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Alitalia: e adesso vediamo che buonuscita si prendono..

17 Gennaio 2007

una storia in loop, infinita.
ecco come definirei il teatrino che si ripete per l’ennesima volta al cda dell’Alitalia.
per farla funzionare dovremo venderla agli stranieriì.
e fare dei cambiamenti radicali e inpopolari.
noi italiani non riusciremo mai a sanarla e farla diventare un’azienda che possa camminare con le sue gambe.
una triste ammissione di impotenza ma relisticamente è quanto si deduce dopo innumerevoli piani di recupero andati in fumo.
troppo radicata nella sua stessa essenza il clientelismo, il “tira a campà” istituzionalizzato e sovvenzionato dalle casse del governo.
troppi bilanci in rosso ripianati con i nostri soldi.
troppi esuberi di personale assunto anche senza bisogno e ora non licenziabili
troppi piani di risanamento mai attuati.
x far cambiare le cose sarebbero troppi gli scontenti: non vorrete mica togliere tutti questi vantaggi a tutta questa gente..

intanto, la settimana prossima volo a Londra con 1 centesimo
(certo … + 15 euro di tasse..).
con una compagnia che riesce a vivere con prezzi come questi e non ha sovvenzioni statali.
provate a dire quanto mi costerebbe con la compagnia “di bandiera”…

la fine dell’Alitalia è già scritta.
è il mercato che la ucciderà.
quello a cui abbiamo assisito negli ultimi anni è accanimeno terapeutico.
e questi sono gli ultimi rantoli.

l’articolo completo lo trovate qui:

http://www.repubblica.it/2006/12/sezioni/economia/alitalia6/dimissioni-spinetta/dimissioni-spinetta.html

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Il presidente di Air-France-Klm, compagnia alleata a quella italiana
ha anticipato la propria decisione di lasciare il cda della compagnia

Alitalia, Spinetta annuncia le dimissioni
decade il consiglio di amministrazione
A rischio il cda di venerdì: troppo pochi i consiglieri rimasti

ROMA – Il presidente di Air France-Klm Jean Cyril Spinetta ha anticipato al cda dell’Alitalia le proprie dimissioni dalla carica di consigliere di amministrazione ricoperta nella compagnia italiana. Lo comunica una nota di Alitalia. Con le dimissioni di Spinetta, è a rischio già il consiglio di amministrazione di Alitalia di venerdì prossimo, che non può riunirsi con i soli due componenti rimasti, il presidente e a.d. Giancarlo Cimoli e il rappresentante del Tesoro Giovanni Sabatini. A meno di una cooptazione in extremis, il Cda infatti non potrà tenersi, in quanto sono necessari almeno tre consiglieri.

Secondo lo statuto, in effetti, il Cda è da considerarsi decaduto: “Quando per qualsiasi causa il numero degli amministratori in carica si riduca a meno della metà, si intenderà decaduto l’intero cda e l’assemblea dovrà essere convocata per la ricostituzione integrale di esso”. Lo stesso statuto, all’art.17 chiarisce che “la società è amministrata da un Cda composto da un numero di membri non minore di 3 e non maggiore di 5″.

L’esodo dal consiglio d’amministrazione dell’Alitalia è cominciato da qualche settimana: le dimissioni di Spinetta seguono di qualche giorno quelle di Gabriele Checchia, che ha lasciato dopo la sua nomina ad ambasciatore italiano in Libano. Carica che non gli avrebbe consentito, ha spiegato, di continuare a svolgere con la necessaria assiduità il proprio incarico in consiglio.

continua>

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