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Archivio Aprile 2005

la popolazione carceraria in USA supera i 2.1 milioni

25 Aprile 2005 Commenti chiusi

tratto da

http://www.theaustralian.news.com.au/common/story_page/0,5744,15079110%255E23109,00.html

——–
La popolazione carceraria in USA supera i 2.1 milioni, dice il titolo….

Ma..
e chi glielo dice all’uomo che da ben 2 mandati “esporta la democrazia” nel mondo che a casa sua, sta in carcere 1 persona ogni 138??

Come è possibile che nella “land of freedom” (terra delle libertà), come si autoproclamano, più di 2 milioni di persone siano in galera??

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US prison population tops 2.1 million
From correspondents in Washington
April 25, 2005

THE US prison population, already the largest in the world, reached a new high of more than 2.1 million last year, with one in every 138 residents of the country now making his or her home behind bars, according to new government statistics released today.

The data put the United States far ahead of countries like China and Russia, whose combined population is about five times that of America.

“The numbers are pretty consistent with what they have been in the last few years,” Justice Department statistician Paige Harrison, a co-author of the report, told AFP.

“We are seeing continued growth in prisons and jails but at a lower rate than we had about 10 years ago.”

The study shows the number of inmates at various correctional facilities across the country rose an estimated 48,452 inmates, or 2.3 percent, in the 12-month period ending on June 30, 2004. In other words, the system was adding to its ranks on average 932 people every week.

The rate of incarceration reached a record of 726 inmates per 100,000 residents ? up from 716 a year earlier.

Federal prisons that house most drug offenders accounted for the largest increase of the prison population ? 6.3 percent. The number of those held in county jails grew by 3.3 percent, while state prisoners saw their ranks swell by 1.3 percent.

Thirteen states reported increases in the number of those incarcerated of at least five percent, led by Minnesota, which boosted its prison roll by 13.2 percent, Montana up by 10.5 percent, and Arkansas up by 8.9 percent.

While the number of female prisoners increased by 2.9 percent, American men were overall 11 times more likely to end up behind bars than women: the incarceration rate among the male segment of the population was 1,348 per 100,000 residents.

Tremonti:«Venderei tutte le spiagge del Sud»….

25 Aprile 2005 1 commento

riporto un articolo pubblicato su “il Corriere” del 25 aprile 2005..

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2005/04_Aprile/25/spiagge.shtml

Non so chi tra voi che mi leggete abbia mai considerato l’eventualità, nella sua esistenza, di trasferirsi a vivere in un altro paese, magari del terzo mondo…
A me è successo e vi assicuro che l’idea di affittare per 100 anni dei terreni per non vedersi espropriare intere areee a favore di acquirenti stranieri, ma al tempo stesso usando i loro capitali e il loro know-how per aiutare lo sviluppo di una zona, non è una novità.
novità lo diventa, purtroppo, quando un discorso come questo viene fatto dal neovicepremier di un paese che fa parte del G7/8/…

mamma mia….

ps: anche le dichiarazioni degli “operatori del settore” (?) che ritengono “interessante” la proposta, la dice lunga…..

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Intervista al TG5 del neovicepremier
Tremonti:«Venderei tutte le spiagge del Sud»
«Con il ricavato finanzierei grandi piani di turismo nel Mezzogiorno. Servono strutture adatte,come aeroporti a 4 piste»

ROMA -«Se dipendesse da me venderei, con concessioni di cento anni, tutte le spiagge e tutti gli stabilimenti marittimi. Con il ricavato finanzierei grandi piani di turismo, veri e concreti, nel Mezzogiorno».
Lo ha detto in un?intervista al Tg5 il neo vicepresidente del Consiglio, Giulio Tremonti, precisando che «se vogliamo attirare masse di turisti servono strutture adatte, ad esempio aeroporti a quattro piste».
GIUSTA L’IDEA DI UN MINISTERO PER IL SUD – A proposito del nuovo ministero dedicato al Mezzogiorno istituito dal Berlusconi-bis con a capo Gianfranco Miccichè, Tremonti precisa che «è un?idea così giusta che io scommetto che lo lascerà anche se vince, e speriamo di no, la sinistra». Il vicepremier ribadisce inoltre che tra le proposte “concrete” per il Sud c?è la cosiddetta ?Banca del Mezzogiorno?. “E? l?unica regione d?Europa – dice – che non ha banche proprie. Quelle che ci sono adesso vendono i capitali e li investono al Nord. Non si può avere sviluppo nel Sud senza banche del Sud che lavorano nel Sud e per il Sud».
GLI OPERATORI DEL SETTORE: «INTERESSANTE» – Gli operatori balneari si dicono «molto interessati» all’ ipotesi, avanzata questa sera in un’ intervista al Tg5 dal vicepremier Giulio Tremonti, di vendita delle spiagge con concessioni di cento anni, ma chiedono che i prezzi tengano conto degli investimenti da loro fatti. A renderlo noto è Riccardo Borgo, neo presidente del Sib, il Sindacato Italiano Balneari che raggruppa circa diecimila imprese del settore.
VENDOLA: «PROPOSTA DA ULTIMA SPIAGGIA» – «Quella del vicepresidente Tremonti mi sembra davvero una dichiarazione da ultima spiaggia – ha commentato il neopresidente della Regione Puglia, Nichi Vendola -. E’ spaventosa la propensione del centrodestra nell’assalto al territorio. Questa maggioranza ha già fatto danni con la gestazione di Patrimonio Spa e di Infrastrutture Spa. E quello di Tremonti è un altro gioco d’azzardo».
Secondo Paolo Cento, coordinatore politico dei Verdi, «se la politica per il Mezzogiorno che il governo Berlusconi bis vuole attivare è quella annunciata da Tremonti, che si venderebbe anche le spiagge, è meglio che lascino perdere, evitando di combinare nuovi guai».

25 aprile 2005

Florida Planning Son of Matrix 2

25 Aprile 2005 Commenti chiusi

By the time the program shut down, participation had dwindled to just four states — Connecticut, Florida, Pennsylvania and Ohio — as states pulled out over concerns about costs and civil liberties. But privacy advocates are less sanguine about including commercial data, which they say is notoriously inaccurate.
Florida’s call for information about a Matrix successor may also raise eyebrows because it requires the vendor to have financial and insurance information, and the tools to analyze that information.
Though scores of companies sell data-mining and searching technology, only ChoicePoint, currently under media and government scrutiny for allowing identity thieves to harvest hundreds of thousands of records on Americans, has search technology and centralized insurance claim information.
Florida’s Zadra said the department is not trying to favor a single bidder and is welcome to ideas from all kinds of vendors.

Florida Planning Son of Matrix 1

25 Aprile 2005 Commenti chiusi

http://www.wired.com/news/privacy/0,1848,67313-2,00.html?tw=wn_story_page_next1

date un’occhiata a questo sito..
l’evoluzione di Matrix…

http://matrix-at.org/

praticamente Matrix, che io ho sempre pensato solo come titolo di un bel film, è invece diventanto un acronimo per
M ultistate
A nti- T e R rorism
I nformation
e X change

un mega database che contiene miliardi di dati (informazioni ricavate da database governativi e commerciali..) relativi a cittadini degli stati dell’Ohio, Connecticut, Pennsylvania e Florida ( per ora..)
con l’utilizzo di questa formidabile ammasso di informazioni, si dovrebbe , almeno nelle intenzioni dichiarate dai fornitori del servizio, poter combattere il crimine con maggiore efficenza…
tranne poi abusarne come è capitato quando uno sceriffo della Florida che ha utilizzato Matrix per risalire, tramite i dati della patente, all’indirizzo di una signora che aveva commesso l’errore di inviare una lettera ad un giornale locale definendo lo sceriffo un “grassone”..
nonostante molti siano contrari, sembra che si stia già preparando Matrix 2.
uno dei problemi ancora da risolvere sembra sia la provenienza dei dati da incrociare e la loro attendibilità , sia della fonte che dei dati..

tempi duri…
segue l’articolo
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Florida law officials are contemplating a sequel to the controversial Matrix database that may be even more comprehensive than the original.
The Multistate Anti-Terrorism Information Exchange, or Matrix, contained billions of commercial and government records, and was intended to help police track down terrorists and kidnappers. But the system was shut down on April 15 when federal funds ran out.
the system was shut down on April 15 when federal funds ran out.
Considered overly invasive by many, the system’s demise was celebrated by civil libertarians.
Barry Steinhardt, former associate director of the American Civil Liberties Union, said in a press release it was a major victory in the “long and hard fight against the growing surveillance society.”
But Florida, which conceived and oversaw the Matrix, is not giving Steinhardt much time to savor the victory champagne, as it explores a possible sequel.
Florida law enforcement officials want Matrix II to include more types of data than the original, including financial and insurance records, according to an April 12 official call (.pdf) for information from vendors.
The document outlines Florida’s intention to rebuild the system, an early step in the project’s competitive bidding process.
Mark Zadra, chief of Florida’s Office of Statewide Intelligence, said the state wants to rebuild the system and hopes other states will join.
“Once we do the competitive procurement process and if we see there is an easy way to share information with other states, other states may want to take advantage of (it),” Zadra said.
Steinhardt said that while he didn’t know anything about the proposed successor to the Matrix, he wasn’t surprised.
“Florida should change its motto from the Sunshine State to the Never Say Die State,” Steinhardt said. “The Matrix really is dead, but that doesn’t mean the impulse to collect and analyze data on American citizens is gone, and the technology only gets better.”
The original system was a 13-state pilot program funded by $12 million from the departments of Justice and Homeland Security

continua

Drunk monkeys attack humans

25 Aprile 2005 Commenti chiusi

http://timesofindia.indiatimes.com/articleshow/1080182.cms

Drunk monkeys attack humans

IANS[ SUNDAY, APRIL 17, 2005 11:32:41 AM ]

BHUBANESWAR: A group of monkeys descended on an Orissa village, quaffed down pots of an intoxicating brew lying in the open and then set upon the villagers, injuring three of them.

The incident occurred in Baralapokhari village near Bhadrak town, 142 km from here.

Irate villagers struck back at the inebriated monkeys with sticks and other weapons and drove them away. The injured have been hospitalised.

The intoxicating ‘pana’ drink had been prepared from marijuana leaves as part of an offering to Hindu gods on the occasion of the Oriya new year Friday. The villagers had kept it in pots outside their huts to ferment, an official said.

Lettera a Ciampi di Stefano Benni

19 Aprile 2005 Commenti chiusi

>
>
>
> > “Caro nonno Azeglio, da qualche anno, nel cortile italiano, è arrivato
un
> bimbo piccolo ma prepotente.
> > All’inizio aveva più figurine di tutti, insomma aveva la maggioranza e
ha
> > fatto un sacco di belle promesse di democrazia e ricchezza e lavoro, ma
> > poi non le ha mantenute e per quattro volte ha preso delle gran
bastonate
> > elettorali.
> > Ora, caro nonno Azeglio, è chiaro che le angherie del bambino tantissimi
> > non le sopportano più, ma lui continua a fare l’arrogante, a rompere la
> > costituzione e a seminar zizzania..
> > Anche nei cortili di tutta Europa lo conoscono e si chiedono perchè.
> > Caro nonno Azeglio, una volta ci hanno raccontato una favola: che la
> democrazia è il rispetto delle minoranze. Che dire di uno che disprezza
> addirittura la maggioranza dei suoi
> > concittadini?
> > Perciò ti chiediamo un regalino.
> > Il massimo sarebbe se tu mandassi via questo bambino prepotente, perchè
> > non è capace di governare il nostro cortile in modo sereno e
democratico.
> > Potrebbe andarsene in vacanza, magari in una bella isola fatata tipo
> > Cayman dove tiene il suo salvadanaio, insieme ai suoi amici condannati.
> > Oppure potresti dirgli: la prima volta che non tieni conto del volere
> > degli altri, e col quindici per cento dei voti fai il prepotente e rompi
> > le regole, stracci la costituzione e ti fai le leggi ad personam, io ti
> > mando via.
> > Non farti fregare nonno Azeglio, questo bambino fa la vittima, ma in
> > questi anni ha triplicato il suo patrimonio ed è scappato ad ogni
castigo.
> > E stai molto attento: se non mandi in pensione lui, lui manderà in
> > pensione te.
> > E poi spiegaci: cosa può fare un popolo, per farsi ascoltare, più che
> votare democraticamente quattro volte contro un governo che non gli piace?
> > Non sei tu forse il garante di queste cose? O dobbiamo pensare che
votare
> > non serve più?
> > Stagli un po’ addosso a questo bambino prepotente, e abbi il coraggio di
> > sgridarlo (ma non tirarlo per i capelli).
> > Questo non in nome dell’ideologia, ma dell’elementare dignità della
> democrazia.
> > Sveglia nonno Azeglio, perchè noi cominciamo a svegliarci.
> > E sempre forza Livorno”.
> > Stefano Benni
> >
> >
>

Seicento milioni di salti..

18 Aprile 2005 Commenti chiusi

http://www.repubblica.it/2005/d/sezioni/scienza_e_tecnologia/jumpter/jumpter/jumpter.html

il concetto sarebbe che se 600 milioni di persone, che occupano l’emisfero occidentale, in data ora (20 luglio 2006) e in dato orario (questo dipende dalla vostra posizione sul pianeta quel giorno. a Roma ore 10’39’13′, gli altri possono controllare sul sito..), se tutto funziona, si dovrebbe produrre una forza tale da spostare l’orbita del pianeta Terra!!
Cambiamenti in grado di produrre mutamenti notevoli, sembra, visto che arriveranno ad abbassare di 2 gradi C la temperature globale ( per il 2040..)
alla fine dell’articolo assicurano che non è una bufala..
mah…

fateci un giro..

http://www.worldjumpday.org/

l’ha fatto per noi, stellina

15 Aprile 2005 Commenti chiusi

come dice quel comico di Zelig..
l’ha fatto per noi..
lui, con i suoi 20000 miliardi, è sceso in campo per noi, e adesso che, il contratto con gli italiani non l’ha rispettato, da Bruxelles arrivano solo critiche e la sua coalizione non regge più…
tanti saluti che “uno come lui, non deve perdere il tempo con voi (i suoi alleati di governo ndr)” e…
… ” vi scriverò qualche cartolina dalla Bahamas!!”

fantastico…
speriamo che alle Bahamas lo raggiungono anche una parte, almeno, di quelli che gli hanno consentito di diventare Presidente del Consiglio…

e che i prossimi siano meglio (??) …

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http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2005/04_Aprile/15/verderami.shtml

Lo sfogo del Cavaliere sotto il fuoco alleato
«Vi ho creato io. Che buffonata è questa?»
I consigli del sottosegretario Letta: ora qualcuno gli dica come stanno le cose Fini: prendo atto che non ti dimetterai

ROMA – Questa è la storia di un pranzo che somiglia tanto a un?ultima cena, e non solo perché al vertice di maggioranza erano in tredici, ma soprattutto perché dopo l?incontro di ieri il centro-destra non esiste più. Potranno forse arrivare a un compromesso, ricandidarsi insieme e con lo stesso leader, ma sarà un?alleanza diversa da quella che vinse le Politiche del Duemilauno. Fino all?ultimo Silvio Berlusconi ha tentato di evitare lo strappo, per due ore l?altro ieri aveva discusso al telefono con Pier Ferdinando Casini invitandolo a far recedere Marco Follini.
La «discontinuità» chiesta dal segretario centrista gli appariva come un?arma puntata contro, e quando ha spiegato al presidente della Camera che «Ciampi non intende comunque sciogliere in anticipo il Parlamento», si è sentito rispondere che non aveva capito «da quale parte giunge la minaccia», che «non è l?Udc a volerti silurare», che «altri hanno interesse a tenerti ancora per un anno a palazzo Chigi in queste condizioni», sempre più logorato dall?affanno quotidiano. Ma il Cavaliere temeva e teme che il Berlusconi bis diventi una trappola, e a nulla erano valsi i ragionamenti di Gianni Letta, giunto persino a chiedere l?aiuto di quanti venivano ricevuti dal premier: «Ditegli le cose come stanno, è ora che qualcuno lo faccia».
Così si è consumata la vigilia, e se il vertice è iniziato in ritardo, è perché Berlusconi era impegnato in un colloquio con Gianfranco Fini: «È appena rientrato dagli Stati Uniti e volevo informarlo di quanto era accaduto». Almeno questa era la sua versione. Ai leader della Cdl è stato distribuito un documento di nove pagine, un?analisi sui ritardi nell?azione di governo e un?anticipazione sulle priorità di politica economica: Mezzogiorno, sostegno alle imprese, competitività. Della crisi politica non c?era traccia, nemmeno un capoverso, e appena il premier ha aperto la discussione, Fini ha rimarcato questa assenza. Eppoi a suo dire «il documento non serve a nulla, in Parlamento basterebbe leggere una paginetta, senza parlare del passato e senza attardarsi sul futuro: poche cifre, gli obiettivi da completare fino alle elezioni, punto».
E comunque «il problema è politico», emerge dalla sconfitta alle Regionali, «un risultato che accomuna tutti, e di cui il premier deve prender atto. Dimettendosi e cambiando squadra oltre che programma». Berlusconi ovviamente ha rigettato la proposta, si è detto disponibile ai soliti ritocchi: «A parte Letizia Moratti e Lucio Stanca, qualche ministro tecnico si può sostituire. Ho sondato la loro disponibilità, sono pronti a lasciare, sono degli amici». E confondendo la politica con l?amicizia si è spinto a sostenere che «anche Roberto Calderoli si farebbe da parte con il suo consenso». Un modo di dire, ovvio, ma che ha lasciato basito il ministro leghista e ha spinto il suo collega di partito Giancarlo Giorgietti a un gesto eloquente con la mano.
«Secondo me dovresti dimetterti», ha proseguito Fini: «Prendo atto che non lo farai e certo non sarò io ad aprire la crisi». D?altronde Follini aveva chiesto di parlare, e il segretario dell?Udc è stato esplicito nel chiedere un Berlusconi-bis, assicurando che «la nostra lealtà è fuori discussione», ma avvertendo che «solo così si può e si deve rafforzare il governo e la sua immagine». Raccontano che il Cavaliere abbia portato la mano al viso, come colpito da una scudisciata, lui che dell?immagine ha fatto la sua arma vincente. Follini è stato subito appoggiato dal segretario del Nuovo Psi, Gianni De Michelis, spietato nell?analisi sull?esecutivo e sulla maggioranza, perché «devi capire che nemmeno i partiti li reggiamo più», che «c?è la fuga specie nel Mezzogiorno». Tutti hanno volto il loro sguardo verso Calderoli, perché c?era la Lega sul banco degli imputati: «Ma sulla devolution – si è difeso il ministro del Carroccio – eravamo d?accordo. Ora non potete venire meno ai patti».
«Non rinneghiamo l?intesa – gli ha ribattuto Fini – però è colpa vostra se la devolution è stata percepita al Sud come una minaccia». La parentesi sulle riforme è stata breve, perché Francesco Nucara, capo del Pri, ha riportato il discorso sulle richieste di Follini, «e siccome appartengo alla Prima Repubblica, ricordo che quando si voleva rilanciare un governo, i segretari dei partiti entravano a farne parte. Qui ci siete tutti, tranne me e De Michelis: perciò, quale esecutivo politicamente più forte di questo ci può essere?». D?un tratto l?aria è diventata irrespirabile, il Cavaliere ha preso a sorridere serrando ancor di più la mandibola: «Vi ho portato ai vertici del governo e delle istituzioni. Sono stato io a creare il centro-destra. E ora che volete fare?». «Guarda che se apri la crisi di governo sono disposto a sottoscrivere qualunque documento. Di cosa hai paura?», gli ha replicato Follini.
«Questa storia del Berlusconi bis mi pare una vera buffonata e io non faccio il buffone», è sbottato il premier: «Ma quale dato politico viene dalle elezioni? L?anno scorso in Sardegna, nello stesso giorno, Forza Italia ha preso alle Regionali nove punti in meno delle Europee. Nei sondaggi siamo appena cinque punti sotto l?Unione, e se mostrassimo un po? più di compattezza, se ci dicessimo le cose che non vanno senza logorare all?esterno l?immagine della coalizione e del presidente del Consiglio, potremmo serenamente vincere l?anno prossimo. Vi farò avere un?analisi del voto quanto prima, e capirete che ho ragione». Nucara ha rinforzato i sospetti del Cavaliere con una battuta: «Presidente, se decidi di dimetterti, chiama prima una società di traslochi per portarti via le tue cose da palazzo Chigi».
«Non ce n?è bisogno. Qui ho solo la cartellina degli appunti. Eppoi non me ne vado. A chi dovrei lasciare? In giro non vedo dei De Gasperi, e in panchina non c?è un Marco Van Basten». A quel punto Fini ha tentato un?impossibile conciliazione, si è posto a metà strada tra il premier e l?altro vice: «Diramerò un comunicato in cui chiedo che il governo si presenti in Parlamento per chiedere la fiducia». Ma ormai non c?era più tempo per le mediazioni, «non vedo alternative», ha sussurrato gelido Follini: «Serve la discontinuità. Capisco che il lessico è sgradevole, ma a mio avviso il gesto è essenziale». Pare che Rocco Buttiglione abbia allora sovrapposto la sua voce: «Silvio – ha detto implorante – noi ti siamo amici. Tu hai lavorato bene e non devi preoccuparti di nulla. Accetta questo passaggio». E? stato in quel momento che Follini si è alzato in piedi e ha compiuto il gesto dirompente: «Mi spiace, domani proporrò al mio partito di ritirare la delegazione dal governo». «Vedremo se ce la farai», lo ha sfidato Berlusconi. «Vedremo», ha detto il vice premier volgendogli le spalle. Ma prima di uscire dal salone, ha avuto modo di sentire le frasi che il Cavaliere gli ha lanciato contro: «Continuerò anche senza di te. Sostituirò i ministri dimissionari, se necessario, e andrò avanti».
Poi, ricomponendosi, ha commentato: «Uno come me, con un patrimonio di ventimila miliardi, deve perdere il tempo con voi… Vorrà dire che quando mi sarà passata l?arrabbiatura, siccome sono una persona gentile vi scriverò qualche cartolina dalle Bahamas». E giù il sipario.
Francesco Verderami
15 aprile 2005

Mister 7,2 milioni di euro.. ci prendi per il culo?

15 Aprile 2005 1 commento

ho sentito il dovere di riportare su queste pagine una parte delle “osservazioni” che ho trovato sul sito di Beppe Grillo ( che invito a visitare..)
www.beppegrillo.it

incredibili come pensano ancora di prenderci per il culo….
e comunque le cose non stanno cambiando tanto da farmi pensare che non ci stiano riuscendo ( a prenderci per il culo!!)
mah….

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Riccardo Ruggiero, amministratore delegato di Telecom Italia e manager più pagato d’Italia con 7,2 milioni di euro nel 2004 ha rilasciato una trionfale dichiarazione al Corriere della Sera di martedi 12 aprile sotto il titolo:

RUGGIERO: INTERNET AD ALTA VELOCITA?, ITALIA LEADER.

Ne ha dette così tante che per confutarlo un post non è sufficiente, ci vorrebbero delle dispense a puntate.

Mi limito a fare delle osservazioni con le informazioni ricevute dall’ Anti Digital Divide su due sue dichiarazioni.

Competizione.

Ruggiero dice: ?Per avere un mercato competitivo servono due elementi: regole adeguate e aziende che abbiano davvero requisiti e volontà di farci concorrenza. Sul piano delle regole, l?Italia è FORSE IL PAESE PIU? AVANZATO D?EUROPA. Basta dire che, per rispettare le norme, Telecom dà accesso sulla propria rete ai competitori a tariffe che sono tra le più vantaggiose del Continente?.

AntiDigitalDivide: ?L?Authority, in realtà ha affermato che in Italia il mercato non ha sufficiente concorrenza e questo è confermato dal fatto che nelle recenti delibere ha identificato in Telecom Italia l?operatore dominante nella vendita di offerte all?ingrosso, situazione che di fatto rende impossibile una reale concorrenza sul mercato?, delibera 117/05/CONS, allegato B, pagina 48 dell?AGCOM.

Prezzi.

Ruggiero dice: ?I confronti bisogna farli in modo omogeneo.(con la adsl in Francia, ndr). Il 75% dei nostri abbonati adsl ha scelto formule a consumo, senza canone fisso. L?altro 25% usa tariffe flat, una cifra mensile tutto compreso. In Francia, invece quasi il 100% è flat. OVVIO che il flat francese costi meno del nostro. FATTA LA MEDIA COMPLESSIVA, i prezzi italiani sono del tutto in linea on quelli praticati nel resto d?Europa?.

AntiDigitalDivide: ?L?adsl free in Francia costa di meno, ad esempio LA STESSA TELECOM ITALIA la vende a 1,2 euro/ora contro i 2 euro/ora che vengono chiesti in Italia.

Il fatto che in Francia la maggior parte delle adsl sia di tipo flat è diretta conseguenza delle tariffe convenienti?se Telecom Italia vendesse una linea a 8Mbit a 15,95 euro (come fa in Francia) invece di una linea 1,2 mbit a 36,95 euro?in Italia la maggior parte degli abbonamenti sarebbe di tipo flat?.

La Commissione Europea si è pronunciata in questi giorni sulla necessità di calmierare i prezzi dell?adsl, affermando che non è possibile che in alcuni Stati l?adsl arrivi a costare 7 volte in più rispetto agli altri.

Nel dicembre del 2000, Ruggiero, allora amministratore delegato di Infostrada nel lanciare l?iniziativa ZERO CANONE, affermò: ??In questo modo anticipiamo i tempi, ci prepariamo al momento della piena concorrenza, quando i clienti potranno affidarsi a Infostrada per tutte le loro esigenze di comunicazione abbandonando definitivamente Telecom Italia?.

One Millionaire’s Strange Cry: Tickets, Please!

14 Aprile 2005 Commenti chiusi

One Millionaire’s Strange Cry: Tickets, Please!

http://www.nytimes.com/2005/04/14/nyregion/14trains.html?hp&ex=1113537600&en=7efcdeec1ddb3d87&ei=5094&partner=homepage

By VINCENT M. MALLOZZI

Published: April 14, 2005

There are train buffs, and there are train buffs – and then there is Walter O’Rourke.

On a recent evening in Pennsylvania Station, Mr. O’Rourke, a New Jersey Transit conductor, opened the doors to his train, and a river of elbows and briefcases, knapsacks and newspapers rushed in.

His gendarme cap crooked, his glasses bobbing off his nose, Mr. O’Rourke smiled and said, “There’s no place else I’d rather be.”

He wasn’t kidding.

In fact, there are plenty of other places Mr. O’Rourke, 65, could have been. He could have been at his log cabin in Townsend, Del., which sits on 140 acres. He could have been in one of his two Florida homes, or at his insurance company there.

Heck, Mr. O’Rourke could have been off running his own railroad, the one he owns in West Virginia. But there he was, a millionaire from business, real estate and insurance investments, punching tickets on a suburban train full of tired faces, bouncing from shoulder to shoulder like a pinball.

No place else he’d rather be.

“I don’t need the money,” Mr. O’Rourke explained. “I need the job.”

Walter Joe O’Rourke, who never wed, is married to the rails. Despite earning more than what he estimated at $2 million last year from his investments, he chugs along as a conductor, earning a base salary of $52,000 a year.

“Pocket change,” Mr. O’Rourke said. “But it keeps me doing the one thing I enjoy doing most.”

Born on Dec. 14, 1939, in Fort Worth, Mr. O’Rourke comes from a family of railway workers. Five of his six uncles worked rail jobs around Texas.

Raised in Miami, he joined a workshop at Miami Jackson High School and fell in love with the art of welding, and of cutting steel.

“The whole science of machining,” Mr. O’Rourke said. “It’s somewhat of a dying art these days.”

As a student at the University of Miami, he volunteered to work at the Gold Coast Railway Museum on campus, spending hours helping to restore equipment and serving as a conductor for the trains that ran on a short piece of track.

After three years in the Army, Mr. O’Rourke enrolled in law classes at Little Rock University, now the University of Arkansas at Little Rock.

“I knew I wanted to start my own business,” he said, “so I just took the courses that I felt would help me in dealing with contracts and related issues.”

Two years later, that strategy paid dividends. Mr. O’Rourke, age 30 then and working for the state of the Arkansas, invested $80,000 to buy H&W Railway Contractors, a small company that repaired railway tracks in Arkansas and Texas.

In 1971, Mr. O’Rourke’s train came in. His business was bought by a larger company for $1 million.

He began investing in real estate. A large farm in Middletown, N.J., proved profitable.

“It made a nice mall,” he said.

By 1978, Mr. O’Rourke was living comfortably on his investments when he noticed an advertisement in a newspaper: the Arabian American Oil Company was seeking an adviser to the Saudi railroads.

With a chance to rekindle his first love, at $110,000 a year, Mr. O’Rourke quickly packed. For 10 years, he oversaw a supply line that carried oil from the Dammam Port, on the Persian Gulf, to Riyadh.

While in Saudi Arabia, Mr. O’Rourke also helped build a miniature railroad on the oil company compound in Abqaiq. He built a 150-pound locomotive that ran along 2,000 feet of track, attracting children from Abqaiq and neighboring towns. “In a very strict, very closed cultural atmosphere, the trains were a breath of fresh air,” Mr. O’Rourke said.

In 1988, he returned to Delaware and his log cabin, with its surrounding land that produces corn, soybeans, walnuts and, thus, another stream of income. For 10 years he held a low-paying job as a conductor with the Maryland and Delaware Railroad.

During that time, however, he invested in the American Shield Group, a brokerage firm in Punta Gorda, Fla., which he owns with a nephew. Mr. O’Rourke said that last year American Shield netted him a $1.6 million profit.

In 1997, Mr. O’Rourke realized his ultimate dream. He became the majority shareholder in Durbin & Greenbrier Valley Railroad, a 112-mile stretch of track that runs along the Cheat River in West Virginia. The railroad, which consists of three trains with a total of 14 cars, is used mostly for tourist travel. Last year, he said, it turned a $300,000 profit.

“I’m happy, and I’m comfortable,” Mr. O’Rourke said. “But I have a high index of comfort.”

Mr. O’Rourke came to New Jersey Transit in 1999 as a conductor, a job from which he will retire at the end of this month. Asked why he joined, at age 60 and wealthy, he gave an answer befitting two people: the worldly veteran of the rails he has become, and the high school buff in Miami who fell in love with the workshop.

“I’ve always wanted to work on a real, professional railroad,” he said. “And these trains can go really, really fast.”

Garry Sholtis, a fellow conductor on New Jersey Transit’s North Jersey Coast line and a train buff himself, said he could relate to Mr. O’Rourke’s enthusiasm.

“I once read somewhere that there are three jobs people would do for love and not money,” Mr. Sholtis said. “The first is a writer, the second is a circus performer, and the third is a railroad conductor.”

Sitting in his log cabin in Delaware one recent morning, Mr. O’Rourke studied blueprints to restore a 1929 Solarium Pullman Car that he will add to his fleet.

“It’ll cost $58,000 to truck her from an Oklahoma train yard to West Virginia, and $350,000 to restore her,” he said. “But when we’re finished making her up, she’ll be a beauty.”

Mr. O’Rourke soon retreated to his 4,000-square-foot, two-level basement-turned-workshop, where he builds model trains that run along some 300 feet of track around his home.

He showed off his latest creation, a model of an 1850′s-style Baltimore & Ohio Atlantic engine.

The engine, like most things running along the tracks of his life, rested at a junction where one man’s passion meets his profession.

“I realize that some people, especially some of my co-workers, might see me as a strange duck,” Mr. O’Rourke said, feeding his new engine a drop of oil. “But where does it say that a man can’t love what he does for a living?”