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Archivio Gennaio 2006

"FATE SKYFO"

30 Gennaio 2006 2 commenti

http://www.beppegrillo.it/

chi si ricorda gli slogan contro il “potere delle multinazionali” di qualche (quasi 20 …) anno fa??
il tempo passa ma le cose non cambiano…

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In Rete sta girando lo slogan: “FATE SKYFO” indirizzato a SKY di Murdoch che ha chiesto la chiusura di due portali: coolstreaming.it (80.000 utenti) e calciolibero.com.
I portali sono stati chiusi dalla Guardia di Finanza e i gestori dei siti inseriti nel registro degli indagati per violazione delle norme sui diritti d?autore per aver consentito la visione delle partite del campionato italiano di serie A e di serie B.

Le partite sono in realtà rese visibili da siti cinesi.

Come funziona il sistema:
il canale televisivo cinese CCTV trasmette in chiaro in Cina le partite;
Synacast, società di capitali cinese, invia il segnale su Internet, sembra in accordo con CCTV.
Risultato: le partite del campionato italiano comprate da CCTV sono in rete e si possono vedere in tutto il mondo con applicazioni P2P, applicazioni che consentono lo scambio di informazioni in rete.

E? chiaro che bloccare due siti italiani non serve a nulla.

Bisogna allora oscurare la Cina.
Ed è questo che sembra stia avvenendo con delle richieste agli internet provider italiani.
Se poi le partite fossero messe in rete anche dalla Mongolia e da Taiwan si oscureranno pure quelle nazioni?
E? come se Mediaset comprasse delle partite di baseball americano e chiedesse all?FBI di oscurare Cuba per impedire di vederle sulla Rete.

I governi sono ormai superati dalle multinazionali.

Maxi-truffa da 20 milioni sui medicinali

30 Gennaio 2006 Commenti chiusi

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/01_Gennaio/28/bari.shtml

L’inchiesta della Procura di Bari
Maxi-truffa da 20 milioni sui medicinali
Oltre 120 persone rinviate a giudizio, nel mirino otto aziende farmaceutiche: avrebbero versato tangenti a medici

BARI – È superiore ai 20 milioni di euro la truffa compiuta tra il 2002 e il 2004 al Servizio sanitario nazionale che la Procura di Bari ritiene di aver scoperto e i cui risultati sono alla base della richiesta di interdizione dall’attività per otto società per azioni – tra cui alcune multinazionali – che producono farmaci.

RINVIO A GIUDIZIO PER 126 – Tra i documenti sequestrati durante le indagini anche quello che viene ritenuto un «libro paga» con compensi percepiti dai medici. Secondo il pm inquirente del tribunale di Bari, Ciro Angelillis, le 126 persone per le quali è stato ora chiesto il rinvio a giudizio avevano costituito e preso parte a diversi sodalizi criminali che agivano tra le province di Bari, Lecce, Brindisi, Foggia e Milano e facevano in modo che le loro case farmaceutiche lucrassero sulle iper-prescrizioni di farmaci fatte da medici di base.

FARMACIE «AMICHE» – Questi ultimi – secondo la pubblica accusa – venivano corrotti dagli informatori scientifici anche su istigazione delle case farmaceutiche. I medici consegnavano le ricette (intestate a pazienti ignari) alle farmacie «amiche», i farmacisti – secondo l’accusa – toglievano le fustelle dai farmaci prescritti, le apponevano sulle ricette per ottenere il rimborso dal Ssn e, specialmente durante la notte, gettavano nei cassonetti della spazzatura i farmaci, alcuni dei quali erano «salvavita» e costavano anche 700 euro a confezione.

TANGENTI E CORRUZIONE – Ai medici corrotti – secondo il pm – andavano compensi in danaro (percentuali tra il 10 e il 18% del prezzo dei medicinali prescritti), oppure orologi, telefoni cellulari, materiale informatico, viaggi di piacere e partecipazioni a congressi scientifici. In più di un caso – ritengono di aver accertato i carabinieri del Nas di Bari – tra medici e informatori scientifici c’è stata anche una trattativa sul tipo di compenso che i sanitari dovevano percepire: ad esempio 5.000 euro al mese al posto di vacanze con la famiglia in luoghi esotici o in capitali europee.

MEDICI SU LIBRO-PAGA – Nel corso dell’inchiesta il magistrato sequestrò un libro paga sul quale erano scritti i compensi percepiti dai medici e, accanto, il voto che l’informatore scientifico esprimeva: le valutazioni erano scarso, sufficiente, buono; o anche: da tornare. Dopo il sequestro del libro-paga, il 15 aprile 2005, il pm ottenne dal gip l’arresto di 60 persone (18 medici, 16 farmacisti, 6 dirigenti e 20 informatori scientifici di molte case farmaceutiche nazionali ed estere), che si aggiunsero alle 44 persone arrestate tra il 7 e il 25 luglio del 2003.
28 gennaio 2006

«Andate avanti così, vi attacca perché date fastidio»

24 Gennaio 2006 Commenti chiusi

http://www.unita.it/index.asp?SEZIONE_COD=ARKINT&TOPIC_TIPO=I&TOPIC_ID=46961

22.01.2006
«Andate avanti così, vi attacca perché date fastidio»

Pomeriggio domenicale: Enzo Biagi legge i giornali e si scandalizza per certe enormità. Prima ancora che riusciamo a fargli qualche domanda, commenta l’immagine da prima pagina di Berlusconi che mostra la maglietta con la scritta «Meno tasse, più lavoro»: «Te l’immagini De Gasperi, oppure Amendola, per dire due che ho conosciuto bene, che si fanno fotografare con le magliette?».
Veramente in altre foto agita anche l’Unita come fosse la prova del reato…
Per me l’Unità è una lettura quotidiana, è un giornale che rispetto, come rispetto i suoi redattori, che considero miei colleghi. Se lui ha qualcosa da ridire, vada in tribunale….

Ci ha provato e mi pare che non gli sia andata troppo bene. Ma lei aveva mai visto un capo di governo che porta in tribunale l’opposizione?
Non era mai successo. E’ l’ultima novità della casa, ma c’è da aspettarsene altre. I politici che ho conosciuto io e parlo ancora di De Gasperi, Amendola, Nenni o La Pira, erano gente di altro tipo, non avevano affari da proteggere; l’unica cosa era un programma politico. Quando dico queste cose mi dicono che sono comunista e io non smentisco. Perché da partigiano ho conosciuto comunisti, socialisti, ma liberali non ne ho mai visti. Sarò stato sfortunato, però dalle mie parti non ce n’erano.

Tornando alla campagna elettorale, come giudica il clima creato da Berlusconi?
Molto basso. Mai visto un Paese in balia di uno scontro così miserabile. E anche la parola scontro è impropria perché Berlusconi che attacca Prodi…diciamo che non c’è parità.

Non c’è par condicio.
E’ uno spettacolo penoso e vorrei stabilire una mia convinzione, un mio principio: Prodi è un galantuomo e gode di grande rispetto internazionale. Quando leggo che sarebbe stato salvato dall’amnistia….mi sento anche personalmente offeso. Non mi fa velo l’amicizia, perché posso testimoniare che Prodi è una persona integra e sfido Berlusconi e chiunque a dimostrare il contrario.

Perché secondo lei Berlusconi alza tanto i toni? Ha perfino cambiato espressione: prima sorrideva sempre e ora fa la faccia cattiva.
E’ un segno di crisi, di potere minacciato.

Attacca soprattutto i Ds, forse perché mira al bersaglio grosso.
Mi pare di sì. E continua ad usare un armamentario che non ha più senso. La storia dei comunisti, che tanta importanza ha avuto nella lotta antifascista e nella democrazia italiana, lui la usa come fosse un’offesa. Tira fuori Stalin e poi dice che Mussolini mandava in vacanza gli antifascisti. Io ero amico di Pertini, uno di quegli antifascisti, e vorrei ricordare che dalla prigione scrisse a sua madre per proibirle di chiedere la grazia.

Tra i nuovi argomenti di Berlusconi c’è anche Gramsci. Parla delle casematte del potere come se fosse una teoria criminale e dimentica che questo grande uomo, i cui libri sono tradotti in tutto il mondo, è stato assassinato dal fascismo proprio per le sue idee.
Credo che Berlusconi abbia un’idea vaga di Gramsci, come di papà Cervi. Bisogna fargli sapere che si tratta di persone scomparse, che si possono andare a trovare solo al cimitero. Del resto, è uno che parla di Romolo e di suo fratello Remolo… e sua cugina Biancaneve.

Ha un consiglio da dare a noi dell’Unità in questo momento?
Dovete continuare a fare il vostro giornale, che fra l’altro è fatto bene e io ci trovo sempre qualcosa in più rispetto agli altri.

Ma come si deve rispondere ad accuse sempre più violente, alzando anche noi il livello dello scontro?
No, bisogna distinguersi sempre, certo dimostrando l’inconsistenza delle accuse a forza di documenti. Tutti possono insultare, ma viene il momento di dimostrare le accuse. Anche se, a volte, viene la voglia di rispondere: ma dica quello che vuole, tanto ormai è diventato una macchietta. Non dico che la sinistra non faccia i suoi sbagli, appartiene al genere umano, però è un’altra cosa. Nenni una volta mi disse che il socialismo secondo lui significava portare avanti quelli che sono più indietro. Una definizione che mi pare funzioni ancora. Io non sono mai stato iscritto al Partito socialista, sono un ex del Partito d’azione, che, come dicevo, ha conosciuto tanti socialisti e comunisti in montagna.

Si sentirebbe di fare una previsione per questo difficile 2006?
Posso citare una massima americana: si può ingannare qualcuno una volta, non tutti per sempre. E promettere è più facile che mantenere.

Latte alla spina

17 Gennaio 2006 Commenti chiusi

http://www.beppegrillo.it/

Latte alla spina

A Roncadella, alle porte di Reggio Emilia, a ottobre è stato inaugurato in un?azienda agricola il primo distributore automatico dell’Emilia Romagna di latte appena munto.

Latte prodotto da mucche alimentate con prodotti no Ogm.
Il prezzo del latte fresco è di 1 euro al litro (30 centesimi in meno che nei supermercati a parità di prodotto).
Arrivi con la tua bottiglia di vetro carichi e via!
Puoi anche fare ?cariche? da 25 centesimi e 50 centesimi.
Dopo 24 ore il latte non distribuito è riutilizzato per fare la ricotta e altri formaggi.

Peccato che in Emilia Romagna la legge regionale consente questi distributori solo presso le aziende agricole e non, come ha chiesto la Coldiretti, anche in supermercati, negozi, scuole, mense come avviene in Lombardia e nei Paesi del Nord Europa.

La durata del latte fresco è di due giorni se lo tieni in frigo e dopo, portandolo a bollitura, lo puoi bere per altri due.

E? una grande idea: si eliminano i rifiuti con l?uso di bottiglie di vetro e si abbassano i prezzi.

Latte fresco alla spina fatto vicino a casa, mucche no Ogm, riduzione dei camion da una parte all’altra dell’Italia.

Partiamo dalle cose semplici, le rivoluzioni si fanno anche così, con nuove leggi regionali per avere latte fresco, sano e a basso prezzo.

Inizierei dalla Regione Liguria, così posso risparmiare subito qualcosina.

Se dura ancora qualche mese questo governo abolirà il codice penale…

15 Gennaio 2006 Commenti chiusi

http://www.beppegrillo.it/

Ma vi sembra normale che dobbiamo scoprire queste cose su un blog e sui giornali non ce ne sia traccia????

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14 Gennaio 2006

Italiani a pecorella

Se dura ancora qualche mese questo governo abolirà il codice penale .

La sua ultima trovata è la legge “Pecorella” approvata in parlamento.

La legge stabilisce che, in caso di assoluzione dell?imputato, il Pubblico Ministero non può più ricorrere in appello, ma solo in Cassazione.
L?imputato condannato, invece, conserva il diritto di fare appello e, se lo perde, può ancora rivolgersi alla Cassazione. La limitazione dei poteri del PM è una grave violazione della parità delle parti nel processo, sancita dalla Costituzione.

Per capirci, pensiamo ad una partita di calcio fra la squadra della Boccassini e la squadra di Previti.
Se alla fine del primo tempo vince la Boccassini, Previti può giocare il secondo tempo e i tempi supplementari.
Se invece nel primo tempo vince Previti, per rifarsi la Boccassini avrà solo i supplementari, niente secondo tempo.

Se davvero succedesse questo nel campionato di calcio ci sarebbero le barricate.
Anche Mediaset scenderebbe in piazza perché potrebbe trasmettere solo un pezzo della partita.
Ma quel che è impensabile per un gioco è la nuova realtà del processo italiano.

Altro effetto della legge ?Pecorella? , che si verifica sempre, anche quando c?è stato appello dell?imputato, è la trasformazione del giudizio di Cassazione (che dovrebbe decidere esclusivamente sulla buona applicazione della legge) in un terzo grado di giudizio di ?merito?, ossia di riesame dell?intera attività processuale svolta in precedenza.

Questo significa:

- stravolgimento del ruolo della Cassazione
- aumento della durata, già vergognosa, dei processi
- moltiplicazione dei ricorsi strumentali e dilatori
- ingestibilità della Cassazione, che alla fine scoppierà.

Se combiniamo tutto questo con la riduzione dei termini di prescrizione (legge ex Cirielli), possiamo tranquillamente dire che gli effetti della legge ?Pecorella? saranno sconvolgenti.

Chicca finale: il Commissario europeo dei diritti umani Alvaro Gil-Robles ha scritto, il 14 dicembre 2005, oltre 60 intense pagine contro l?amministrazione della giustizia in Italia.

Ps: Il nano portatore di prescrizioni si è recato in tribunale per testimoniare.
Tutti si sono stupiti perchè non ha detto nulla.
Belin, ha fatto bene: se diceva qualcosa lo arrestavano per falsa testimonianza.

Bocca di rosa non paga le tasse perché….

15 Gennaio 2006 Commenti chiusi

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/01_Gennaio/14/prostitute.shtml

Italia 2006…

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La donna ha 6 case: l’Agenzia delle entrate aveva chiesto 200mila euro
Il Fisco «grazia» le prostitute: niente tasse
Milano, i giudici danno ragione a una ricca signora: manca una legge per le imposte

MILANO – Bocca di rosa non paga le tasse perché ciò che guadagna vendendo il proprio corpo «non può essere considerato reddito». Almeno finché il Parlamento non disciplinerà «specificamente» la questione, la professione più antica del mondo, che va ricordato in Italia non è reato, resterà in una sorta di limbo fiscale, sospesa tra i redditi leciti e quelli illeciti. Lo ha stabilito nei giorni scorsi la Commissione tributaria di Milano, il tribunale che si occupa delle questioni fiscali, dando ragione a una prostituta italiana alla quale l’Agenzia delle entrate aveva spedito due cartelle esattoriali invitandola a pagare quasi 200mila euro tra tasse e sanzioni per i redditi non dichiarati.
I BENI ? Un appartamento lussuoso di 130 metri quadri in pieno centro a Milano, altri due monolocali a poca distanza, due abitazioni di tre vani a Corsico e una a Baggio più un’auto: è l’elenco dei beni accumulati dalla signora in più di 20 anni di «fatiche» e finiti sotto la lente di ingrandimento del Fisco. Dopo una serie di controlli incrociati, l’Agenzia delle entrate si è resa conto che la donna non aveva presentato mai la dichiarazione dei redditi. Quindi non aveva mai pagato le tasse nonostante fosse proprietaria di un tale patrimonio. È scattata quella che in termini tecnico-fiscali si chiama «determinazione sintetica del reddito». I conteggi hanno stabilito che, in base al patrimonio accertato, la donna doveva pagare la bellezza di 98.000 euro per il 1998 e di altri 87.000 per il ’99. Per gli altri anni si sarebbe visto dopo.
20 ANNI DI CARRIERA ? La signora milanese ha risposto picche. Non ha i soldi per pagare, anche perché ormai ha più di 40 anni, si è ritirata dalla professione e non ha alcuna intenzione, e forse anche meno possibilità, di tornare ad agganciare i clienti. Ne è nato un processo al quale la donna si è presentata difesa dall’avvocato Marco De Giorgio. Per prima cosa, il legale ha dovuto dimostrare che la sua cliente era stata una prostituta. E non è stato così semplice ricostruire una carriera ventennale per lo più clandestina. La donna arrivò dalla Campania a Milano quando aveva 17 anni. Era fuggita di casa e si mise in vendita sulla strada. Si è sempre gestita da sé, nel senso che non ha mai avuto un protettore che la sfruttasse, ed è per questo che è riuscita a comperare sei case. Ai prezzi di oggi, sono una vera e propria fortuna. Quanto basta per vivere nell’agiatezza con i soli affitti. De Giorgio ha prodotto le inserzioni che la donna faceva mettere sui giornali vendendo le sue prestazioni, e i contratti del telefono che le servivano per mettersi d’accordo con i clienti. Stabilito che la signora era incontrovertibilmente un prostituta, il legale è passato al merito della questione. E la sua tesi è stata accolta.
LA SENTENZA ? Il Fisco si era affrettato a sostenere che quel patrimonio proveniva da una attività illecita. Siccome la legge stabilisce che va tassato anche questo tipo di reddito, la donna doveva pagare. «La verità ? rispondono nella sentenza i giudici presieduti da Sandro Raimondi ? è che, alla luce dell’attuale ordinamento, i proventi della prostituzione non possono essere considerati tecnicamente redditi» perché non possono essere collocati né tra le attività illecite, né tra quelle lecite. Per giudicare, la Commissione è andata anche a vedere gli atti della Corte di giustizia europea e della Cassazione, scoprendo che secondo entrambe i proventi della prostituzione non sono tassabili perché si tratta di una «forma di risarcimento del danno» che la donna subisce alla sua dignità vendendo se stessa. Nei vari Paesi dell’Unione europea la prostituzione è affrontata in modo diverso. In alcuni è illegale, in altri, come in Olanda e in Germania, è sottoposta a una regolamentazione. Da quando nel ’58 la legge Merlin eliminò le case chiuse, in Italia (dove sono puniti lo sfruttamento e il favoreggiamento della prostituzione) periodicamente si discute su come intervenire. Senza risultati. In attesa di avere almeno una dignità «fiscale», Bocca di rosa continua a non compilare il 740.

Mi lasci? Ti faccio uccidere.

13 Gennaio 2006 1 commento

http://www.repubblica.it/2006/a/sezioni/cronaca/uccisofidanz/uccisofidanz/uccisofidanz.html

Italia(??) 2006…..

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L’omicidio la sera del primo ottobre. Oggi la polizia è arrivata alla conclusione
del caso. In manette un amico del cugino della fidanzata “abbandonata”
Ventenne ucciso in piazza a Palermo
“colpevole” di aver lasciato la fidanzata
Il Pm: “In piazza c’erano oltre cento testimoni, nessuno ha
parlato: ci siamo dovuti scontrare con l’omertà del quartiere”

La vittima, Giovanni De Luca

PALERMO – Un fidanzamento finito nel sangue, a Palermo. Era la sera del primo ottobre scorso quando Giovanni De Luca, poco più di vent’anni, venne assassinato a colpi di pistola davanti a centinaia di giovani, nel quartiere di Borgo Vecchio.

Dietro al delitto, spiegano oggi dalla Squadra Mobile di Palermo, ci sarebbe un fidanzamento interrotto bruscamente e l’offesa all’onore della famiglia della ragazza abbandonata.

A sparare in faccia al ragazzo, sarebbe stato Giuseppe Pecoraro, 24 anni, secondo gli investigatori “amico e guardaspalle del cugino della ex di De Luca”. L’assassinio, in piazza, dopo l’ennesima lite: da oltre due anni, infatti, la vittima, i suoi famigliari e i suoi amici subivano violenze e angherie.

Centinaia i testimoni, nessuno dei quali ha collaborato con gli agenti della Squadra Mobile di Palermo. Alla cattura di Pecoraro gli agenti sono arrivati grazie ad intercettazioni ambientali e agli spunti forniti dai carabinieri, che, nell’ambito di un’altra inchiesta, sono riusciti a raccogliere diversi indizi sulla vicenda.

“Ci siamo dovuti scontrare con l’omertà degli abitanti del quartiere – spiega il pubblico ministero Ambrogio Cartosio, che ha coordinato le indagini della polizia -. Nesusno ha collaborato. Chi non poteva farne a meno si è limitato a raccontare frammenti di quanto sapeva”.

(13 gennaio 2006)

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i bulletti del quartierino gioiscono

9 Gennaio 2006 Commenti chiusi

http://www.repubblica.it/2006/a/sezioni/economia/berlsana/berlsana/berlsana.html

ancora una notevole dimostrazione di attaccamento all’interesse del Paese da parte del bandanato…

che fine farà questa povera Italia combattuta tra bulletti del quartierino e furbi di lungo corso??

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Il presidente del Consiglio ha utilizzato la norma varata nel 2002
E’ quanto emerge dalle indagini sulle irregolarità di Mediaset
Berlusconi, grazie al condono fiscale
paga 1800 euro per sanare milioni

Berlusconi, grazie al condono fiscale paga 1800 euro per sanare milioni

ROMA – Grazie alla norma sul condono fiscale varata dalla maggioranza nel 2002, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi avrebbe sanato la sua posizione fiscale da decine di milioni di euro versando 1.800 euro in due tranche: una da 1.500 euro e la seconda da 300 euro. Il dato è emerso dal procedimento, in corso a Milano e ancora in fase di udienza preliminare, sulle presunte irregolarità compiute da Mediaset nell’ambito della compravendita dei diritti televisivi.

Il 15 dicembre scorso, infatti, l’agenzia delle entrate aveva chiesto copia di alcune carte processuali per compiere accertamenti fiscali proprio a carico del premier in relazione al periodo 1996/2002, ma la richiesta è stata ritirata dopo pochi giorni proprio perché Berlusconi, utilizzando la norma sul condono fiscale n. 289, varata dalla maggioranza di governo nel 2002, avrebbe regolarizzato così la sua posizione nei confronti del fisco.

Non si sono fatte attendere le reazioni. “Se è così dobbiamo riconoscere che almeno in questo caso Berlusconi ha mantenuto una promessa fatta agli italiani: per sé stesso è riuscito a ridursi le tasse”, afferma Vannino Chiti, coordinatore per le relazioni politiche e istituzionali dei Ds. “In secondo luogo, appare confermato che il presidente del Consiglio non ha mai guadagnato dal suo ruolo in politica. E che l’on. Tremonti è più bravo a fare il commercialista di Berlusconi che il ministro dell’economia”, ha concluso Chiti.

Il meno peggio(??)

7 Gennaio 2006 Commenti chiusi

http://www.beppegrillo.it/

non sono d’accordo sul fatto che sia meglio votare il meno peggio..
certo che non partecipare comporta poi di non potersi lamentare dei risultati..

sono curioso di vedere l’esito della prossima campagna elettorale.. curiosissimo..

5 Gennaio 2006
Il meno peggio

Marco Travaglio non è d?accordo con me su Fassino.
Io rimango della mia idea: che è il meno peggio dei Ds.
Gli si possono imputare ingenuità politica e ignoranza, nel senso che probabilmente non sapeva.
Ed è vero che, nel suo ruolo di segretario di partito, se non sai, non sei.
Ma se Fassino dovesse dimettersi per questo, il resto del Parlamento, quello dei prescritti, dei condannati in via definitiva, dei collusi con la mafia cosa dovrebbe fare?
Io un?idea ce l?avrei.

?Caro Beppe,
non sono d?accordo con la distinzione che fai tra D?Alema e Fassino. In attesa che i magistrati stabiliscano chi e come abbia eventualmente violato leggi, già sappiamo (dalle intercettazioni segrete, ma pubblicate dal Giornale) che Fassino non diceva la verità quando assicurava che a Consorte s?era limitato a chiedere informazioni senza intervenire nella scalata di Unipol a Bnl.
Oltre a informarsi, dimenticava di informare Consorte che quel che gli stava raccontando ? il ?concerto? fra Unipol e i suoi alleati occulti, prim?ancora di lanciare l?Opa obbligatoria per legge ? era un reato. Insomma partecipava sentimentalmente all?operazione, consigliava, tifava (?Siamo padroni di una banca? Portiamo a casa tutto??).

Esattamente come faceva il tesoriere del partito Ugo Sposetti, in evidente crisi di identità (?Noi dell?Unipol??).
Vedremo, se e quando uscirà la sua parte di chat line, che cosa diceva D?Alema.

Purtroppo, come mi capitò di dire il 14 gennaio 2004 all?assemblea dei girotondi (l?intervento integrale è sul sito www.marcotravaglio.it), al vertice dei Ds siedono personaggi che vengono da lontano e che non hanno mai voluto fare i conti con Tangentopoli. Cioè con quanto era emerso di almeno politicamente e moralmente rilevante dai processi di Mani Pulite.

Fassino, come hai giustamente ricordato, è torinese. Anche Primo Greganti, condannato tre volte (ora per corruzione, ora per finanziamento illecito) per aver foraggiato il Pci-Pds, è torinese. E chi era l?esponente più in vista del Pci-Pds torinese?
Penalmente su Fassino non è mai emerso nulla. Ma politicamente? Nel 2000, quand?era ministro della Giustizia, Fassino propose ? testualmente – di ?depenalizzare i reati finanziari?, compresa la bancarotta. Che gli era saltato in mente?

C?è una storiella che ho raccontato alla manifestazione anti-Tav: quella dell?ipermercato ?Le Gru? nel comune rosso di Grugliasco. Il più grande ipermercato d?Europa. Lo costruirono le coop rosse per conto della francese Trema e dell?Euromercato (prima Montedison, poi Standa cioè Berlusconi).

Il faccendiere Alberto Milan confessò di aver pagato tangenti a politici locali, fra cui due sindaci comunisti, Ferrara e Bernardi.
?Se Bernardi ha preso tangenti, io sono un cretino?, dichiarò solennemente l?allora segretario provinciale Sergio Chiamparino. Due giorni dopo Bernardi confessò. E alla fine venne fuori che il segretario autoproclamatosi ?cretino? aveva avuto dal faccendiere un gentile omaggio: un telefonino cellulare.
Ma venne fuori che dell?affare Le Gru si era interessato anche Greganti, insieme al suo quasi-socio Aldo Brancher, allora braccio destro di Confalonieri, oggi deputato di Forza Italia e sottosegretario alle Riforme Istituzionali (quello indicato dalle carte dell?inchiesta milanese come il collettore dei versamenti di Fiorani & C. ai politici del centrodestra). E anche Fassino.

Nel 1993 il presidente di Euromercato Carlo Orlandini disse ai giudici di aver incontrato nel 1989 Fassino, allora segretario provinciale del Pci, per parlare del progetto Le Gru. E, subito dopo l?interrogatorio, mandò un fax a Fassino per dirgli quel che aveva dichiarato ai giudici. Che bisogno aveva di fare quel fax violando il segreto investigativo? E che c?entrava il segretario di un partito con un ipermercato?

Qui non c?è niente di penalmente rilevante. C?è qualcosa di forse più grave: una concezione vecchia e malata della politica, che non riesce a distinguersi dagli affari.
Di penalmente rilevante c?è invece la vicenda dell?on. Cesare De Piccoli. Nel ?93, quand?era europarlamentare del Pds eletto a Venezia, di osservanza dalemiana, venne inquisito da Di Pietro per una mazzetta della Fiat: 200 milioni su un conto svizzero denominato ?Accademia?.
Chiese al giudice di essere assolto, ma ottenne solo la prescrizione: i soldi li aveva presi, il reato c?era tutto (finanziamento illecito), ma per sua fortuna era trascorso troppo tempo. Subito dopo D?Alema lo promosse sottosegretario del suo governo, e guardacaso proprio all?Industria. Ultimamente è passato a Fassino, che l?ha eletto capo della sua segreteria. Ora è responsabile del settore economia e industria del partito. Lui di industria sì che se ne intende. O almeno di Fiat.?

Marco Travaglio.

Juke-box letterario per diffondere la lettura

7 Gennaio 2006 Commenti chiusi

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Spettacoli/2006/01_Gennaio/06/libri.shtml

Bastano due euro per leggere un romanzo
Juke-box letterario per diffondere la lettura
A Parigi, nelle fermate della metropolitana, e non solo, si stanno diffondendo i distributori automatici di libri economici

MILANO – Parigi. Una fermata della metropolitana. Il «pendolare« si avvicina al distributore automatico, infila due euro nella fessura, e invece della bibita o della barra di cioccolato, ritira il libro che ha appena scelto. Nella capitale francese i «juke-box letterari» si possono trovare nel metrò già da alcuni mesi . E pare che piacciano parecchio ai cittadini della Ville Lumiere. Tanto che qualcuno ipotizza che possa essere l’inizio di una vera rivoluzione nella distribuzione dei libri, un po’ sulla traccia di quello che è stata la free-press per l’editoria quotidiana.
PROBLEMI DI DISTRIBUZIONE – «Mi sembra un?idea interessante» , commenta Alessandro Dalai, presidente della casa editrice Baldini-Castoldi-Dalai . «Più libri si trovano in giro meglio è, soprattutto in Italia, dove il problema della distribuzione rappresenta una vera e propria strozzatura alla diffusione della lettura». «Abbiamo un numero di punti vendita troppo basso rispetto alla nostra popolazione» spiega l’editore. «Su tutto il territorio nazionale non si contano più 1200 librerie, teoricamente, ma in realtà quelle vere non sono più di 600. Quindi la gente non sa, letteralmente, dove andare comprare i libri«. «La distribuzione, inoltre, è molto costosa» continua Dalai. «Non c?è da considerare solo il costo-libreria, ma anche la rete di vendita. Purtroppo in un mercato piccolo come il nostro queste voci incidono parecchio» . «Questa difficoltà oggettiva probabilmente contribuisce al fatto che la metà della popolazione italiana non compra ne? regala mai un libro».
RACCONTI – Favorevole all?iniziativa anche Giovanni Nucci, editor di Edizioni E/O «Qualsiasi idea possa contribuire a diffondere la lettura è bene accetta» chiosa. «Il problema forse può essere il prezzo: mi sembra difficile poter limare i costi fino a questo punto». «Tuttavia» continua l?editor, «forse, anche a questi prezzi, potrebbe essere un buon mezzo per diffondere un genere lettarario che in Italia ha una grande tradizione ma trova difficoltà di pubblicazione , e cioè quello dei racconti brevi».
UN’OPPORTUNITA’ PER I GIOVANI – Proprio di recente la Penguin, una grande casa editrice anglosassone, ha celebrato i suoi 70 anni con 70 libri da tre euro. «Ognuno non contava più di 48 pagine ed era dedicato a uno o più racconti brevi di grandi autori» precisa Nucci. «Se ci si pensa, persino un grande come Calvino ha prodotto soprattutto racconti, e questo ci fa capisce bene che non si tratta quindi di un genere minore». «Infine», conclude l’editor , «una distribuzione economica di questo tipo potrebbe forse aiutare a diffondere racconti o romanzi di giovani autori».
TRE VOLTE MENO CHE IN FRANCIA – In Italia nel 2004 sono stati messi in commercio oltre 54 mila titoli . la maggior parte dei libri (78%) viene venduto in libreria, poco più del 15% attraverso la grande distribuzione, il 2,4% su Internet, meno del 2% in edicola, l’1,3% sulle bancarelle. «Un mercato tre volte inferiore a quello della Francia, e noi non siamo tre volte meno dei francesim anzi…» precisa Alessandro Dalai.
Luigi Ripamonti