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Archivio Febbraio 2004

dal nytimes di oggi

19 Febbraio 2004 Commenti chiusi

Washington.

Francia e Germania hanno dichiarato mercoledì che si sente la necessità di una nuova risoluzione del consiglio di sicurezza dell’ ONU sulla sua posizione nell’ambito dell’intervento in Iraq, in relazione con
le dichiarazioni USA riguardanti i possibili ritardi nell’opera di riscostruzione e nel previsto ritiro per la
prossima estate.
gli USA richiedono un intervento di maggiore portata del ONU in Iraq, ma una nuova risoluzione comporta un nuovo terreno di scontro tra gli USA e i 2 paesi contrari alla guerra. le nuove complicazioni sono sorte mentre il segretario generale dell’ONU Kofi Annan prepara delle direttive su come dovrebbe essere scelto il nuovo governo irakeno.
Annan avrebbe dovuto comunicare oggi al Consiglio di Sicurezza che elezioni dirette non saranno possibili prima del previsto trasferimento di poteri il 30 giugno ma che sarebbe stato preferibile rimandarle alla fine dell’anno.
Ulteriori raccomandazioni basate sulla visita di un gruppo di rappresentanti dell’ONU di questo mese si aspettano per la prossima settimana.
L’amministrazione Bush teme che il dibattito su una nuova delibera possa costringere a posporre l’hand-over ad un governo di transizione irakeno.
Temono anche che potrebbe comportare una diversa posizione del l’ ONU relativamente al ripristino della maggiori infrastrutture del paese, come ad esempio centrali di produzione di energia ed estrazione di petrolio.
Qualunque dibattito potrebbe riaprire dei dissidi a livello diplomatico nati nel periodo antecedente alla guerra e portare al ripresentarsi di situazioni come quella in cui gli Usa hanno cercato l’appoggio dell’UN ma che non li ha soddisfatti nei risultati
Nel 2002 l’amministarzione Bush aveva richiesto l’aiuto dell’ONU per cacciare Saddam Hussein ma non aveva ricevuto l’approvazione del consiglio di sicurezza.
“Se il Consiglio di Sicurezza adotta delle nuove risoluzioni., l’ONU potrebbe fermare dei progetti che sono già in atto. o disfare qualcosa che è già stato fatto”dichiara un funzionario dell’amministrazione, che ha chiesto di rimanere anonimo.
Una svolta di questo tipo” potrebbe avere delle gravi ripercussioni”, dichiara il funzionario.
L’amministrazione USA è particolarmente preoccupata per la posizione assunta dai francesi, considerando che le relazioni tra i due paesi sono già peggiorate dopo le dichiarazioni diel governo Chirac contrarie alla guerra.
Dopo aver guidato l’attacco all’Irak lo scorso marzo senza il benestare dell’ONU , i funzionari USA hanno cercato per mesi di ricostruire i rapporti con l’organismo internazionale.
Sperano che il coinvolgimento dell’Un nel cambio di governo possa aiutare l’adesione degli irakeni nella costruzione di un governo di transizione e che influenzi altri paesi a coinvogliare soldi, truppe e aiuti politici.
Ma molti paesi guardano con scetticismo il modo in cui le coalizione guidata dagli USA ha organizzato l’occupazione e deciso sulla distribuzione dei contratti susseguenti alla ricostruzione.
gli USA hanno negato l’accesso alle gare di appalto alle compagnie francesi, tedesche e russe relative al piano di ricostruzione per un importo pari a 18.6 milardi di dollari.
Tutte e tre le nazioni erano contrarie alla guerra.
Un altro funzionario USA ha dichiarato ” non abbiamo bisogno di nessun’altra risoluzione” ma ha anche aggiunto “vista la situazione, loro ne faranno una lo stesso”
Il funzionario dichiara che ogni discussione dell’ONU potrebbe essere conclusa in tempo per l’hand-over del 30 di giugno.
Ma prevede che ci saranno ancora moltissimi incontri e viaggi prima che la direzione degli ONU possa proporre qualcosa di definitivo e specifico, e molti confronti prima di una decisone.
“E’ un processo molto lento” dichiara il funzionario” e una politica dei piccoli passi ”
In interviste rilasciate mercoledì alle Nazioni Unite, i Francesi e i Tedeschi hanno dichiarato il loro interesse per una nuova risoluzione.
L’ambasciatore francese Jean-Marc de la Sabliere dichiara ” è troppo presto per parlare di una nuova risoluzione ma presto se ne presenterà la necessità”
La nuova risoluzione concerne il modo di organizzare la situazione dopo il 30 di giugno.
L’ìrak avrà un governo, le forze Usa avranno un nuovo staus e le Nazioni Unite torneranno ad avere un nuovo ruolo.
Dichiarando la sua volontà di essere cauto nelle dichiarazioni, de la Sabliere aggiunge ” non abbiamo ancora discusso di questo, ma sicuramente avremo bisogno di una nuova risoluzione prima del 30 di giugno?.
Gunter Pleuger, l’ambasciatore tedesco, concorda.
“Se sembra che ci sia la possibilità di avere un governo ad interim, ciò comporta il bisogno di una nuova risoluzione così da essere pronti per la transizione già il 1 di luglio” ha dichiarato Pleuger
Ho la sensazione che ?la risoluzione del Consiglio di Sicurezza approvata ad Ottobre che legittimava l’impiego di truppe straniere in Irak alternando alla coalizione guidata dagli USA una forza multinazionale, potrebbe non essere sufficiente dopo che il governo provvisorio della coalizione e il governo provvisorio designato dagli USA saranno destituiti” ha detto inoltre: “abbiamo bisogno di una risoluzione che coinvolga anche altri paesi.”
Secondo Pleuger la questione più urgente riguarda il modo in cui si trasferirà il potere nel paese.
L’accordo del 15 di Novembre su di un trasferimento graduale sembra inutilizzabile.
La notizia che le elezioni non potranno avvvenire prima del 30 di giugno non sono state accolte con sorpresa considerando quanto segnalato dall’inviato Lakhdar Brahimi su una impossibile maggioranza formata dagli
Sciiti.
Brahimi aveva consigliato di indire riunioni a livello regionale per una assemlea nazionale
prima del 30 di giugno.
La proposta più caldeggiata comprende un consiglio di governo composto da 25 membri o un’assemblea nazionale tipo quella Afgana per disegnare le regole di governo per l’Irak.
Funzionari ONU dichiarano che avverrà un incontro tra Annan e Brahimi la prossima settimana in Giappone per discutere alternative al piano di transizione USA e potrebbe esere discusso dal Consiglio di Sicurezza già mercoledì.
L’amministrazione Bush spera che Annan possa usare il suo prestigio personale per persuadere il Consiglio di Sicurezza dal prendere delle decisioni che possano dividere il consiglio stesso.
Funzionari USA sperano di poter convincere i tedeschi, che sembrano interessati a migliorare i rapporti con gli USA e di convincere i russi con aiuti economici.
I funzionari USA sperano di trovare una soluzione senza l’interevento del Consiglio di Sicurezza.
? Con un accordo tra Washington, Kofi Annan e i partiti irakeni?, dichiara l’inviato americano Nancy Sodenberg, ?nessuno nel Consiglio di Sicurezza vorrà cambire gli accordi?.
La Casa Bianca vuole che il trasferimento dei poteri in Irak avvenga entro il 30 di giugno per aiutare Bush nella campagna per essere rieletto alle presidenziali.

senza parole..

17 Febbraio 2004 Commenti chiusi

A NAPOLI, DAVANTI A UN RISTORANTE SUL LUNGOMARE
Guarda una ragazza, accoltellato
Per un complimento alla fidanzata del suo killer

NAPOLI. Le luci dei bar illuminano la notte nel porticciolo di Mergellina. La domenica si sta consumando, come sempre, nel caos della movida napoletana, con le auto parcheggiate in seconda e terza fila, i clacson impazziti, i ragazzi che si accalcano sul marciapiedi. D’un tratto, un gruppetto schizza gridando fra le auto bloccate nell’ingorgo. Sembra una zuffa come tante, ma non è così. Un ragazzo sporco di sangue si allontana, corre per un centinaio di metri, barcolla, cade. Ha diciannove anni, si chiama Francesco Estatico. Morirà, prima di raggiungere l’ospedale, dissanguato. Un suo amico racconterà alla polizia che qualcuno, giovane come lui, l’ha accoltellato per una sciocchezza: «Francesco – dirà – aveva guardato una ragazza. Per questo è stato ammazzato». Ora che la morte è calata sugli chalet di Mergellina, luogo d’incontro dei ragazzi di Napoli e di buona parte della provincia, scoppia la polemica. Dov’era la polizia? Dov’erano i vigili urbani? Com’è possibile che nessuno sia intervenuto per sedare la rissa? Il questore di Napoli, Franco Malvano, si augura che «se qualcuno ha visto, si faccia sentire». E il prefetto spiega che «simili episodi possono accadere ovunque; pochi giorni fa qualcosa del genere è successo nel Comasco». Ma che Napoli sia ormai soffocata dalla violenza e dalla paura è dimostrato dal fatto che proprio ieri, poche ore dopo l’omicidio di Francesco, è scattato un nuovo piano per la sicurezza, in modo da razionalizzare il lavoro di polizia e carabinieri. «Però nessuno si illuda – avverte Malvano -: le nuove misure non elimineranno gli episodi delittuosi come quello di domenica. Sarebbe folle sperare tanto». Francesco è morto sotto gli occhi di decine di testimoni. Lo ha detto il suo amico: «Perdeva sangue, si lamentava. Si è accasciato davanti a un ristorante, i clienti sono usciti a vedere che cosa stesse accadendo: lo guardavano senza muovere un dito. L’unico a intervenire è stato un uomo, un militare della guardia di finanza. Si è sfilato la cinta e l’ha stretta attorno alla vita di Franco, per fermare l’emorragia. Troppo tardi…». I due amici avevano deciso di chiudere il giorno di festa al «Chiquito’s», uno dei bar davanti al porticciolo di Mergellina.

povero bill

13 Febbraio 2004 Commenti chiusi

va a finire che quest’anno mi diventa secondo nella lista degli uomini più ricchi del mondo..stellina d’oro..
e lui che dopo xp ci preparava long horn che poteva esclusivamnete lavorare in ambiente registato microsoft
poverino…

dalla repubblica di oggi 13 02 04

La società di Bill Gates denuncia: sono trapelate in rete
informazioni per elaborare Windows Nt e Windows 2000
Nuovi guai per Microsoft
diffuso il codice sorgente
Il portavoce: “Nessun problema per gli utenti
indaghiamo sui responsabili e controlliamo i prodotti”

SEATTLE – Prima il bug, adesso una fuga di dati fondamentali. Microsoft ha annunciato ieri che parte del codice sorgente di Windows è stato illegalmente diffuso su Internet. Insomma, un po’ come se qualcuno avesse rivelato a tutti la formula segreta per preparare un prodotto a marchio esclusivo.

A circolare sulla rete sono in particolare copie del codice sorgente dei programmi Windows NT e Windows 2000 e ciò potrebbe permettere ai pirati informatici di infiltrarsi nei computer di tutto il mondo che usano questi sistemi. Il codice sorgente è coperto da diritti riservati e Microsoft ha fatto sapere che ne sono a conoscenza solo alcune società strettamente collegate con la società di Bill Gates o organizzazioni selezionate con cura.

“E’ un fatto molto grave – ha commentato il portavoce di Microsoft Tom Pilla – è illegale per chiunque non ne abbia i diritti diffondere il codice sorgente. Stiamo facendo indagini per scoprire come queste informazioni siano state diffuse sulla rete e abbiamo avviato tutte le procedure legali in proposito”.

Al momento sembra che il codice sia arrivato da un elaboratore di programmi non identificato, che aveva però accesso al codice Microsoft, il che farebbe supporre un caso di spionaggio industriale partito dall’interno. Infatti le compagnie che elaborano programmi che si sviluppano su Windows hanno bisogno di accedere al codice sorgente per creare i propri prodotti.

Microsoft ha cercato di rassicurare i suoi utenti, spiegando che la porzione di codice sorgente trafugata è troppo piccola per permettere davvero che si possano cancellare o rubare dati dai computer di chi usa Windows Nt e Windows 2000, tuttavia il rischio potrebbe essere più alto per coloro che useranno i dati trafugati come base per elaborare programmi in competizione con Windows. “Al momento non abbiamo segnali di problemi da parte dei nostri utenti – ha detto Pilla – controlliamo con attenzione la situazione in accordo con le forze investigative”.
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(13 febbraio 2004)

lettera a prodi

9 Febbraio 2004 1 commento

caro prodi
intanto voglio informarla che la considero una delle poche possibilità per il paese di uscire da questa empasse in cui siamo bloccati da anni. ho cominciato a seguirla diversi tempo fa e ritengo che i suoi trascorsi universitari , una certa capacità decisionale e una dialettica non pervasa di politichese possano aiutare la formazione di un gruppo dirigente in grado di governare questo coacerbo di genti che è l’italia.

sono un cittadino italiano che spera di vedere presto una coalizione, di qualunque colore essa sia, che , lasciando da parte divisioni e inutili elzeviri, riesca a dare una reale risposta contro il dilagare del qualunquismo e del pressapochismo che purtroppo caratterizza questi ultimi anni.
e non solo quelli che hanno visto a capo del governo quel soggetto già vicino ad un certo modo di fare politica punito dai giudici di mani pulite e che prima di “entrare in campo” rischiava per il suo impero finanziario disastrosi ridimensionamenti, che goliardicamente fa le corna durante le foto ufficiali incurante o incosciente delle ripercussioni a livello internazionale che le sue azioni provocano per il decoro di tutti noi, che ogni giorno cambia opinione ( al punto che comincio a dubitare che ne abbia veramente una, a parte il suo interesse personale..) che spaventa gli ingenui con la paura del comunismo ( che tra l’altro non esiste più e che non abbiamo mai corso il pericolo di vedere instaurare in italia).
purtroppo anche l’unico periodo che ha visto l’opposizione al governo non mi sembra possa essere ricordato come una svolta per il paese. intanto per , dal mio punto di vista, inopportuni e inspiegabili cambi al vertice durante la legislatura, che ricordano più giochi di bimbi che responsabili decisioni di politici legittimati a governare dall’elettorato.
la leadership non si può cambiare in corsa.
anche a sinistra qualcuno deve prendere delle decisioni, esserne responsabile e rispettarle.
ci vuole serietà.
facciamo una legge per la par condicio.
per le pensioni.
per un’economia forte a livello europeo e mondiale.
per distruggere il potere delle organizzazioni criminali.
per colmare il gap tra nord e sud, tagliando i ponti con un certo atteggiamento permissìvo e assistenzialista che non porta da nessuna parte se non ad un interminabile perpetuarsi della situazione in atto fin dal dopoguerra, e responsabilizzando chi vive in quelle zone a darsi da fare per crescere.
per lasciare ai nostri figli un paese intero, che funziona e che sia vivibile
per dare un futuro a questa Italia.
vorrei un capo del governo che quando va in europa sia in grado di farsi capire e riesca a capire quello che dicono i rappresentanti stranieri realmente, parlando una lingua straniera, in un mondo globale che vive nel terzo millennio
purtroppo la lista unica mi sembra nata male.
la frammentazione che traspare deve essere superata per il bene comune
con la scusa del pluralismo si immobilizza il potere decisionale e non si permette di fare delle scelte che, anche se non accontentano tutti, vanno viste in un’ottica più ampia, indispensabile per governare.
temo che questioni come la discussione sul simbolo siano sintomatici di una mancanza di coesione
saluti