Archivio

Archivio Maggio 2004

no OGM

30 Maggio 2004 Commenti chiusi

segnalo questo editoriale comparso oggi su La Stampa

_________________________________________________________________

LANTERNA ROSSA

Se può aiutare a capire. L?Ogm alimentare ha caratteristiche di telefonino, somiglia a una conversazione con questo mezzo in strada, in viaggio, in compagnia. Col telefonino succede questo: Giovanna, in compagnia di Federico in un ristorante di Milano è chiamata da qualcuno che si trova in Turchia, la parola di Federico viene troncata e tra loro s?inserisce il fragore di un aeroporto, lei ne è risucchiata e mentre si sta sempre più allontanando indica sulla carta, con distratto cenno affermativo, la ribollita. L?elemento estraneo si fa preponderante in modo arrogante e spietato, chi è presente è, nello stesso momento, anche assente. La cosa non è superficiale: quella conversazione alienata è un Organismo Geneticamente Modificato! Il food (come si dice in italiano corrente) conserva il nome di granturco o di carciofo, ma dalle sue fornicazioni di laboratorio biotecnico col merluzzo, la banana, la coca, il pollo, la placenta di toro, è nato qualcosa che ne ha capovolto la granturchità e la carciofità. In verità, la storia del cavallo di Troia è senza fine. Ma di alimenti modificati ci nutriamo da generazioni ormai, e non bene: l?Ogm apporta la modificazione definitiva, in essenza, che ancora mancava. Con la proclamazione della sua innocuità da parte delle aziende e dei loro tirapiedi scientifici, la bacchetta del Direttore sul podio è passata nelle mani del dottor Goebbels. Ogm è anche paragonabile all?aria che si respira. Che cosa c?è di altro che di aria del tipo necessario alla vita in quel che i polmoni hanno a disposizione in Largo Chigi o in un mercato di Calcutta? Col termine smog definiamo da tempo dappertutto l?aria urbana fatta Ogm, mischiata con molecole aliene al punto che di aria rimane il nome. Una speciale truffa: dice il dottor Goebbels che «il consumatore potrà scegliere» guardando l?etichetta. Ma vi siete visti comprare in quella Grande Distribuzione che sta stringendo il commercio alimentare con spire di colossale boa, in un abbraccio mortale? I carrelli traboccano di roba buttata dentro con furia senza discernere tra prosciutto e detersivi.

si sono tenuti 12 milioni di dollari di Saddam

28 Maggio 2004 Commenti chiusi

io non lo sapevo….e voi?

l’articolo tratto dal Los Angeles Times del 28 maggio 2004 parla del ritrovamento di quasi 760 milioni di dollari in contanti trovati nascosti in case appartenute a Sadam Hussein.
nel caso in questione il sergente Matt Novak (insieme a 6 suoi commilitoni) trovarono un pacco con dentro 12 milioni di dollari in contanti in banconote da 100 dollari e tennero il bottino.
dopo il ritrovamento del contante , Novak e gli altri, lo hanno nascosto nel deserto e tramite il GPS l’avrebbero recuperato in seguito…
ora Novak è stato radiato e gli altri responsabili sono in attesa di giudizio.

http://www.latimes.com/news/nationworld/iraq/la-na-loot28may28,1,6208985.story?coll=la-home-headlines

Napoli Italia elezioni 2004

27 Maggio 2004 Commenti chiusi

Napoli
Italia
Elezioni 2004
candidato decapitato

NO COMMENT

__________________________________________________________________________
da La Repubblica del 27 maggio 2004

L’uomo, 43 anni, era uscito di casa lunedì per andare al lavoro
Da allora nessuna notizia, stanotte la macabra scoperta

Pompei, candidato alle elezioni
trovato morto e decapitato

Carlo Cirillo era in lizza per il comune in una lista civica

NAPOLI – Lo hanno trovato morto, decapitato, sul raccordo Nola-Villa Literno, in provincia di Caserta. Carlo Cirillo, 43 anni, era candidato alle elezioni comunali di Pompei (Napoli), e si era allontanato da casa lunedì scorso 24 maggio, come abitualmente faceva ogni mattina alle 7, per recarsi al lavoro nell’azienda farmaceutica Novartis di Torre Annunziata. Ma da allora non aveva più dato notizie di sé. La moglie, Elena Cascata, 41 anni, casalinga, martedì ne aveva denunciato la scomparsa ai carabinieri di Pompei.

Sono stati appunto i militari casertani che lo hanno trovato la scorsa notte, a terra, sul ciglio di una strada. E che in queste ore stanno perlustrando la zona alla ricerca della testa dell’uomo e dell’auto sulla quale era uscito di casa lunedì scorso, una Bmw.

Cirillo era candidato alle elezioni per il comune di Pompei nella lista civica “Federazione democratica” che appoggia il candidato a sindaco Salvatore Alfano. Della stessa coalizione fanno parte, in un’alleanza anomala, Rifondazione comunista, Verdi, Democrazia Cristiana e la lista civica Popolari per l’Europa.

che schifo.

27 Maggio 2004 Commenti chiusi

interessante articolo comparso su “la repubblica” di giovedì 27 maggio
simpaticissimo ed evidentemente fuori di testa il commento del l……o, nonchè portavoce, che definisce “professionisti dell’invidia” quelli che protestano sull’impatto ambientale dell’”opera”
(tra l’altro davvero l’unica grande opera che rischia di essere stata pensata e compiuta dal pelato di arcore…)

che schifo.

aspettando le prossime elezioni…….

_____________________________________________________________________

http://www.repubblica.it/2004/e/sezioni/cronaca/puntalada/puntalada/puntalada.html

In Sardegna a un paio di miglia dalla villa La Certosa
l’enorme cantiere. In costruzione anche un tunnel
Quel finto teatro greco sul mare
l’ultima febbre di Berlusconi
I carabinieri mandano via chiunque: “Sicurezza nazionale”
di PINO CORRIAS

Il finto teatro greco in costruzione

OLBIA – Marco è abbronzato, sveglio e scalzo. Salta sul gommone bianco, accende il motore da 60 cavalli che fa ronzare il mare blu, dice: “Andiamo?”.
Come no. Questa è una gita speciale. Si va a visitare un cantiere che non si può vedere, non esiste sulla carta, ma già galleggia sul mare. Il mare di Punta Lada. Ponteggio a ridosso della scogliera: gru, escavatrici, bracci meccanici, operai in tuta arancio.

È la sola Grande Opera che Silvio Berlusconi non ha mai disegnato con il pennarello, ma che sta realizzando (direttamente) con il cemento, i martelli pneumatici, un decreto che nessuno ha ancora visto, il velo impenetrabile della “sicurezza nazionale”, le motovedette dei carabinieri a fronteggiare i curiosi, dissuadere ambientalisti e scocciatori. Non è un ponte, non è uno svincolo, non è un raddoppio autostradale. È una grotta. È casa sua.

Casa sua sta a un paio di miglia di mare da qui. Si chiama Villa La Certosa, 50 ettari di mirto, ginestre, ulivi, tutto comprato un po’ alla volta. Tutto cresciuto un po’ alla volta. Compreso un agrumeto. Una foresta di ulivi secolari. La spianata dei cactus. Il lago artificiale. La finta cascata. E adesso (in un colpo solo) un nuovissimo anfiteatro finto-greco, ma di autentico granito, che si vede solo dalle alture di Porto Rotondo. E questo benedetto cantiere a mare che si vede da qualunque punto del Golfo. Il cantiere ha scatenato un vespaio.

Trattasi, secondo le parole del ministro Giovanardi di “cavità naturale da ingrandire e consolidare”. Un “approdo coperto per piccole imbarcazioni”. Una “via di fuga sicura” per il premier, i familiari e “le illustri personalità straniere”. Roba talmente segreta che sino a una manciata di giorni fa nessuno ne sapeva niente. Cento metri quadrati di tubi Innocenti spuntati sul mare, chiatte avanti e indietro per il Golfo, camion via terra, e il sindaco di Olbia Settimo Nizzi (Forza Italia) cascava dalle nuvole: “Non ho niente da dire”. Buio completo da carabinieri, polizia, guardia forestale e costiera. La prefettura di Sassari? Incompetente. Il ministero degli Interni? Nulla da dichiarare. Mistero.
- Pubblicità -
Sabato scorso Gianni Nieddu, senatore ds, un pugno di ambientalisti e i cronisti della Nuova Sardegna hanno provato un assalto con i gommoni. Sono arrivate rombando un paio di vedette dei carabinieri, una lancia costiera e un elicottero: navigazione interdetta entro i 500 metri dalla costa. Ma come? Un senatore della Repubblica non può approdare sul terreno demaniale di costa? No. Tutti fermati, identificati, rispediti a terra. “Sicurezza nazionale”.

Dice Marco: “Questa è la rotta dell’altra volta”. Dice: “Guardi laggiù. Dove finiscono quelle case, iniziano i terreni di Berlusconi”. Giusto. A destra dell’ultima speculazione edilizia (vecchio stile, ruggenti Anni Sessanta) cominciano i boschetti incontaminati di Villa Certosa. Berlusconi comprò i primi 7 ettari una ventina di anni fa dal suo vecchio amico Flavio Carboni. Nel 2001 fece le cose in grande: ne aggiunse 40 acquistandoli da Tom Barrak, il finanziere. L’anno scorso ancora un pezzetto, questa volta dalla famiglia Dejana.

Da allora, in attesa del passaggio estivo dell’amico Putin, la tenuta è diventata un cantiere. Dalla diga del Liscia è arrivata l’acqua dolce per il laghetto artificiale. Dalle cave di San Giacomo (tra Olbia e Arzachena) è arrivato il granito giallo per i pontili, i finti scogli, le finte barche che ornano le sue rive. Ogni tanto giganteschi ulivi arrivano sdraiati sulla schiena di camion speciali. Ogni tanto arrivano scatoloni di legno imballati dall’altra parte del mondo con cactus rarissimi che si aggiungono ai 2 mila già piantati nella lunare (e celebre) spianata.

Adesso tocca all’anfiteatro che una tripla squadra di operai sta rivestendo di granito. Lo scavo è circondato da prati e ulivi. Da cespugli di mirto e vento. Il teatro è il pallino di Marcello Dell’Utri, che ama Eschilo e la tragedia. Ma è anche il sogno di Silvio che (invece) adora Apicella.

Navigando con il gommone, il teatro è solo una macchia polverosa nel verde. Dal verde si vedono spuntare i tetti delle rosate dimore che fanno da corona a Villa Certosa, grande come una chioccia da 2 mila 500 metri quadri. La residenza. Il villone.
Blocchi rosa quadrati e blocchi circolari. Vetrate. Piscine rettangolari di acqua di mare. Una discesa scavata nella roccia e nel verde dei prati all’inglese. Fino al molo. Fino a quei 4 pennoni, altissimi, spuntati anche loro la scorsa estate, autentici pennoni portabandiera, che fanno un po’ Grand Hotel e un po’ Onu. Oppure Camp David.

A proposito. Al porticciolo di Marana qualunque fabbro, qualunque pittore di scafi e di timoni ti intrattiene sui memorabili passaggi dei grandi della Terra, sulle guardie del corpo di Putin, sugli assaltatori in mimetica e (naturalmente) sull’imminente arrivo di George Bush con la sua valigetta nucleare. Arriva, come no. Secondo tutti il cantiere degli scandali è un bunker che Silvio sta preparando per lui. Non un approdo coperto, come dice Giovanardi. E neppure “una normale miglioria di un privato cittadino” come ebbe a dire il simpatico Paolo Bonaiuti, portavoce del premier, attribuendo le proteste degli ambientalisti al livore e all’invidia, anzi “ai professionisti dell’invidia”. Come se qui a qualunque “privato cittadino” fosse possibile spostare un cespuglio, un sasso, senza attendere cento controlli, cento verifiche e incassare cento divieti.
Eccoci dunque. Il cantiere adesso si vede benissimo alle spalle della Motovedetta che dondola agganciata a due boe arancioni. Sulla cima del ponteggio ci sono le macchie gialle dei grossi compressori per i martelli pneumatici. C’è il braccio bianco della escavatrice che gratta l’arco nero della grotta. Un mucchio di terra smossa sta a mezza collina, circondata da grandi massi. Dicono stiano costruendo anche un tunnel. Lo chiamano il tunnel James Bond, avventura “La spia che mi amò”, sequenza del sottomarino che entra nella “cavità naturale”. Piattaforma. Ascensore. Interno villa.

Di fianco al cantiere c’è la sequenza di massi in verticale che, solo d’estate, diventano il percorso della cascata. Pochissimi l’hanno vista in funzione. “Putin sicuramente e pure io” dice Marco seguendo gli spigoli dell’onda che fanno saltellare il gommone. Dice che funziona con una grossa pompa che aspira acqua da sotto gli scogli, la porta in cima ai massi e la spinge verso il salto di venti metri. Dice: “Una meraviglia”. Dice: “Anche se non serve a niente”.

Ci avviciniamo. La motovedetta dondola. Operai vanno su e giù lungo i fianchi verdi e neri del cantiere. Non si sente un rumore, a parte il gocciolare del mare. Un carabiniere si affaccia. Guarda, fa sciò con le mani. Due volte. Non minaccioso, semmai rallentato. Come è rallentata (in fondo) tutta la scena. Marco vira e si torna. Al porto ti dicono che Berlusconi pagherà tutto di tasca propria. Hanno un tono a metà tra l’ammirazione e il fatalismo. Tra l’ammirazione e la sfida. Non capisci se stanno parlando (solo) di soldi o anche di voti. Marco sparisce. Bisognerebbe farsi un bagno.
(27 maggio 2004)

Alitalia in perdita da e per sempre

22 Maggio 2004 Commenti chiusi

ma…
non avevano detto che non l’avrebbero più aiutata?
certo bello vedere che, immancabilmente, dicono una cosa e ne fanno subito un’altra…
io ho 40 anni
e mi ricordo che l’Alitalia era in deficit già negli anni 70…
prima c’era l’Iri che a fine anno versava i soldi per sanare il deficit…
poi hanno tolto l’Iri e …..

e adesso i soldi glieli da direttamente il governo….

se non sbaglio pochi anni fa era già nata un’altra joint-venture con compagnie europee e non..
mi pare ci fosse già l’AirFrance….
e la Klm…
forse erano addirittura riusciti a “vendere fumo” alla NothWest (americana) e a convincerla che sarebbero stati presto competitivi per farli entrare in società…

visto l’andazzo dei conti e la poca serietà dimostrata era finito tutto nel giro di poco…

e poi….
da Bruxelles ci avevano detto che era illecito aiutare sempre la compagnia di bandiera a sanare il bilancio e che avrebbero dovuto farcela da soli a sanare la situazione?

e il governo che fa?

paga

anzi fa pagare noi…………….

_____________________________________________________________________

dal Corriere del 20 maggio 2004

Approvato il bilancio 2003
Alitalia, dal Tesoro via libera al prestito ponte
Ok anche all’aumento di capitale aperto ai privati. Il bilancio chiude con perdite di 520 milioni di euro

ROMA – Un aumento di capitale aperto ai privati e un «prestito ponte», garantito dallo Stato e realizzato con il ricorso al mercato del credito. Arriva dall’azionista Tesoro un primo «disco verde» in vista del varo di questi due interventi, che con le azioni di risanamento previste dal piano industriale, consentono di varare il bilancio 2003 di Alitalia. Bilancio che chiude con perdite di 520 milioni di euro, secondo criteri di continuità aziendale. Lo schema di bilancio 2003 approvato oggi dal Cda dell’aviolinea registra una contrazione del valore della produzione che scende a 4.384 milioni, inferiore di 460 milioni rispetto al 2002.

L’OK DEL TESORO – E oggi, il cda ha oggi preso atto «positivamente» dello scambio di corrispondenza intercorso con il Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che attesta la disponibilità a «valutare favorevolmente la propria partecipazione» a una ricapitalizzazione insieme con investitori privati e la «determinazione ad attivare senza indugio» il finanziamento ponte per la compagnia.

FINTECNA SCENDE IN CAMPO – Ma non sono solo le assicurazioni giunte da via XX settembre le carte che Giancarlo Cimoli, numero uno della compagnia, ha messo oggi sul tavolo del «board». Un’altra novità arriva da Fintecna, pronta a scendere in campo per l’acquisizione di una partecipazione di maggioranza nelle future società che dovessero nascere dal progetto di riassetto organizzativo.

sconfiggere Urbani si può…

22 Maggio 2004 Commenti chiusi

interessante articolo conparso su zeusnews.it
andate a controllare anche i link
(quello di curtney love chiarisce molte cose…)

http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=3109

"baco buono" a chi?

20 Maggio 2004 Commenti chiusi

da “la stampa” del 20 maggio 2004

ma chi titola sti articoli?
baco buono che ti aumenta lo spazio di posta elettronica e , nel mentre che c’è, ti controlla anche la posta (con la scusa di provare a venderti prodotti che non sapevi neanche di volere..)

mah…

strano che urbani nel suo “de-cretino” non lo abbia incluso come obbligo per vedere cosa facciamo online…

———————————————————————

INTERNET
«Baco buono»
regala a utenti Gmail
un terayte di memoria

20 maggio 2004

NEW YORK. Non sempre i bachi informatici sono una maledizione. Ne sanno qualcosa diversi utenti di Gmail, il servizio di posta elettronico gratuito di Google che, a causa di un ‘bug’, si sono visti regalare un terabyte di memoria per archiviare le proprie lettere. In pratica una memoria 1.000 volte superiore al gygabite messo a disposizione dalla società e sufficiente a far funzionare un lettore di Dvd per 16 giorni
consecutivi.

L’inconveniente – forse non troppo sgradito dagli utilizzatori del servizio – avrà un effetto solo temporaneo: l’azienda, così viene riportato dai media americani, Cnbc in testa, si è già attivata per risolvere il problema.

Secondo interpretazioni maliziose, il ‘baco buono’, potrebbe non essere una casualità: il portale Internet Lycos Europe, infatti, ha annunciato ieri il lancio di un servizio di e-mail a pagamento con un gygabite di memoria.

Il servizio di posta elettronica di Google – lanciato in via sperimentale lo scorso aprile – è già stato attaccato, nelle scorse settimane, da diverse associazioni a tutela della privacy e da un senatore dello Stato della California che hanno accusato l’azienda di voler creare una sorta di Grande Fratello nelle caselle di posta elettronica degli utenti.

Grazie alla tecnologia sviluppata dalla società californiana, infatti, i suoi computer sono in grado di identificare contenuti generali delle e-mail, lanciando pubblicità ad hoc, legate agli argomenti trattatati.
In pratica se due utenti di Gmail si scrivono lettere riguardanti una partita di basket, Google lancerà consigli per gli acquisti dedicato alla vendita di biglietti per eventi sportivi o simili.

Ipotesi che non è piaciuta alle associazioni a difesa della privacy le quali non hanno nascosto tutta la loro contrarietà al servizio, attaccando duramente Google la quale, da parte propria, si è detta disposta a procedere a mutamenti purché non radicali.

rapporto ISTAT: l’Italia continua a perdere colpi

19 Maggio 2004 Commenti chiusi

dal corriere della sera del 18 maggio 2004

ma…..
e il milione di posti di lavoro?
e l’aumento della competitività delle aziende italiane?
il taglio delle tasse?
la sanità?
la scuola?

ah mi dimenticavo..
questi non sono i vecchi punti programmatici che il partito di arcore ha stilato per farsi votare alle ultime elezioni e salvare così il paese da una situazione di pericolo perchè in mano ai “comunisti” che non permettevano al sistema Italia di decollare….

queste sono promesse nuove valide per il prossimo turno di elezioni..

vediamo chi ci casca di nuovo…

intanto leggetevi cosa dice l’Istat della situazione economica del belpaese…….

_______________________________________________________________________

ECONOMIA
L’economia del Belpaese è in fase di stagnazione
Rapporto Istat: l’Italia continua a perdere colpi
Presentato il rapporto annuale aggiornato al 2003: perdita di competitività e forti squilibri tra le diverse aree del Paese
ROMA – L’Italia cresce poco e sta gradualmente perdendo fiducia in se stessa. Il sistema-Paese continua a perdere colpi, condizionato da un basso tasso di crescita e da una caduta di competitività, mentre al tempo stesso è forte il divario fra le diverse aree del Paese, in termini di ricchezza, occupazione e prelievo fiscale. In questa situazione, continua a prendere consistenza il fenomeno dell’immigrazione interna, diretta prevalentemente nel Nord-Est e nelle regioni centrali, favorita dalla precarietà della situazione economica generale e dall’attrazione esercitata da alcune aree rispetto ad altre, più svantaggiate.
È questo il quadro tracciato dal rapporto annuale dell’Istat, che fa il punto sulla situazione del Paese aggiornata al 2003 e che conferma la fase di stagnazione dell’economia italiana, che è cominciata nella seconda metà del 2001 e proseguita anche lo scorso anno.
CADUTA DELLA COMPETITIVITA’ – Il rapporto denuncia innanzitutto la caduta verticale della competitività italiana, che si evidenzia fra l’altro nella contrazione degli investimenti fissi lordi; questi ultimi, dopo essere cresciuti dell’1,2% nel 2003, l’anno passato hanno segnato una drastica diminuzione, -2,1%, cioè il risultato peggiore dal lontano 1993. In particolare gli investimenti in macchine ed attrezzature sono crollati, -4%, come conseguenza del «diffondersi di incertezza circa l’andamento dell’economia». Si tende quindi a spostare nel tempo gli investimenti e quindi di conseguenza a rallentare ulteriormente la crescita. A partire dal 2002, inoltre, lo sviluppo dell’economia italiana mostra un «marcato rallentamento» rispetto al tasso medio del periodo 1997-2001, che coinvolge tutti i principali settori, ma più segnatamente l’industria.
SQUILIBRI TERRITORIALI – Contestualmente al ristagno ed alla caduta competitiva, l’Italia è contraddistinta appunto da forti squilibri territoriali. Fra i 15 Paesi dell’Unione Europea – avverte l’Istat – l’Italia registra del resto i maggiori divari interni di reddito pro capite, con ben 17,5 milioni di persone che vivono in aree con un prodotto interno lordo per abitante inferiore al 75% della media nazionale. In questo scenario, il mercato del lavoro peraltro ha dato fino ad oggi segnali confortanti, in quanto proprio nel 2003 si è registrato un risultato positivo, +1% in media annua, per l’ottavo anno di fila. Ma anche a questo riguardo – fa notare l’istituto nazionale di statistica – a partire dallo scorso luglio si è verificata una battuta d’arresto e solo a gennaio 2004 è stato riscontrato «un nuovo, debole aumento congiunturale».
DISOCCUPAZIONE IN CALO – Il tasso di disoccupazione italiano, nel 2003, si è tuttavia attestato all’8,7%: poco al di sopra della media dei 15 (8%) e al di sotto di quella della Ue a 25 (9%). L’Italia ha registrato una performance migliore di Francia e Germania e ha allargato il divario con la Grecia e la Spagna.
SANITA’ – In dieci anni evidenzia l’Istat, la spesa sanitaria a carico delle famiglie è più che raddoppiata passando da 10 a 22 miliardi. Per l’istituto di statistica nello stesso tempo si sottolinea la «privatizzazione del sistema, dal lato dell’erogazione dei servizi e da quello della spesa sostenuta». Il rapporto registra poi un altro cambiamento in atto: meno ospedali e più medicina del territorio. Ma fra le regioni c’è una diversa velocità di adeguamento.
LA SPESA DELLE FAMIGLIE – L’Istat conferma un andamento già evidenziato in passato per quanto riguarda la spesa familiare . La spesa delle famiglie continua a crescere, molto di più di quanto cresce la spesa pubblica che in dieci anni (dal 1991 al 2001) è passata da 47 a 74 miliardi di euro. Le famiglie italiane invece hanno pagato di tasca propria 10 miliardi di euro nel 1991, e ben 22 nel 2001. La spesa privata più alta si riscontra fra le regioni del nord.

povero sindaco di Termoli…..Italia 2004

18 Maggio 2004 Commenti chiusi

ho dovuto segnalarvi questo articolo perchè mi sembra assolutamente fantastico
nel senso che solo una persona molto “fantasiosa” può paragonare una cartella di documenti ad un ecografo (valore 100000 euro), tra l’altro sparito da una struttura pubblica per finire, guarda il caso alle volte, nello studio della moglie medico che lo poteva utilizzare per visite private!!!

e poi dice che sono i carabinieri che lo perseguitano…

(certo presto parlerà di magistratura di sinistra….)

e si lamenta dell’aumento della criminalità…

(certo se l’esempio viene dall’alto….)

sindaco di Termoli per 16 anni ora parlamentare dell’Udc….

fantastico….

italia 2004…..

tratto da “la repubblica” del 18 maggio 2004

___________________________________________________________________________

Tutto nasce da una denuncia della Asl per furto di uno strumento
Il primo cittadino (Udc) ha anche presentato un’interrogazione

Indagano la moglie del sindaco
sfrattati i carabinieri di Termoli
dal nostro inviato LELLO PARISE

La caserma dei carabinieri
di Termoli

TERMOLI – Moglie del sindaco indagata, carabinieri minacciati d’essere sfrattati. Se la dottoressa Patrizia De Palma non fosse la gentile consorte del primo cittadino di Termoli – il professor Remo Di Giandomenico, che è anche parlamentare dell’Udc – i due fatti sarebbero rimasti separati dalle opinioni, che invece si attorcigliano fra malizia e coincidenze intorno a questa storia di periferia.

Accade che da novembre dell’anno scorso i carabinieri vogliono saperne di più a proposito del furto di un ecografo (valore: 100 mila euro) dal reparto d’Ostetricia e ginecologia dell’ospedale San Timoteo, di cui la dottoressa De Palma è il primario. Gli investigatori decidono di verificare la fondatezza d’alcune “soffiate” e, il 7 di questo mese, perquisiscono lo studio della moglie del sindaco: in corso Garibaldi a San Severo, provincia di Foggia, meno di cinquanta chilometri da Termoli. Là dove si materializza proprio l’apparecchiatura medica acquistata dalla Asl 4 e che sembrava sparita nel nulla: secondo l’accusa, era utilizzata per fare esami diagnostici a pagamento. Alla dottoressa contestano i reati d’appropriazione indebita, falso, peculato.

Quattro giorni più tardi, martedì 11, il marito-sindaco-deputato Di Giandomenico d’intesa con il capogruppo alla Camera dell’Udc Luca Volontè, presenta un’interrogazione ai ministri della Difesa e della Giustizia sul “cattivo funzionamento” della Compagnia dei carabinieri di Termoli, dove “tutto fanno tranne il mestiere loro”; piuttosto, “avviano indagini, pedinamenti, intercettazioni sugli stessi commilitoni e sui vigili urbani”. Nel tritacarne delle polemiche finiscono il comandante, capitano Fabio Muscatelli, da gennaio in missione nel Kosovo, e il tenente Antonio Forciniti, che lo sostituisce: “Siamo tranquilli” racconta l’ufficiale originario di Cariati, in Calabria, e di più non dice.
- Pubblicità -

Di Giandomenico spiega d’avere l’esigenza di “tranquillizzare la popolazione che ha perso la fiducia nei confronti delle forze dell’ordine, io lo so perché ascolto le lamentele dei cittadini”, cita “dati preoccupanti: furti d’auto da 182 a 228, quelli negli appartamenti da 255 e 289, truffe da 56 a 107… Sono numeri relativi alla provincia di Campobasso, Termoli compresa”. L’Arma, proprio per Termoli, ha cifre diverse: cita fonti del ministero dell’Interno che negli ultimi due anni, registrano in particolare una diminuzione dei furti (meno 23 per cento) e delle rapine (meno 62 per cento). “Termoli è la nostra punta di diamante” fa sapere il comandante provinciale, colonnello Sabato Tecame, che come il tenente Forciniti, ripete: “Sì, siamo tranquilli”. D’altra parte non più tardi di cinque mesi prima, era stato il sindaco Di Giandomenico a consegnare ai carabinieri un attestato di benemerenza in occasione della manifestazione “Gente di mare”.

Giovedì 13, infine, a quarantott’ore di distanza dalla denuncia parlamentare, Di Giandomenico dà mandato all’ufficio legale del Comune d’intimare lo sfratto per morosità alla caserma dei carabinieri: “E’ dal 1996 che non pagano l’affitto. La stessa amministrazione comunale aveva costruito l’edificio nel 1970 e, per questo, era stato contratto un mutuo che ammontava a 300 milioni di lire. Se saldano il conto, resteranno dove sono”.

Quando domandate all’onorevole Di Giandomenico se il caso fa sì che nel giro di sei giorni si passi dalla moglie sospettata d’appropriazione indebita, falso e peculato, alla volontà di sloggiare i carabinieri dalla caserma di via Martiri della Resistenza, il professore risponde: “E’ fuori luogo mescolare i due episodi. Anzi, quello che ho fatto potrebbe incattivire i militari. Non capisco come mai solo perché è mia moglie, deve essere tartassata. E’ come se contestassero a me di portare a casa questa cartella di documenti… La verità è che non possono nascondersi dietro un dito. No, qualcosa non funziona nel momento in cui vanno a sbirciare chissà che cosa nella stessa caserma della Compagnia o seguono senza farsi vedere vigili urbani. Così come potrebbero spiare il sottoscritto… Sa, questa è una piccola comunità ed è difficile passare inosservati. Intanto guai grandi e piccoli assediano letteralmente il nucleo industriale: guai causati dalla criminalità, che pare abbia campo libero. L’altro giorno hanno dato fuoco all’auto di un sindacalista: un segnale pericoloso. Io voglio che sia accertato lo stato di malessere all’interno dell’Arma, per tutelare il prestigio stesso dell’Arma: ecco tutto. Sarei il primo a chiedere scusa, qualora i miei dubbi dovessero rivelarsi infondati”.

Per il resto, le bocche rimangono cucite. Tutti conoscono Di Giandomenico – già sindaco di Termoli per sedici anni, dal 1979 al 1985, e tornato sullo scranno più alto di Palazzo di Città dal mese di maggio del 2002 con il 56,60 per cento dei consensi -, nessuno vuole sbilanciarsi. Impossibile parlare pure con la dottoressa De Palma: da un paio di settimane è nell’appartamento che i Di Giandomenico hanno a New York.
(18 maggio 2004)

TERMOLI – Moglie del sindaco indagata, carabinieri minacciati d’essere sfrattati. Se la dottoressa Patrizia De Palma non fosse la gentile consorte del primo cittadino di Termoli – il professor Remo Di Giandomenico, che è anche parlamentare dell’Udc – i due fatti sarebbero rimasti separati dalle opinioni, che invece si attorcigliano fra malizia e coincidenze intorno a questa storia di periferia.

Accade che da novembre dell’anno scorso i carabinieri vogliono saperne di più a proposito del furto di un ecografo (valore: 100 mila euro) dal reparto d’Ostetricia e ginecologia dell’ospedale San Timoteo, di cui la dottoressa De Palma è il primario. Gli investigatori decidono di verificare la fondatezza d’alcune “soffiate” e, il 7 di questo mese, perquisiscono lo studio della moglie del sindaco: in corso Garibaldi a San Severo, provincia di Foggia, meno di cinquanta chilometri da Termoli. Là dove si materializza proprio l’apparecchiatura medica acquistata dalla Asl 4 e che sembrava sparita nel nulla: secondo l’accusa, era utilizzata per fare esami diagnostici a pagamento. Alla dottoressa contestano i reati d’appropriazione indebita, falso, peculato.

Quattro giorni più tardi, martedì 11, il marito-sindaco-deputato Di Giandomenico d’intesa con il capogruppo alla Camera dell’Udc Luca Volontè, presenta un’interrogazione ai ministri della Difesa e della Giustizia sul “cattivo funzionamento” della Compagnia dei carabinieri di Termoli, dove “tutto fanno tranne il mestiere loro”; piuttosto, “avviano indagini, pedinamenti, intercettazioni sugli stessi commilitoni e sui vigili urbani”. Nel tritacarne delle polemiche finiscono il comandante, capitano Fabio Muscatelli, da gennaio in missione nel Kosovo, e il tenente Antonio Forciniti, che lo sostituisce: “Siamo tranquilli” racconta l’ufficiale originario di Cariati, in Calabria, e di più non dice.
- Pubblicità -

Di Giandomenico spiega d’avere l’esigenza di “tranquillizzare la popolazione che ha perso la fiducia nei confronti delle forze dell’ordine, io lo so perché ascolto le lamentele dei cittadini”, cita “dati preoccupanti: furti d’auto da 182 a 228, quelli negli appartamenti da 255 e 289, truffe da 56 a 107… Sono numeri relativi alla provincia di Campobasso, Termoli compresa”. L’Arma, proprio per Termoli, ha cifre diverse: cita fonti del ministero dell’Interno che negli ultimi due anni, registrano in particolare una diminuzione dei furti (meno 23 per cento) e delle rapine (meno 62 per cento). “Termoli è la nostra punta di diamante” fa sapere il comandante provinciale, colonnello Sabato Tecame, che come il tenente Forciniti, ripete: “Sì, siamo tranquilli”. D’altra parte non più tardi di cinque mesi prima, era stato il sindaco Di Giandomenico a consegnare ai carabinieri un attestato di benemerenza in occasione della manifestazione “Gente di mare”.

Giovedì 13, infine, a quarantott’ore di distanza dalla denuncia parlamentare, Di Giandomenico dà mandato all’ufficio legale del Comune d’intimare lo sfratto per morosità alla caserma dei carabinieri: “E’ dal 1996 che non pagano l’affitto. La stessa amministrazione comunale aveva costruito l’edificio nel 1970 e, per questo, era stato contratto un mutuo che ammontava a 300 milioni di lire. Se saldano il conto, resteranno dove sono”.

Quando domandate all’onorevole Di Giandomenico se il caso fa sì che nel giro di sei giorni si passi dalla moglie sospettata d’appropriazione indebita, falso e peculato, alla volontà di sloggiare i carabinieri dalla caserma di via Martiri della Resistenza, il professore risponde: “E’ fuori luogo mescolare i due episodi. Anzi, quello che ho fatto potrebbe incattivire i militari. Non capisco come mai solo perché è mia moglie, deve essere tartassata. E’ come se contestassero a me di portare a casa questa cartella di documenti… La verità è che non possono nascondersi dietro un dito. No, qualcosa non funziona nel momento in cui vanno a sbirciare chissà che cosa nella stessa caserma della Compagnia o seguono senza farsi vedere vigili urbani. Così come potrebbero spiare il sottoscritto… Sa, questa è una piccola comunità ed è difficile passare inosservati. Intanto guai grandi e piccoli assediano letteralmente il nucleo industriale: guai causati dalla criminalità, che pare abbia campo libero. L’altro giorno hanno dato fuoco all’auto di un sindacalista: un segnale pericoloso. Io voglio che sia accertato lo stato di malessere all’interno dell’Arma, per tutelare il prestigio stesso dell’Arma: ecco tutto. Sarei il primo a chiedere scusa, qualora i miei dubbi dovessero rivelarsi infondati”.

Per il resto, le bocche rimangono cucite. Tutti conoscono Di Giandomenico – già sindaco di Termoli per sedici anni, dal 1979 al 1985, e tornato sullo scranno più alto di Palazzo di Città dal mese di maggio del 2002 con il 56,60 per cento dei consensi -, nessuno vuole sbilanciarsi. Impossibile parlare pure con la dottoressa De Palma: da un paio di settimane è nell’appartamento che i Di Giandomenico hanno a New York.
(18 maggio 2004)

la Pfizer deve pagare $430 milioni di multa

13 Maggio 2004 Commenti chiusi

Per aver pubblicizzato il Neurotin (destinato a combattere l’epilessia) come un prodotto contro il mal di testa, antidolorifico,(articoli venduti in Usa e Canada senza bisogno di ricetta medica), con lo scopo di aumentare le vendite, la Pfizer inc.( la più grande compagnia farmaceutica mondiale che 4 anni fa ha acquisito la Warner-Lambert), dovrà versare una somma di 430 milioni di dollari di multa.
La denuncia risale al 1996, quando David Franklin fece causa alla Warner-Lambert per aver violato la legge del Food,Drug and Cosmetic Act.
Dalle indagini si evince che la compagnia spese centinaia di miglia di dollari per promuovere usi impropri del farmaco, in parte pagando soggiorni “educativi” in lussuosi villaggi vacanze a vari dottori.
Alcuni luminari hanno così apposto la loro firma su articoli di ignota provenienza scritti per propagandare usi impropri del Neurotin.
Un dottore ha ricevuto quasi 308.000 dollari per partecipare ad una conferenza e parlare del prodotto.
Le vendite di Neurotin sono in tal modo cresciute da 97.5 milioni di dollari nel 1995 ai 2.7 miliardi del 2003.

______________________________________________________________________
tratto dal NYTimes del 13 maggio 2004

http://nytimes.com/aponline/business/AP-Drug-Lawsuit.html