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Archivio Agosto 2006

Rovigo, bimba nasce nel piazzale dell’ospedale

31 Agosto 2006 1 commento

certo dalla ginecologia (!!!) potevano rendersi conto che era prossima alla nascita..
magari mettere la signora su una barella o una sedia a rotelle ed accompagnarla al Pronto soccorso (considerando il fatto che i signori sono stranieri e che era prossima la consegna del nascituro..) avrebbe potuto essere una mossa intelligente..

mah..

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tratto dal sito on line de “la Repubblica” di oggi

http://www.repubblica.it/2006/08/sezioni/cronaca/parto-piazza/parto-piazza/parto-piazza.html

Protagonista della vicenda una giovane coppia di cinesi
Soccorsa dai medici la madre partorisce davanti al nosocomio

Rovigo, i genitori si perdono per strada
bimba nasce nel piazzale dell’ospedale

ROVIGO – Si perdono, si orientano, si sbagliano di nuovo e la figlia invece di venire al mondo in sala parto, nasce sul piazzale dell’ospedale. Tutta colpa della fretta, delle doglie, degli incroci. Monica, così si chiama la bimba nata ieri dalla coppia di giovani cinesi protagonisti di questa folle corsa a lieto fine, sta bene ed ha già qualcosa da raccontare.

Troppi ostacoli per Aimei Zhang, 28 anni, e suo marito Huhezhou, 33. Pensavano d’avere tutto il tempo per percorrere il tragitto che separava casa dall’ospedale di Rovigo. Tutto il tempo per arrivare e farsi registrare. Non avevano tenuto conto del traffico, dell’emozione che cresce di pari passo con le doglie, della “prima volta” che rende difficili anche le cose più facili. Dopo aver imboccato la strada diretta al nosocomio rodigino i due hanno ripetutamente sbagliato strada. Destra anziché sinistra, dritti anziché girare, caos cui si aggiungono i gemiti della puerpera che si fanno sempre più forti, le altre macchine che vanno e vengono, i pedoni, il tempo che passa, la bimba che preme per uscire, la testa che non sa più che fare, l’auto davanti che rallenta, quella prima che non parte.

L’ospedale alla fine appare. I due parcheggiano, scendono, camminano verso l’ingresso, correre non si può , entrano, si perdono. Arrivano in ginecologia, finalmente, e invece no, hanno sbagliato ancora. Vengono invitati a recarsi al Prono Soccorso per l’accettazione. I corridoi dell’ospedale diventano un dedalo. Lungo il tragitto a piedi la donna si sente male. Mentre attraversava l’ampio piazzale, a pochi passi dall’edifcio dell’ospedale, si ferma, il tempo è scaduto. Viene soccorsa. Monica viene al mondo esattamente lì, sana, forse solo un po’ scombussolata come la madre.

Gela, arriva il premio "Nonno Rock" (continua)

30 Agosto 2006 Commenti chiusi

continua…
si perchè avevo già riportato la notizia qualche giorno fa.
e mi chiedevo se fosse normale che dei vecchietti passino il pomeriggio a cercare di toccare le “grazie” di badanti estere tra il verde del parco Garibaldi..
e che messaggio dessero ai più giovani..
non mi sembrava proprio il caso di prendere esempio..

e ora.. il seguito!
la rappresentante di un’associazione culturale di Gela si lamenta dicendo che
“qualcuno ha voluto dare un’immagine di estremo degrado morale”…
ah be…
e che si fa per riscattare questa immagine di degrado?
il massimo che l’associazione ( insieme con un’emittente tv della zona, certo) è stata in grado di inventarsi è…udite udite:

la tre giorni del “nonno rock” con la pornostar a disposizione durante lo svolgimento del festival dll’Eros!!

“qualcuno ha voluto dare un’immagine di estremo degrado morale” dice la signora…
resta da decidere chi.

mah…

tratto da il sito on line de ” la Repubblica” di oggi

http://www.repubblica.it/2006/08/sezioni/cronaca/anziani-e-pornostar/anziani-e-pornostar/anziani-e-pornostar.html

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Dopo le polemiche sulle “toccatine” alle badanti
la cittadina sdrammatizza con un concorso per over 65
Gela, arriva il premio “Nonno Rock”
In premio tre giorni con una pornostar

Gela, arriva il premio “Nonno Rock”
In premio tre giorni con una pornostar

GELA – Un concorso per over 65, con in premio una pornostar. Accade a Gela – la città nella quale è scoppiata la polemica sulle “toccatine” alle badanti dell’est -, dove alla singolare è stato dato il nome di “Nonno Rock”.

Il vincitore sarà quello giudicato il più arzillo, brillante e intraprendente, e il suo premio consisterà in viaggio, vitto e alloggio per partecipare alla tre giorni milanese dedicata al festival dell’eros (dal 15 al 17 settembre). E qui entreranno in gioco le pornostar, protagoniste del festival e tenere hostess del vincitore.

Insomma, dopo le polemiche dei giorni scorsi sulle “toccatine” a pagamento dei vecchietti alle ragazze dell’Est nella Villa Comunale Garibaldi, la città cerca di ironizzare e voltar pagina. “Vogliamo offrire
un’occasione di riscatto agli anziani, dei quali – dice Silvana Grasso, dell’all’associazione culturale “Il Coccodrillo-Progetto Mecenate”, che appoggia l’iniziativa insieme all’emittente televisiva “Canale 10″- qualcuno ha dato un’ immagine di estremo degrado morale. Intendiamo convertire il disagio in opportunità, dando di Gela e dei suoi pensionati un aspetto sano e giocoso, perchè da un episodio come quello delle toccatine a pagamento delle ragazze dell’est, che potrebbe demonizzare la città, possa nascere l’occasione per sottolinearne le risorse positive”.

(30 agosto 2006)

La musica torna gratis sul web

30 Agosto 2006 Commenti chiusi

vediamo quanto dura…

tratto dal sito on line de”la Repubblica” di oggi

http://www.repubblica.it/2006/08/sezioni/scienza_e_tecnologia/spiral-frog-universal/spiral-frog-universal/spiral-frog-universal.html

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Nasce Spiralfrog: da dicembre U2, Gwen Stefani e gli artisti
Universal da scaricare dalla rete senza sborsare un cent
La musica torna gratis sul web
siglato accordo storico anti-Apple
Il sito conta di rifarsi delle spese grazie agli annunci pubblicitari
di GAIA GIULIANI

La musica torna gratis sul web
siglato accordo storico anti-Apple

NEW YORK – “Siamo meglio dei pirati”. Questo, in sintesi, l’annuncio pubblicato qualche giorno fa sul Financial Times da Spiralfrog, sito internet online da dicembre. Ma soprattutto apripista di quella che ha tutta l’aria di essere una contro-rivoluzione, una fenice in procinto di rinascere dalle ceneri tribunalizie di tutte le cause combattute e inesorabilmente perse dai siti p2p, piccoli Davide contro il Golia delle major.

I toni probabilmente si riveleranno meni epici, ma non mancheranno di farsi notare: quattro mesi e la musica sarà di nuovo scaricabile, gratis e senza pericolo di manette, da internet. Ieri Spiralfrog ha dichiarato di aver raggiunto un accordo con Universal-Vivendi per permettere il download gratuito degli artisti sotto contratto con l’etichetta con buona pace di iTunes. Qualche esempio? Eminem, Gwen Stefani, Elton John, Count Basie, gli U2. E per non velare di alcuna ipocrisia l’evidente competizione con la Apple, i brani verranno inseriti sul web nel formato Windows Media Audio che vuol dire che senza conversione gli iPod non saranno in grado di leggerli.

Naturalmente il trucco c’è, e si vedrà molto bene anzi, impossibile sfuggirgli: i diritti d’autore non saranno aggirati, ma regolarmente pagati dal sito che si rifarà con gli annunci pubblicitari. Prima di accedere alla canzone bisognerà attraversare, senza scorciatoie, un “corridoio pubblicitario” che introdurrà al brano prescelto. Che non potrà neanche essere copiato o condiviso perché il sito inserirà all’interno dei file musicali dei software anti-duplicazione.

A dicembre accessibile da Usa e Canada, l’anno prossimo disponibile anche per noi europei, Spiralfrog promette che il suo magazzino di canzoni non si limiterà all’archivio Universal. Warner ed Emi infatti, pur mantenendo il silenzio più assoluto su quanto discusso con i manager del sito, hanno ammesso di essere in contatto con la società che lo gestisce.

Un affondo al monopolio Apple, peraltro già sotto attacco dall’arrivo di Zune-Microsoft e di tutta una serie di cellulari Nokia, Microsoft e Verizon in grado di scaricare musica da internet e dai siti musicali con cui i marchi hanno stabilito una partnership. Musica che una volta acquistata sarà possibile scaricare sui supporti più diversi perché a differenza di iTunes, dove chi compra può ascoltare i brani solo sull’iPod, gli altri la renderanno disponibile per tutti i formati.

E il vincolo iTunes è forse il peggiore neo – o tallone d’Achille – della Apple: associazioni di consumatori di Francia e Paesi Scandinavi hanno già avviato una serie di indagini per accertare la legalità di queste restrizioni tecniche. Con Spiralfrog che nel frattempo si vendica e oscura l’iPod.

Battendo sul tempo anche Kazaa che, dopo essere stata recentemente costretta a rinunciare al libero file sharing dei materiali dei suoi utenti, aveva annunciato, ma più in sordina, un accordo analogo con l’industria musicale e cinematografica, sempre a base di spot naturalmente. Anche Napster praticava già da tempo una soluzione simile, ma solo in streaming. E sicuramente seguiranno altri discepoli.

Dunque, niente più 99 cent a Steve Jobs per ogni canzone scaricata da iTunes? Dalla Spiralfrog fanno sapere che la loro sarà solo un’azione complementare al business della Apple, chi non ama gli spot infatti rimarrà fedele alla mela morsicata. Comunque ci sarà sempre un prezzo, non necessariamente in denaro, da pagare.

(30 agosto 2006)

Somari a Harvard (grazie a papà)

30 Agosto 2006 1 commento

in Italia, dove l’istruzione universitaria è pubblica ( ma non per questo economica..) i raccomandati sono una realtà vergognosa
negli USA eportatori di democrazia, dove bisogna essere ricchi di famiglia per pagare le carissime rette delle Università più conosciute, uguale.

sarà che, come ho letto da qualche parte, l’animale rimane tale?

tratto dal sito on line de” il Corriere” di oggi

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/08_Agosto/30/farkas.shtml

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Dal figlio di Gore alla nipote di Bush. Libro-denuncia negli Usa
Somari a Harvard (grazie a papà)
Donazioni per entrare al college
«Così gli atenei scartano regolarmente gli studenti migliori per far posto ai figli dei ricchi»

NEW YORK ? Che cosa hanno in comune Lauren Bush, Vanessa Vadim, Jessica Spielberg, Dhani Harrison, Christopher Ovitz eAlbert Gore? Sono tutti «figli di papà» che nonostante lo scarso profitto scolastico sono riusciti ad entrare nelle più esclusive università americane Ivy League, in cambio dei favori (e dei milioni di dollari) elargiti dalle loro famiglie a queste istituzioni.
A svelare il segreto è il libro «The Price of Admission», firmato da Daniel Golden, laurea a Harvard e una delle penne più autorevoli del Wall Street Journal, vincitore di tanti premi giornalistici tra cui il Pulitzer. La sua provocatoria tesi: i college che si vantano di essere i più rigorosi del mondo scartano regolarmente gli studenti migliori (ignorandone gli ottimi voti nei test), per far posto ai loro coetanei somari, rampolli dell?aristocrazia di Hollywood, Wall Street e Washington. «La meritocrazia nelle scuole americane è un mito», scrive Golden. In realtà la «rich white people », la gente bianca ricca, è decisa a «perpetrare il sistema di caste, assicurando che il Paese resti nelle mani delle solite famiglie ».
Gli esempi si sprecano. Christopher Ovitz, figlio di Michael, (l?agente più potente della Mecca del cinema) nonostante un «curriculum mediocre e la pessima condotta» (alle medie fu sospeso per aver tirato una mazza da baseball ad una compagna) è entrato alla Brown come «studente speciale». Per sdebitarsi il padre ha sponsorizzato seminari con Martin Scorsese e Dustin Hoffman. Tra gli sponsor più generosi c?è l?ex palazzinaro Charlie Kushner, oggi in carcere per evasione fiscale e finanziamento illecito dei partiti: nel ?98 regalò due milioni e mezzo di dollari ad Harvard per olearne l?ingresso al figlio Jared. E nel 2001 fece bis, comprando per tre milioni l?entrata alla New York University per la figlia Dara.
Dal nepotismo non sarebbero immuni neppure i Sulzberger, il potente clan dietro il New York Times: dopo l?iscrizione di Cynthia Fox Sulzberger aDuke, il vecchio Arthur Ochs Sulzberger commissionò al giornale una benevola storia di copertina sull?università. E nemmeno i Bush: Lauren, modella part-time dalle chiare idee repubblicane come lo zio e il nonno inquilini della Casa Bianca, è entrata a Princeton, tempio del liberalismo, nonostante la domanda d?iscrizione pervenuta fuori tempo massimo. «L?università ha chiuso un occhio?scrive Golden ?. Eppure anche il suo test era considerevolmente inferiore alla norma».
La maglia nera del clientelismo appartiene però alla Brown University. David Zucconi, arbitro delle iscrizioni, avrebbe «aiutato personalmente Vanessa Vadim, figlia di Jane Fonda e Roger Vadim, a saltare tutti gli ostacoli per essere ammessa ». Più tardi la mamma attrice ha inviato un assegno di 750 mila dollari. E lo stesso Zucconi avrebbe corteggiato intensamente, con successo, i figli di ben due Beatles: Dhani Harrison, primogenito di George, e Francesca Gregorini, figliastra di Ringo Starr nata dal matrimonio tra l?ex ragazza di James Bond, Barbara Bach, e l?industriale italiano Augusto Gregorini. Meno fortuna Zucconi ebbe invece con Sofia Loren. Alla Brown, dove era stato subito ammesso, suo figlio Edoardo Ponti preferì la University of Southern California.
La pratica sarebbe esercitata ex equo da repubblicani e democratici. Il figlio dell?ex vice presidente Al Gore è entrato ad Harvard?e così il primogenito del leader dei repubblicani al Senato Bill Frist a Princeton ? nonostante i pessimi voti. Mentre un geniale coetaneo «asian american », infinitamente più qualificato, è stato respinto da tutti i migliori atenei «perché figlio di un signor nessuno ». «Nell?America di oggi gli asiatici sono diventati i nuovi ebrei ? spiega Golden ?. I canoni di ammissione per loro sono infinitamente più duri». La speranza di Daniel Golden? Che il suo libro possa resuscitare la proposta di legge di Ted Kennedy: revocare gli sgravi fiscali e i fondi federali alle università colpevoli di queste pratiche.
Alessandra Farkas

PETROLIO. CHI L’HA DETTO CHE STA FINENDO?

30 Agosto 2006 3 commenti

interessantissimo articolo comparso sulla terza pagina del quotidiano torinese con dati provenienti dal Politecnico di Torino che spiega come mai gli allarmismi sulla produzione del petrolio siano spesso speculazioni destinate all’aumento del prezzo del greggio.

tratto dal sito on line de ” la Stampa” di oggi

http://www.lastampa.it/_settimanali/tst/default_PDF.asp?pdf=1

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SMENTITI I CATASTROFISTI CHE AVEVANO PREVISTO UN XXI SECOLO A CORTO DI ENERGIA
IN AMERICA RUSSIA ED EUROPA SI COMINCIA LO SFRUTTAMENTO DELL?«OLIO PESANTE» DALLE SABBIE

PETROLIO. CHI L’HA DETTO CHE STAVA FINENDO?

MAXI-RISERVE GARANTISCONO UN ALTRO SECOLO DI CONSUMI
E IN CANADA C?E? LA SECONDA ARABIA

di Riccardo Varvelli

NON ci sarà nessuna «fine del petrolio» per i prossimi 80 anni e questa «fine» potrà superare il secolo, tenendo conto,
oltre che delle riserve economicamente certe, anche di quelle probabili e di quelle possibili. Non ci sarà nessuna «fine del
petrolio», perché prima che si esaurisca questa fonte energetica verrà progressivamente sostituitadal gas naturale (e
«non» da un?altra fonte come qualcuno va dicendo). L?era degli idrocarburi (petrolio e gas naturale) continuerà pertanto a
contrassegnare il secolo XXI e parte del secolo XXII, mentre le fonti energetiche alternative e rinnovabili continueranno ad aumentare progressivamente il loro peso sui consumi mondiali, ma diventeranno dominanti soltanto dopo la seconda metà del secolo XXII.

I PRIMI ALLARMI
Non è la prima volta che si annuncia la «fine del petrolio». Un allarmante ed un allarmato articolo comparso nel 1951 sul
«New York Times» annunciava che in base alla stima di allora le riserve petrolifere conosciute avrebbero permesso di produrre idrocarburi ancora per tre lustri, dopodiché, alla metà degli Anni 60, si sarebbe rimasti all?asciutto. Non era la prima volta che annunci di questo tipo venivano pubblicati. Già nel 1910 il Servizio Geologico degli Stati Uniti affermò che c?era petrolio ancora per 20 anni (ma limitatamente alla realtà americana).
Ma la previsione più drammatica (per l?eco che ebbe e per gli eventi che immediatamente seguirono all?annuncio) fu quella contenuta nel rapporto del System Dynamics Group del MIT, il Massachussets Institute of Technology. Tale rapporto era stato commissionato nell?agosto 1970 da un «gruppo di cittadini di tutti i Paesi preoccupati della crescente minaccia implicita nei molti e interdipendenti problemi che si prospettano per il genere umano». Così amavano farsi chiamare un centinaio di scienziati e Premi Nobel associati al Club di Roma.

LA RICERCA DEL MIT
Il rapporto, coordinato dal professor Dennis Meadows, per il quale lavorò per oltre un anno un gruppo interdisciplinare di
studiosi, prese il nome di «I limiti dello sviluppo» e fu pubblicato nel marzo del 1972. Era suddiviso in cinque capitoli relativi alle proiezioni fino al 2100: aumento della popolazione, della produzione alimentare, dell?industrializzazione, dell?inquinamento e l?ultimo era dedicato al consumo ed al possibile esaurimento (a «certe» condizioni) dei principali minerali del mondo utilizzati come materie prime. Le «condizioni» sulla base delle quali erano state fatte le proiezioni circa l?eventuale futuro esaurimento dei 19 minerali presi in esame erano fondamentalmente due.
1. Il dato di riferimento iniziale era la quantità di riserve conosciute di ogni minerale alla data del 1970 (secondo quanto pubblicato dal Bureau of Mines degli Stati Uniti).
2. Il futuro veniva calcolato sulla base del «trend» di sviluppo della singola materia prima, che teneva conto della serie
storica dei consumi degli ultimi 10 anni.
Alle suddette «condizioni» il Rapporto del MIT arrivava alla conclusione che il petrolio si sarebbe esaurito entro 20 anni
ed il gas naturale sarebbe finitoentro 22 anni. In realtà, che di petrolio ce ne fosse ancora per almeno 30 anni era stato detto e scritto già negli Anni 60 del secolo scorso. In quegli anni entrò ufficialmente nella letteratura petrolifera mondiale il fattore «R/P». Era inteso come rapporto tra la quantità di riserve economicamente producibili nel mondo (espressa in barili o in tonnellate) e la quantità di idrocarburi prodotti all?anno (in barili o tonnellate). Questo fattore, alle condizioni suddette, è oggi pari a 37 anni per il petrolio e a 65 anni per il gas naturale. Intanto, da qualche anno, sono entrati nel linguaggio tecnico i termini «olio pesante» e «olio difficile». Si intende per «olio pesante» un greggio molto viscoso, quasi solido, identificato con il termine chimico di «bitume». Esistono molte sabbie o scisti impregnati di bitume.
In particolare esistono grandi giacimenti di sabbie bituminose nell?Athabasca, nella regione canadese dell?Alberta.
È stato calcolato che ai prezzi attuali del petrolio tali sabbie sono economicamente trattabili ed è stato ufficializzato che le
risorse producibili ammontano ad almeno 174 miliardi di barili (pari al 10% del bitume in posto), ponendo in questo modo
il Canada come secondo Stato dopo l?Arabia Saudita nella classifica dei Paesi con le maggiori riserve di petrolio.
Ma analoghi giacimenti a quelli dell?Athabasca – e persino più estesi – sono presenti nell?Orinoco, in Venezuela, in Russia, in Estonia e in minima parte anche in Italia. Includendo le riserve economiche mondiali di «olio pesante» nel rapporto
«R/P», il suo valore salirebbe ad oltre 60 anni.

LE RISORSE «DIFFICILI»
Questo valore sale ulteriormente ad almeno 80 anni, se si considera il contributo che il cosiddetto «olio difficile» darà
in futuro. Si considera «olio difficile» quello dei giacimenti a grandi profondità marine (in Brasile e in Angola), quello dei
giacimenti alle alte latitudini (Mare Artico e Mare Antartico) e, infine, quello ritrovato in aree di non facile accesso oppure
climaticamente aspre (Mar Caspio e Siberia orientale). Se oggi il contributo alla produzione mondiale del petrolio «facile» è del 70% e quello del petrolio difficile è del 30%, nel 2030 si prevede la seguente ripartizione (se il prezzo del petrolio rimarrà al di sopra dei 60 dollari al barile): petrolio facile = 50%; petrolio difficile = 35%; petrolio pesante = 15%.
E, quindi, appuntamento al XXII secolo!

Politecnico di Torino

otto indagati per l’autostrada aperta da Berlusconi

30 Agosto 2006 Commenti chiusi

intanto..
è sicuramente un complotto!!
certo, sto giro, sarà più difficile far passare qualche leggina ad personam..
magari ci penserà il governo a dargli una mano..

mah..

ps:
con tutte le promesse fatte prima delle elezioni, avete sentito più parlare di una legge contro il conflitto di interessi?

tratto dal sito on line de “la Repubblica”di oggi

http://www.repubblica.it/2006/08/sezioni/cronaca/autostrada-berlusconi/autostrada-berlusconi/autostrada-berlusconi.html

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Nel 2004 la cerimonia davanti all’allora premier
La procura: inaugurata malgrado il rischio incidenti
Palermo-Messina, otto indagati
per l’autostrada aperta da Berlusconi
dal nostro inviato EMANUELE LAURIA

Palermo-Messina, otto indagati
per l’autostrada aperta da Berlusconi

MISTRETTA – Dovevano fare in fretta, per assicurare l’inaugurazione con 2500 invitati nel cuore dei Nebrodi, per garantire lo storico taglio del nastro da parte dell’allora premier Silvio Berlusconi. Fecero troppo in fretta e non esitarono a nascondere che quei lavori erano tutt’altro che finiti: di questo sono certi i magistrati che hanno concluso l’inchiesta sull’apertura al traffico dopo 35 anni dell’autostrada Palermo-Messina, e che contestano agli otto tecnici che diedero il via libera alla circolazione i reati di attentato alla sicurezza stradale e falso in atto pubblico.

Negli ultimi 41 chilometri consegnati agli automobilisti il 21 dicembre del 2004 “non sussistevano i requisiti minimi di garanzia della sicurezza della circolazione”. È quanto afferma, nel suo avviso di conclusione delle indagini preliminari, il procuratore di Mistretta Ettore Costanzo, che si è avvalso della consulenza di due ingegneri palermitani, Mario D’Amore e Antonino D’Orso. La relazione dei periti è un duro atto d’accusa: nel tratto autostradale inaugurato quasi due anni fa con lavori ancora in corso, c’erano “situazioni distribuite e concentrate di pericolo grave”.

In particolare, il “battesimo” dell’opera sarebbe avvenuto malgrado il rischio “di incidenti di vaste proporzioni” nelle gallerie che caratterizzano il percorso, dove i tecnici nominati dal pm Costanzo hanno ravvisato la mancanza degli standard di sicurezza: assenza degli areatori, vie di fuga ostruite, colonnine per l’sos fuori uso, illuminazione non funzionante, semafori e telecontrollo inattivi. Inconvenienti ai quali, almeno in parte, negli ultimi mesi è stato posto rimedio: anche se la Palermo-Messina, nel tratto fra Castelbuono e Furiano, resta una gimcana con frequenti restringimenti di corsia. Capitolo a parte per lo svincolo di Furiano, uno dei rari esempi di rampa d’accesso in autostrada direttamente sulla corsia di sorpasso, criticata dai periti con linguaggio burocratico: “Esiste la possibilità di conflittualità laterale”. In pratica, alto pericolo di scontro.

Gli otto indagati sono i rappresentanti dell’Anas, del consorzio per le autostrade siciliane e della Technital (la società che ha curato la progettazione e la direzione dei lavori) all’interno della commissione che attestò i requisiti minimi di sicurezza dell’autostrada: fra essi, Nino Bevilacqua, ex consulente del sindaco forzista di Palermo Diego Cammarata. L’ordinanza con cui venne aperta al traffico la A-20, scrive il pm, fu firmata dal dirigente del consorzio autostradale Felice Siracusa (pure lui indagato) ancor prima che giungesse il parere della commissione. Il procuratore Costanzo ha inviato l’avviso di chiusura delle indagini ai tecnici coinvolti, che potranno presentare memorie difensive o chiedere di essere ascoltati. Prima delle probabili richieste di rinvio a giudizio.

(30 agosto 2006)

Fuma in concerto, indagato Keith Richards

29 Agosto 2006 Commenti chiusi

multare Keith Richards perchè fuma sul palco.
bisognava pensarci..

la legge è uguale per tutti.
in UK.
in Italia c’è un tipo che fuma regolarmente in video…
e non è stato una rock-star
e nessuno gli dice di smettere.
mah..

tratto dal sito on line di” il Corriere” di oggi

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Spettacoli/2006/08_Agosto/27/richards.shtml

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Inchiesta del consiglio comunale. Ora rischia una multa fino a 75 euro

Fuma in concerto, indagato Keith Richards

Il chitarrista degli Stones avrebbe acceso una sigaretta durante uno show a Glasgow violando il divieto imposto dalla nuova legge

Keith Richards con Mick Jagger sul palco durante il recente concerto milanese (Ap)
Keith Richards con Mick Jagger sul palco durante il recente concerto milanese (Ap)
GLASGOW (Scozia) – Il divieto di fumo non perdona neanche gli artisti: il consiglio cittadino di Glasgow, in Scozia, ha deciso di indagare Keith Richards, il chitarrista dei Rolling Stone. Il rocker avrebbe infatti violato i reolgamenti accendendosi una sigaretta durante un concerto del tour «A Bigger Bang» in un ambiente chiuso e aperto al pubblico. Alcuni giornalisti avrebbero riferito che Richards fumava durante una performance live avvenuta venerdì 25 agosto all’Hampden Park, lo stadio di Glasgov.
RISPETTO DELLE LEGGI – «Ci è stato fatto notare che fumava e stiamo approfondendo – ha dichiarato alle agenzie di stampa un portavoce del Consiglio cittadino, senza rivelare la sua identità -. Prendiamo molto seriamente le nostre responsabilità sull?applicazione delle leggi».
NORME E SANZIONI – In Scozia il divieto di fumare in tutti i luoghi pubblici al chiuso, tra cui teatri e ritrovi sportivi, è entrato in vigore a marzo. Le nuove norme stabiliscono per i trasgressori multe fino a 50 sterline (75 euro). Di cinque volte superiore potrebbe invece essere la sanzione per i gestori dell’impianto se fosse accertata una loro negligenza nel fare rispettare le leggi anti-fumo.
LA BBC CERCA LE FOTO – La vicenda ha stuzzicato l’interesse della Bbc che ha invitato tutti i propri ascoltatori/lettori che avessero eventualmente assistito alla performance con chitarra e sigaretta di Richards – e che lo abbiano eventualmente immortalato con una macchina fotografica, una videocamera o un telefonino – a fare arrivare loro immagini e video all’indirizzo newsonlinescotland@bbc.co.uk. La caccia allo scoop, insomma, diventa collettiva.
28 agosto 2006

Google sfida Microsoft anche in ufficio

29 Agosto 2006 Commenti chiusi

lotta fra giganti..
certo è che , per ora, il software messo a disposizione da Google è freeware..

tratto dal sito on line de “il Corriere” di oggi

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2006/08_Agosto/28/google.shtml

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Tutti gli strumenti di lavoro online

Google sfida Microsoft anche in ufficio

Il motore di ricerca lancia un pacchetto di applicazioni pensato specificamente per le aziende e per fare concorrenza a Office

MOUNTAIN VIEW (Stati Uniti) ? Essere diventati i signori della Rete non basta. Il prossimo obiettivo di Larry Page e Sergey Brin, i fondatori di Google, è ancora più ambizioso e complesso: l’ufficio. I due ragazzi terribili sembrano infatti decisi ad entrare direttamente nella tana del lupo, i Pc aziendali, dove l’arcinemico Bill Gates domina incontrastato con programmi per la posta elettronica come Outlook e suite come Office, il pacchetto per la produttività in ufficio più diffuso del mondo. L’ultima trovata del dinamico duo di Mountain View consiste dunque nell’offerta alle aziende di un manipolo di applicazioni, ribattezzato Google apps for your domain , che consentirà alle imprese di gestire la posta elettronica con un proprio suffisso (quella parte dell’indirizzo che segue la chiocciola), di usufruire di un servizio di messaggeria istantanea, di organizzare agende individuali e condivise e di creare pagine Web. Il tutto, ovviamente, gratuito ed esclusivamente online. Il che vuol dire: niente hardware da acquistare o software da gestire e aggiornare. Un bel risparmio di noie e di tempo, come ben sanno tutti i responsabili dei settori «It» delle aziende. Entro la fine dell’anno, inoltre, Google metterà a punto un’offerta più articolata rivolta a imprese di dimensioni più grandi: dietro pagamento di un abbonamento si otterranno funzionalità aggiuntive e assistenza tecnica.
PROSPETTIVE – Bill Gates è dunque avvertito. Per ora, tuttavia, dalle parti di Mountain View hanno scelto un profilo basso. La nuova offerta non è presentata come un’alternativa a Microsoft, semmai come una serie di applicazioni complementari che possono favorire la collaborazione in ufficio. Il pacchetto, al momento, adatta alle esigenze delle imprese servizi da tempo esistenti e funzionanti per i privati come Gmail , GoogleTalk , Google Calendar e Google Page Creator . Niente di troppo nuovo sotto il sole, insomma. Abbastanza tuttavia per solleticare la curiosità di giornalisti e analisti di fronte alle prospettive future della mossa. Prima fra tutti la possibile integrazione in Google apps for your domain, di Writely e Spreadsheets , rispettivamente elaboratore di testi e foglio di calcolo via Internet, entrambi di proprietà del motore di ricerca. A quel punto, con l’innesto di programmi per la produttività in ufficio, la concorrenza a Office diventerebbe decisamente più esplicita.
DENTRO O FUORI?? Anche se nessuno pensa che sul breve termine il dominio di Microsoft nei Pc aziendali sia a rischio, è chiaro a tutti che un nuovo fronte di battaglia si è aperto. Un fronte, fino a qualche anno fa impensabile, e reso oggi possibile da un fenomeno chiamato «virtualizzazione del Pc», che definisce la progressiva trasposizione in rete di attività che fino ad ora prevedevano l’installazione di programmi sull’hard disk. Bill Gates è così consapevole dei nuovi rischi che qualche mese fa ha investito Ray Ozzie, geniale creatore di Lotus Notes, del compito di ricalibrare le strategie dell’azienda tenendo conto del nuovo universo in cui la diffusione della banda larga consente l’accesso ai servizi direttamente dalla Rete e in cui il sistema di finanziamento prevalente sarà la pubblicità. Non a caso la stessa Microsoft sta sperimentando Office Live, un servizio virtuale che offre posta, hosting di pagine web e calendari condivisi. Insomma, la battaglia è appena cominciata.
Raffaele Mastrolonardo

Gela, medico denuncia: gli anziani spendono tutti i loro soldi per palpare ragaz

29 Agosto 2006 Commenti chiusi

I pensionati si sputtanano ( è proprio il caso di dirlo..) la pensione per andare a toccare le “grazie” di una badante…
e poi?
corrono dal medico a farsi dare il Viagra?
magari no..
facile che si accontentino di commentare “l’ebrezza del tocco” all’ombra delle piante del parco…

ma con l’età non dovevano crescere l’esperienza e la saggezza?
non dico che debbano farsi mummificare e/o chiudere nei gerontocomi ma..
certo che se questi sono i custodi dei nostri valori e se questi sono i valori che custodiscono per noi…

ps
il dramma della solitudine si potrebbe risolvere cercando di instaurare un rapporto con altre persone.
magari non basato su interessi economici.
perchè?
perchè finiti soldi, finita amicizia…

tratto dal sito on line de ” il Corriere” di oggi

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/08_Agosto/29/cavallaro.shtml

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«È l’incontro tra la solitudine e il dramma di chi è sottopagato»
I pensionati e il tariffario delle «toccatine»

Gela, medico denuncia: gli anziani spendono tutti i loro soldi per palpare ragazze dell?Est. Il sindaco conferma: tragedie incrociate

GELA (Caltanissetta) ? Dicono che la storia non ha rilievo penale. Ma su quest?aggettivo si sprecano i doppi sensi e le implacabili risate di chi s?affaccia fra le aiuole della villa comunale per capire se davvero i vecchietti vanno a caccia di colf, bambinaie e badanti dell?Est pronte ad arrotondare gli stipendi concedendo veloci «toccatine » a gambe, tette e chiappe.
E nella scandalosa Gela che fa sempre parlare di sé per mafia e racket un?allegra pruderie avvolge le chiacchiere di fine agosto, alimentate da un medico che per salvare uno zio novantenne, o meglio la pensione dello zio, denuncia trattative e tariffe. Più che da un moto di sfegatato moralismo o da questioni sanitarie, la pietas del nipote in camice bianco sarebbe legata alle difficoltà di tanti anziani che non riuscirebbero più ad arrivare a fine mese con la pensione per quel piacevole passatempo coltivato fra romene e polacche, albanesi e croate. In provincia le chiacchiere gonfiano a dismisura anche gli scampoli di verità. E c?è chi prende per una bufala i dettagli sul tariffario praticato all?ombra di palme e ficus: tre euro per una pacca sul sedere, due per sfiorare le gambe, cinque per palpare un seno. Ma c?è pure chi conferma, confessa e si danna perché sui vizietti di quella villa ha già scritto un libro e un altro ne avrebbe messo in cantiere.
È lei, la scandalosa scrittrice di Gela, Silvana Grasso, professoressa di greco a liceo, autrice di libri anche per Rizzoli e Einaudi, vincitrice del premio Grinzane Cavour, spesso in tv su Raiunomattina, ad ammettere di aver trattato in prima persona con alcuni vecchietti: «Questa villa mi appartiene. E? la mia alcova letteraria. La villa è come la città. Campeggia una sola ossessione: il sesso». La provocazione è l?anima delle sue storie e della sua vita. Come accadde quando propose le nozze al sindaco Rosario Crocetta che della sua omosessualità non ha mai fatto mistero. Così, dopo l?ultima opera dal titolo «Disìo», che è il siculo «desiderio», la Grasso racconta il paradosso del giardino «Garibaldi»: «Io lo so che incarno per questi anziani il modello della trasgressione dell?Est. Pelle chiara, capelli rossi e occhi verdi, mi presento in abbigliamento vergognosamente allusivo, tigrato, spacchi, vita stretta, chioma slegata proprio per essere adescata ».
E la richiesta arriva: «Quando mi sento chiedere ?Quantu vo??? (quanto vuoi?), non mi tiro certo indietro, io che per vivere un?esperienza letteraria mi butterei nel fuoco. E contratto…». La prima volta c?è rimasta male, come spiega ironica: «Un vecchietto offriva 10 euro. Eh no, almeno il doppio. Stimolato, mi chiedeva “Si pulara?” che sta per ?polacca?. E io, da filologo classico, servendomi del mio greco inutile a Gela, annullando ogni traccia di dialetto: “Sono della Bielorussia”. E lui, perso: “Con 500 euro di pensione debbo pagare casa, luce…”. L?ho tranquillizzato e l?ho spedito dietro gli alberi dove ancora mi aspetta…». Gli stessi tronchi scelti dalla Grasso come epilogo de «L?albero di Giuda», il libro sul sogno onirico di un protagonista in cui lei tratteggia il maschio di Gela: «Per avere l?unica erezione della vita si impicca e finalmente la corda al collo gonfia il resto… Sì, in città mi hanno odiata».
Com?è capitato al sindaco comunista stanco delle avance, adesso pronto a difendere vecchietti e straniere, come spiega Crocetta: «Sono due tragedie incrociate. La solitudine, da una parte. Il dramma di chi è sottopagato, dall?altra». Lo sa che qui e altrove c?è un boom di unioni atipiche fra pensionati e straniere di trent?anni più giovani. E se potesse spargerebbe bromuro: «Manzoni nella Pentecoste raccomandava che lo Spirito Santo placasse gli eccessivi ardori degli anziani. E le romene in Italia allora non c?erano…». Come dire che la storia è antica e non è solo una storia di Gela.
Felice Cavallaro
29 agosto 2006

democrazia contributiva

25 Agosto 2006 Commenti chiusi

mal comune.. paghino tutti!!
abitare in certi paesi della Sardegna è un poco come sposarsi..
“nel bene e nel male, nella buona e nella cattiva sorte…”

probabilmente (io penso) la proposta nasce dal fatto che, essendo il paese piccolo, non è possibile che si rubino dei mezzi ( un fuoristrada, una Fiat Panda e altro), che appartengono alla comunità, senza che nessuno se ne accorga e senza che si sappia chi è l’autore del reato…..
forse sarebbe meglio far pagare i responsabili ma se non ci sono responsabili…
democrazia contributiva!

evoluzione del concetto di stato sociale?

mah..

tratto dal sito on line de”la Repubblica” di oggi

http://www.repubblica.it/2006/08/sezioni/cronaca/sindaco-arzana/

sindaco-arzana/sindaco-arzana.html

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Un furto da 12.000 euro in un garage del Comune: aumento “pedagogico” dell’Ici
Il sindaco: “Condanna deve essere unanime, il danno coinvolge la comunità”
Sardegna, furto al Comune di Arzana:
aumento dell’Ici come tassa “sociale”
Era già accaduto in Barbagia per rimborsare i danni delle follie di Capodanno

Sardegna, furto al Comune di Arzana:
aumento dell’Ici come tassa “sociale”

NUORO – Il Comune subisce un furto e il sindaco decide di aumentare l’Ici. La singolare misura “pedagogica” è stata presa dal primo cittadino di Arzana, in Sardegna, per sensibilizzare la comunità su un furto avvenuto ai danni della struttura comunale.

I ladri sono, infatti, entrati in un garage del Comune del centro dell’Ogliastra, rubando un fuoristrada, una Fiat Panda e varie attrezzature, sottraendo, quindi, mezzi di utilizzo pubblico.

“La condanna di questi gesti dev’essere unanime- ha dichiarato il sindaco Marco Melis – Il nostro è un piccolo paese e tutti devono sentirsi responsabili di quanto accade”.E ha aggiunto: “Se il maltolto non verrà restituito proporrò al Consiglio comunale di aumentare l’Ici di un punto a titolo di risarcimento”.

Il danno subito dal Comune di Arzana è di circa 12.000 euro. Non una cifra esosa, a detta del sindaco, ma comunque un danno che coinvolge l’intera comunità e che necessita di misure che sviluppino il senso civico degli abitanti.

Quella di Marco Melis non è, peraltro, un’idea del tutto nuova. Già in alcuni comuni della Barbagia, nell’entroterra sardo, alcuni sindaci avevano immaginato l’aumento delle imposte come misura per riacquistare dei lampioni che erano stati mandati in frantumi a colpi di fucile durante la notte di Capodanno. E pare che, in quel caso, l’idea abbia funzionato, visto che episodi simili non si sono più ripetuti.

Resta da capire se la punizione verrà davvero applicata e come verrà accolta dalla piccola comunità di Arzana.

(25 agosto 2006)