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Archivio per la categoria ‘Società’

nassirya

16 Novembre 2003 Commenti chiusi

Ho fatto parte di una missione di pace all’estero e mi sono rivisto in quelle immagini (con qualche anno in meno).
E mi sono sentito vicino ai ragazzi di Nassirya.
Profondo cordoglio per i militari che ora non ci sono più.
Per gli altri non penso ci siano parole per confortare degli uomini che hanno vissuto un’esperienza così.
Rimarrà parte di loro per sempre.
Il mio ricordo di certi episodi vissuti in Libano quasi 20 anni fa rimarrà dentro di me senza che io possa trasmetterlo ad altri.
Le facce dei ragazzi che erano stati sorpresi nel sonno da un’autobomba e che mutilati, ormai a pezzi, venivano raccolti su quello che rimaneva del marciapiede per essere trasportati altrove, la paura nei loro occhi, l’impotenza terribile di fronte a certi fatti, non si può spiegare.
Bisognava esserci per capire, come spesso accade.
Le reazioni in Italia?
Quelle della gente comune addirittura commovente: davanti alle caserme dei carabinieri e dell’esercito era pieno di fiori e messaggi di cordoglio, gente che si fermava in raccoglimento, che piangeva..
Purtroppo tra tante sincere dimostrazioni di solidarietà,
ho notato anche la malafede di quelli che hanno voluto approfittare (inconsapevolmente speriamo) della situazione per ripescare un attaccamento alla patria che suona palesemente retorico e che non ha riscontro nell’esistenza di chi lo dichiara, spesso. (forse un po’ di coerenza e meno vaniloqui non stonerebbero).
Il rischio che si corre in questi casi era proprio quello che si è verificato: special in TV all’insegna del dolore con l’inseguimento dei parenti delle vittime, commenti saccenti da parte di soggetti che molto probabilmente l’unico contatto con le forze armate l’ha avuto al ritiro del congedo illimitato, addirittura il disinvolto pressapochismo, che contraddistingue questa stagione, ha permesso a taluni di trovare il tempo di fare commenti sui risvolti politici della nostra presenza in Irak, calpestando il dovuto rispetto per i caduti.
Ho il dubbio che qualcuno stia provando al tempo stesso a piangere le perdite e a prendersi dei meriti per il nostro aumentato prestigio internazionale pagato col sacrificio dei nostri soldati.
Ma le loro parole resteranno su dei fogli di giornale.
L’esempio dei nostri ragazzi rimarrà nei nostri cuori per sempre.