-rifiutate/turchia-cure-rifiutate.html

la rete e noi nel 2006

17 Dicembre 2006 Commenti chiusi

interessante articolo comparso sul sito della Cnn.

il settimanale “TIME” , insieme a molti giornali del genere, fanno coincidere la fine dell’anno con delle uscite relative a quanto di buono, e di meno buono, è successo durante gli ultimi 12 mesi.
Una specie di riepilogo di quanto è avvenuto.
Ma la prima pagina di quest’anno non riguarda la guerra in Iraq , con i soi sviluppi sempre più cruenti, o le pretese nucleari iraniane e neanche della Corea del sud o il ripetersi degli scontri tra Israele e il Libano, o la guerra in Sudan o il fatto che la Sony non ha costruito abbastanza PlayStation3..
E la “persona dell’anno” non è un politico o un imprenditore o un premio nobel
in questo caso la scelta non è caduta su una persona in particolare, ma su tutti noi.
si, NOI..
Che , attraverso Internet, abbiamo dato vita ad un nuovo modo di intendere l’esistenza.
La creazione del mezzo (world wide web.. il mitico www che contraddistingue la rete..) ci ha permesso di far funzionare internet.
Ma fondamentale è il contributo dato dai navigatori della rete: blog, recensioni di libri, film, riviste, opinioni ecc
Il successo di siti come Wikypedia ( la prima enciclopedia della rete creata con il contributo degli stessi utenti del sito), la creazione di un mondo virtuale attraverso Myspace o il download di milioni di video homemade su YouTube ( e un filmato fatto in casa può farci capire meglio di centinaia di ore di documentari, fatti da professionisti del settore, la realtà di certe cose..), l’esistenza e il continuo sviluppo dell’open-source, testimoniano proprio come siano cambiate certe regole di comunicazione e il modo stesso di far fluire le informazioni ( nonostante i tentativi di certi paesi e di certe multinazionali di imbrigliare e cristallizzare il traffico in rete)
Quello che cercano di mettere in risalto nell’articolo è il fatto che siamo di fronte ad un evento sociale di massa imprevedibile fino a poco tempo per dimensioni e eterogeneità, un mondo molto creativo che si nutre proprio delle nostre diversità e dell’ impegno quotidiano di un numero enorme di persone.
Certo quello virtuale non è un mondo perfetto
Ad esempio, leggere alcuni dei commenti che trovi on line su YouTube fanno ricredere sul futuro dell’umanità..
Ma il WWW ci da la possibilità di entrare in contatto con tutto il mondo
indipendentemente dalla razza il colore o la religione
Abbiamo l’opportunità di far nascere un nuovo tipo di relazioni internazionali, non da politico a politico, o da uomo importante a uomo importante, ma da cittadino a cittadino, da persona a persona.
E’ un esperimento che potrebbe anche fallire.
Ma il 2006 ci ha dato qualche idea su come continuare a farlo vivere..

l’articolo finisce con una esortazione:
continuate così..

—– —– —– —–

Io personalmente devo ammettere che farei fatica a stare senza web.
Ormai ancora prima di leggere un periodico o un quotidiano, senza neanche citare la tv che qui da noi sta diventando veramente qualcosa di patogeno specialmente per quel che riguarda l’informazione, vado on line e solo dopo, mi faccio un’idea.
Navigando trovo informazioni che anche volendo non sarebbero fisicamente individuabili su un quotidiano, a meno che non uscisse in volumi enciclopedici.
Che sarebbero comunque molto più difficili da consultare e meno precisi di un click del mouse…
E trovo informazioni che non troverei in una bibilioteca con 30 milioni di volumi, perchè on line c’è tutto.
Ma proprio tutto…
E posso aiutare a scivere le informazioni io stesso senza trafile meritocratiche o clientelari
Insomma scrivere il mio tatzepao, e sperare che molti lo leggano..
e leggere quelli degli altri, senza avere filtri
Il sogno di un mondo un pò più libero che si potrebbe realizzare, e che potrebbe non piacere ai “padroni del vapore”..

l’articolo originale lo trovate qui:

http://www.cnn.com/2006/US/12/16/time.you.tm/index.html

ancora i rottweliers???

10 Dicembre 2006 Commenti chiusi

ho già scritto diverse volte a proposito della pericolosità di certe razze canine ( rottweiler, mastini napoletani ecc ecc) e sulla incredibile indifferenza da parte dei padroni ( e, visto che dei padroni non ci si può fidare , di chi non crea una normativa più severa) sui rischi che gli indifesi cittadini corrono senza apparente motivo e senza potersi difendere.

purtroppo, e questo lo vedo anche dai commenti che mi arrivano ogni qualvolta pubblico una notizia del genere, generalmente si prende la cosa sottogamba.
e comunque nessuno mi ha mai risposto con delle proposte valide..
nella maggior parte delle mail traspare il solito buonismo retorico sugli animali in genere..
forse aspettano di essere morsi personalmente per farsi un’opinione..

solo oggi pomeriggio a Torino, in una aiuola al lato di un corso, un celebroleso ( il padrone..) faceva “pascolare” 2 rottweiler senza guinzaglio..
museruola?
cosa vuol dire questa parola?
sacchetto per raccogliere i bisogni del cane?
ma per carità..
era già impegnato ad ascoltare i risultati di calcio alla radio in auto…

in città (Torino) ci sono le zone adibite ai cani (nei parchi). eppure fate un giro in qualunque strada della città e se in un tragitto di più di 10 metri non trovate un ricordino canino che imbratta la strada ( valgono sia liquidi che solidi..) sarete fortunati.

sono curioso di sapere se da parte della polizia municipale sia mai stata fatta una contravvenzione ai padroni di questi cani perchè non avevano la museruola.
intendo come misura preventiva, non come punizione quando ormai qualche malcapitato ha già subito un morso..

e sarei anche curioso di vedere quante ne hanno fatto per punire i padroni che scendono senza paletta per pulire il marciapiede.
un “signore” che abita nel mio palazzo ( e insieme a lui sua moglie, e i suoi 2 figli, maggiorenni da parecchio) non ha MAI raccolto i prodotti del suo cagnetto.
e come lui ci sono centinaia , meglio. migliaia di padroni/e che se ne fregano di tutti gli altri che, pur non avendo un cane, devono comunque guardarsi, mentre camminano dal calpestare un escremento o, peggio, dalle mascelle di un molosso..
qualche mese fà era stata vittima una ba,mbina.
oggi una giovane.
vediamo il prossimo
e aspettiamo l’ennesima assicurazione da parte di chi ci ammiinistra che le cose cambieranno…

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dal sito “www.repubblica.it”

http://www.repubblica.it/2006/12/sezioni/cronaca/rottweiler/rottweiler/rottweiler.html

Ragazza aggredita da due rottweiler
Cento punti di sutura per le ferite – cronaca –
Repubblica.it
E’ successo nel padovano. A salvare la giovane è stato un conoscente anch’egli ferito dai cani. I proprietari: “Verranno presto abbattuti” Ragazza aggredita da due rottweiler Cento punti di sutura per le ferite
Ragazza aggredita da due rottweiler
Cento punti di sutura per le ferite
PADOVA – Una ragazza di 25 anni è stata aggredita nel padovano da due rottweiler scappati dal recinto di una abitazione, che l’hanno scaraventata a terra e azzannata. A salvarla è stato l’intervento di un conoscente; la donna è stata ricoverata all’ospedale di Este, dove i medici le hanno applicato cento punti di sutura a seguito delle ferite riportate. La giovane sarà dimessa nei prossimi giorni. Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri di Abano terme, A.M. stava correndo con i pattini lungo l’argine di un canale quando si è imbattuta nei due cani, fuggiti da una villa della zona. La donna ha tentato di fuggire, urlando, ma i due rottweiler l’hanno inseguita e le sono balzati addosso, azzannandola. Solo l’intervento di un passante, che ha fatto da scudo alla ragazza riuscendo a tenere a distanza gli animali – mentre altri ‘spettatori’ impauriti sono rimasti a guardare – ha evitato il peggio; anche l’uomo è stato azzannato dai cani. La ferocia degli animali s’è fermata solo con l’arrivo dei proprietari, che sono riusciti a calmarli. I due cani sono stati affidati in custodia al servizio veterinario dell’Usl 17 di Este e portati al canile. Erano scappati altre volte dal recinto. I proprietari hanno dichiarato che verranno abbattuti. Del fatto è stata informata l’autorità giudiziaria.