mai più senza..

4 Febbraio 2007 Commenti chiusi

il passeggino con il condizionatore..
mah..

http://tv.repubblica.it/multimedia/home/548739?ref=hpmm

sempre Microsoft..

26 Gennaio 2007 Commenti chiusi

altro pezzo sul modus operandi della Microsoft..

questa volta scopro che hanno pensato di spedire a casa, gratuitamente, centinaia di laptop (valore 2200 dollari cadauno) a svariati autori di blog (molta dell’informazione ora viaggia attraverso il web e i blogger sono molto considerati come fonte)

come mai?

avevano qualche migliaio di dollari da spendere e invece di fare beneficenza?

no.

per aiutarli a valutare “correttamente” il nuovo sistema operativo Vista!

non tutti sono d’accordo che questo tipo di aiuti “disinteressati” giovino all’imparzialità di giudizio…

il link è per il blog (in inglese) dove ho trovato la notizia

http://pogue.blogs.nytimes.com/2007/01/25/a-wake-up-call-to-microsofts-pr-team/

Wikipedia comincia ad infastidire Microsoft

24 Gennaio 2007 Commenti chiusi

ho trovato questo articolo dove scopro che la società Microsoft ha pagato un blogger per modificare un articolo che compariva su Wikipedia e che era troppo favorevole all’open source per i loro gusti.
La società che ha creato e gestisce Wikipedia, per rimanere completamente libera da influenze, ha deciso, fin dalla sua nascita, di permettere solo ai privati di scrivere, correggere, modificare quanto compare sulle sue pagine.
è così nata la più grande enciclopedia in rete.
gratuita.
tutta fatta dai suoi stessi lettori.

ma Microsoft vigila su quello che succede in rete e quando hanno visto una pagina troppo favorevole all’open source su Wikipedia, non hanno potuto trattenersi dall’intervenire.
così, la società di Bill Gates ha trovando e remunerato un blogger ( tra l’altro un bell’infame, se vogliamo dirla tutta!!) per modificare la pagina che non gli piaceva troppo.
Quando è stata scoperta la “modifica pilotata” , la Microsoft stessa ha comunicato ai vertici di Wikipewdia che era dovuta intervenire perchè l’articolo in questione era impreciso e fazioso.
la risposta di Wikipedia è stata la nomina di un esperto indipendente, per verificare se l’articolo era veramente inesatto nelle sue spiegazioni (riguardo delle specifiche tecniche), che possa dare un giudizio imparziale di quanto scritto nell’articolo in questione.
Jimmy Wales (il fondatore di Wikipedia) ha anche dichiarato che sarebbe stato molto più corretto ( e meno da bulli, aggiungo io.:) da parte di Microsoft informare Wikipedia stessa delle (eventuali) inesattezze comparse sull’articolo e chiedere di poter mettere un link alla pagina per spiegare i suoi motivi.
troppo regolare per una società con forti tendenze monopolistiche , probabilmente.

un comportamento veramente riprovevole.

vediamo quanto ci metterà a comparire questa info sulla rete italiana e se rimarrà (probabile) riservata ai pochi appassioanti di informatica.

il resto dell’articolo lo trovate qui

http://edition.cnn.com/2007/TECH/internet/01/24/microsoft.wikipedia.ap/index.html

si vende la vita su eBay

24 Gennaio 2007 Commenti chiusi

Nicael Holt uno studente di filosofia australiano di 24 anni ha messo on line la sua vita su eBay!!

il pacchetto include:

conoscere tutti i suoi amici

8 amanti potenziali ( con cui ha cominciato ha flirtare da tempo)

un lavoro come fattorino da cominciare a Marzo

6 scherzi

un?altilenante amicizia con una vecchia fiamma

e un corso di 4 mesi ( che comprende varie attività come il surf, imparare a camminare suille mani e a fare il giocoliere)

il tutto per 7500 australian dollar

unica richiesta del venditore: poter riprendere con una telecamera il fortunato vincitore e poter utilizzare le immagini per un reportage.

la somma iniziale era di 5 dollari e alla fine un certo ?ridderstrade? si è aggiudicato la vendita all?asta.

altro che globalizzazione!!

l?articolo completo lo trovate qui:

http://edition.cnn.com/2007/WORLD/asiapcf/01/24/ebay.life.ap/index.html

cartello sul prezzo della benzina: la scoperta dell’acqua calda..

23 Gennaio 2007 Commenti chiusi

diventa sempre di più una specialità nostrana!
che ci fosse un accordo tra le compagnie dietro il prezzo della benzina, per tutte le persone che passano dal benzinaio non è una scoperta.
che quando il prezzo del greggio sale salga anche quello che noi paghiamo quando facciamo benzina da qualunque benzinaio, rientra in una logica di mercato.( aumento che andrebbe comunque calmierato dall’authority)
che quando il prezzo del greggio scende, il prezzo al distributore non scenda di conseguenza, non è logica di mercato.
è una truffa.

liberalizzazione dei prezzi al consumo avrebbe dovuto dire concorrenza (in un paese normale) e una diminuzione del prezzo al consumatore finale (noi).
nel “belpaese” (italia) vuol dire che le aziende del settore si mettono d’accordo su come fotterci i soldi..

mi chiedevo se anche il costo delle ricariche dei telefonini, che TUTTE le aziende telefoniche impongono ai loro utenti non sia un altro tipo di cartello..

la classe dirigente italiana avrà le sue pecche ma certo la classe imprenditoriale non si fa mancare nulla …

non oso immaginare cosa potrebbe partorire una coalizione capitanata da un imprenditre prestato alla politica ( magari per evitare noie giudiziarie..) ;D ;D ;D

ambientalismo e coerenza. una storia americana

23 Gennaio 2007 Commenti chiusi


quando si dice una persona caparbia.

notevole ritratto di John Francis, un ambientalista che per perorare la causa ambientalista, e con un ammirevole senso di coerenza ( parola poco utilizzata ultimamente..), ha camminato per 2 volte attraverso gli Usa e ha mantenuto uno stretto silenzio per 17 anni.

articolo completo lo trovate sul sito web del LATimes di oggi a quessto indirizzo:

http://www.latimes.com/news/local/la-me-walkman23jan23,0,7197450.story?coll=la-home-headlines

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His own silent spring
By John M. Glionna, Times Staff Writer
January 23, 2007

Point Reyes Station, Calif. ? IN his determined style, environmentalist John Francis juggles a busy speaking schedule at schools, colleges and Earth-friendly conferences nationwide.

He’s in such demand in large part because from 1973 to 1990, Francis refused to utter a single word, stubbornly keeping a vow of silence as a protest against pollution. He also swore off motor vehicles and walked wherever he went.

Francis engaged the modern culture he sought to change. A five-string banjo strung across his back, looking like a bearded roustabout from a Woody Guthrie anthem, he hiked across the country. He worked odd jobs to pay his bills and even taught classes without talking.

He stopped along the way to get bachelor’s, master’s and doctoral degrees, all in science and related environmental studies. He wore out 100 pairs of shoes.

Some people, including his own family, questioned his sanity. Still, Francis slowly gained national notoriety. He became the subject of hundreds of newspaper and TV stories in the communities he passed through. He was asked to give silent speeches in many towns.

Never compromising, he communicated in a colorful flurry of pantomime, eye contact, scrawled notes, poems, watercolors and banjo tunes.

For years, he didn’t laugh. Instead, when the urge struck him, he slapped his knee in a gesture of mirth that unsettled many friends. When a college music composition instructor insisted he sing scales, Francis found a middle ground: He hummed.

Now he is 60, and wherever he goes, people ask about The Journey. Was he haunted by his own thoughts? How hard was it to begin speaking again after all those years?

“The first thing people want to know is, ‘How did you make a living?’ ” he said. “They’ll say, ‘You talked out loud to yourself, right?’ But I never did that.”

People often ask if he went mute to shut the world out. But that wasn’t the goal at all.

*

IN 1972, Francis drew the line on so-called modern progress.

Incensed by the havoc caused by an oil spill in San Francisco Bay, he decided to give up his “60-mile-an-hour habit.” He lived in Marin County and began walking everywhere. At the start of his vow, Francis wasn’t entirely sure what he was trying to accomplish. He hoped people would follow his lead in forgoing motor vehicles, but no one did.

Then one day he stopped talking.

“The silence was really meant to be for one day ? as well as a gift to my community because I felt I talked too much ? not to prove anything,” he said. “As it went on, I realized that the vow of silence was really a gift to myself.”

As Francis notes in a self-published book he wrote about his travels, even his own father questioned his so-called word fast.

“Things are difficult enough for black folks without you tying a stone around your neck,” Francis’ book relates his father, John, saying. “What do you think you’re doing? Man, just stop this foolishness and start driving and saying something, because right now you ain’t saying anything.”

Still, his choice launched Francis on an odyssey.

In 1983, he began what he envisioned would be a silent one-man walk around the world. Along the way, he communicated with a mix of fluttering hands, bobbing, nodding and facial expressions.

Other times, he showed a piece of paper explaining his quest.

continue>

E Bush si lamenta degli irakeni

20 Gennaio 2007 Commenti chiusi

“…non ho ancora ricevuto un grazie per i sacrifici che stiamo facendo in Irak dagli irakeni…..”
questo è quanto dichiarato da Bush ad un’intervista rilasciata di recente alla tv americane riportato nello spassoso editoriale intitolato ” quegli ingrati di irakeni” comparso nella versione web del Los Angeles Time a cura di miss Rosa Brooks
La giornalista concorda ( ironicamente) con il presidente sull’ingratitudine degli irakeni..
tradotto dal testo:
” … prima che arrivassimo noi a Baghdad avevano l’elettricità tra 16 e 24 ore al giorno.
dopo il nostro intervento 6 ore al giorno.
e nessuno che si faccia sentire per ringraziarci per il risparmio energetico che ciò comporta.
e poi
il nostro intervento permette agli irakeni di risparmiare le loro riserve di combustibili fossili (petrolio ecc): la loro estrazione negli ultimi tempi è molto inferiore rispetto a prima del nostro intervento…”
e via di questo passo

comincio a pensare che qualcuno dovrebbe informare il presidente che non bisogna confondere la realtà con un serial tv..

mah

no comment.

qui trovate l’articolo completo:

http://www.latimes.com/news/printedition/asection/la-oe-brooks19jan19,0,3776144.column?track=mostviewed-homepage

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Those ingrate Iraqis

President Bush is right: Americans deserve gratitude for cutting Iraqis’ energy consumption and tackling their overpopulation problem.
January 19, 2007

‘HOW SHARPER than a serpent’s tooth it is to have a thankless child!” complained Shakespeare’s King Lear. But Lear didn’t know from ingratitude. Think it stings to have a thankless child? Just try the sting of a thankless occupied nation!

President Bush on Sunday shared his lamentations on “60 Minutes,” the modern equivalent of the storm-swept heath. Assuming the time-honored role of Fool, CBS’ Scott Pelley asked the president, “Do you think you owe the Iraqi people an apology for not doing a better job?”

Bush retorted: “That we didn’t do a better job, or they didn’t do a better job??. We liberated that country from a tyrant. I think the Iraqi people owe the American people a huge debt of gratitude?. We’ve endured great sacrifice to help them?. [Americans] wonder whether or not there is a gratitude level that’s significant enough in Iraq.”

Well, yes. I have wondered about that. Frankly ? I’m talking to you, Iraqis! ? a few flowers and ticker-tape parades wouldn’t be amiss, even at this late stage. Remember, we got rid of Saddam Hussein for you ? with a little help from his executioners, to be sure, who sent him to his death amid enthusiastic chants in praise of Shiite militia leader Muqtada Sadr. But that’s just a detail.

Anyway, that’s not all we’ve done for Iraq. We also introduced the Iraqis to basic principles of energy conservation. Before the U.S. invasion, the feckless residents of Baghdad used 16 to 24 hours of electricity each day. Today, thanks to us, they thriftily make do with about six hours of electricity a day. Under our tutelage, the Iraqis are also conserving fossil fuels: Oil production is still well below prewar levels! And ? recognizing that auto emissions are a major contributor to global warming ? a symbolically important number of Iraqis has gone from driving their cars to detonating their cars. Now that’s dedication.

We’ve also helped the Iraqis address the problem of urban overcrowding. With 34,452 Iraqi civilians killed in 2006 alone, according to the United Nations, and another 2 million opting to leave the country, the war has reduced the Iraqi population by nearly 10%!

OK. But you’re probably still wondering: What constitutes the “great sacrifice” we Americans have made to give these gifts to the Iraqis? After all, despite those U.S. troops who’ve lost lives and limbs in Iraq (3,024 dead and 47,657 wounded, so far), it’s not like the rest of us are being drafted, right? Don’t be so modest. They also serve who only stand and watch TV!

When Jim Lehrer of PBS’ “NewsHour” suggested to Bush that “the volunteer military ? and their families [are] the only people who are actually sacrificing anything at this point,” the president demurred. “A lot of people are in this fight,” he insisted. “I mean, they sacrifice peace of mind when they see the terrible images of violence on TV every night.” Too true! I’ve given up so much of my peace of mind for this war ? yet no Iraqi has ever so much as sent me a thank you note.

continue here >

http://www.latimes.com/news/printedition/asection/la-oe-brooks19jan19,0,3776144.column?track=mostviewed-homepage

Alitalia: e adesso vediamo che buonuscita si prendono..

17 Gennaio 2007 Commenti chiusi

una storia in loop, infinita.
ecco come definirei il teatrino che si ripete per l’ennesima volta al cda dell’Alitalia.
per farla funzionare dovremo venderla agli stranieriì.
e fare dei cambiamenti radicali e inpopolari.
noi italiani non riusciremo mai a sanarla e farla diventare un’azienda che possa camminare con le sue gambe.
una triste ammissione di impotenza ma relisticamente è quanto si deduce dopo innumerevoli piani di recupero andati in fumo.
troppo radicata nella sua stessa essenza il clientelismo, il “tira a campà” istituzionalizzato e sovvenzionato dalle casse del governo.
troppi bilanci in rosso ripianati con i nostri soldi.
troppi esuberi di personale assunto anche senza bisogno e ora non licenziabili
troppi piani di risanamento mai attuati.
x far cambiare le cose sarebbero troppi gli scontenti: non vorrete mica togliere tutti questi vantaggi a tutta questa gente..

intanto, la settimana prossima volo a Londra con 1 centesimo
(certo … + 15 euro di tasse..).
con una compagnia che riesce a vivere con prezzi come questi e non ha sovvenzioni statali.
provate a dire quanto mi costerebbe con la compagnia “di bandiera”…

la fine dell’Alitalia è già scritta.
è il mercato che la ucciderà.
quello a cui abbiamo assisito negli ultimi anni è accanimeno terapeutico.
e questi sono gli ultimi rantoli.

l’articolo completo lo trovate qui:

http://www.repubblica.it/2006/12/sezioni/economia/alitalia6/dimissioni-spinetta/dimissioni-spinetta.html

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Il presidente di Air-France-Klm, compagnia alleata a quella italiana
ha anticipato la propria decisione di lasciare il cda della compagnia

Alitalia, Spinetta annuncia le dimissioni
decade il consiglio di amministrazione
A rischio il cda di venerdì: troppo pochi i consiglieri rimasti

ROMA – Il presidente di Air France-Klm Jean Cyril Spinetta ha anticipato al cda dell’Alitalia le proprie dimissioni dalla carica di consigliere di amministrazione ricoperta nella compagnia italiana. Lo comunica una nota di Alitalia. Con le dimissioni di Spinetta, è a rischio già il consiglio di amministrazione di Alitalia di venerdì prossimo, che non può riunirsi con i soli due componenti rimasti, il presidente e a.d. Giancarlo Cimoli e il rappresentante del Tesoro Giovanni Sabatini. A meno di una cooptazione in extremis, il Cda infatti non potrà tenersi, in quanto sono necessari almeno tre consiglieri.

Secondo lo statuto, in effetti, il Cda è da considerarsi decaduto: “Quando per qualsiasi causa il numero degli amministratori in carica si riduca a meno della metà, si intenderà decaduto l’intero cda e l’assemblea dovrà essere convocata per la ricostituzione integrale di esso”. Lo stesso statuto, all’art.17 chiarisce che “la società è amministrata da un Cda composto da un numero di membri non minore di 3 e non maggiore di 5″.

L’esodo dal consiglio d’amministrazione dell’Alitalia è cominciato da qualche settimana: le dimissioni di Spinetta seguono di qualche giorno quelle di Gabriele Checchia, che ha lasciato dopo la sua nomina ad ambasciatore italiano in Libano. Carica che non gli avrebbe consentito, ha spiegato, di continuare a svolgere con la necessaria assiduità il proprio incarico in consiglio.

continua>

basta basi militari Usa in Italia

17 Gennaio 2007 2 commenti

e Bertinotti ha ragione.
basta basi militari straniere in Italia.
basta con questa sudditanza militare che ci portiamo dietro dalla fine della seconda guerra mondiale.
al punto che si potrebbe dire che la guerrra non è finita se abbiamo ancora truppe straniere che occupano spazi del nostro territorio.
militari stranieri che non hanno nessun tipo di ritegno: qualche decennio fà abbiamo detto che non volevamo centrali nucleari in Italia e i militari americani incuranti hanno centinaia di testate atomiche in casa nostra.
una volta c’era la divisione in 2 blocchi del mondo e la scusa utilizzata era che le basi servivano a difendere il “mondo libero” (??) dalla “minaccia comunista”.
ora che la necessità di un tempo è venuta a mancare, invece di smantellare, raddoppiano.
e a niente sono servite le manifestazioni popolari per far sentire la propria opinione al governo ( tra l’altro eletto dallo stesso popolo che manifesta contro le decisioni!!!).
forse per la voglia di smentire le dichiarazioni del nano pelato, Prodi ha subito voluto rassicurare gli Usa che siamo sempre una loro colonia raddoppiando lo spazio disponibile agli agenti della potenza che esporta democrazia e non ha neanche una democrazia a casa sua..
per fortuna che qualcuno ancora dissente.
e speriamo che in Parlamento qualcuno di sinistra si renda conto che non può governare come se fosse la destra.

tratto da:

http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/cronaca/base-nato-vicenza/no-di-bertinotti/no-di-bertinotti.html

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Il presidente della Camera si schiera a fianco della sinistra radicale
e del movimento pacifista. “L’Europa sia autonoma da altre potenze”
Base Vicenza, il no di Bertinotti
“Impedire nuove organizzazioni militari”
Migliore (Prc): “Non esistono accordi precedenti. Il governo riferisca in Aula”

Manifestazione contro la base Usa
ROMA – “Ogni atto che va nella direzione della pace, compreso l’impedire nuove forme di organizzazione militare, è una buona cosa”. Così Fausto Bertinotti si schiera nella polemica sull’ampliamento della base militare americana di Vicenza. E si schiera dalla parte della sinistra radicale e del movimento pacifista che ieri sono insorti contro il governo Prodi che, per bocca del premier, aveva annunciato: “Non ci opporremo all’ampliamento”. Intanto Gennaro Migliore, capogruppo del Prc alla Camera, chiede al governo di riferire in Aula.

Il presidente della Camera ne fa innanzitutto una questione di politica internazionale: “”Il problema è la conquista dell’autonomia dell’Europa dalle altre potenze mondiali”. “I termini filoamericano e antiamericano – aggiunge il presidente della Camera – sono termini che si possono usare solo in modo caricaturale e fuorviante, e chi ne resta imprigionato manifesta subalternità”.

Bertinotti sposta l’attenzione sull’autonomia del Vecchio continente: “L’Europa si sta incamminando in questa direzione, lungo la chiave dell’autonomia si deve crescere, e ogni atto che va nel senso della pace, come quello di impedire nuove forme di organizzazione militare, è una buona cosa”.

continua>

e Schwartzy adesso lo vogliono presidente!

14 Gennaio 2007 Commenti chiusi

interessante editoriale comparso oggi sul sito web del Los Angeles Time.
l’autore si chiede se non sarebbe ora di modificare una delle regole della costituzione americana che vieta a tutti i “non- native american” di concorrere per l’elezione come presidente degli USA.
porta a suo credito il fatto che durante i suoi anni come governatore della California ( è appena stato rieletto al suo secondo mandato nello stato più popoloso degli Usa) mr Schwarzenegger sia riuscito o abbia comunque impostato cambi radicali nella sanità, per l’ecologia e nelle infrastrutture dello stato.
Riuscendo a lavorare con l’opposizione in modo che è stato preso ad esempio dai governatori di molti altri stati americani.
E considera che questo articolo della Costituzione, scritta nel 18esimo secolo, dovrebbe ora essere riveduto in funzione del fatto che la confederazione di stati è molto cambiata da allora.
E’ giusto discriminare qualcuno che magari è solo nato in un altro paese ma che è poi cresciuto negli Usa, come un “non native american” e quindi precludergli l’ opportunità di diventare presidente, si chiede il giornalista?
un articolo che farà discutere e che, rivisto nei termini, può interessare anche l’Europa e gli sviluppi demografici multietnici del vecchio continente.

in definitiva, vedere l’ex-Terminator (con un passato da attore e “natural born austriaco”) che giura come presidente visto in prospettiva, sarà come rivedere il cowboy Reagan (anche lui con un passato da attore ma “natural born american”) conquistare la Casa Bianca dopo qualche decennio..

l’articolo completo lo trovate qui:

http://www.latimes.com/news/opinion/commentary/la-ed-arnold14jan14,0,7435822.story?coll=la-home-commentary

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Left out in ’08
Arnold Schwarzenegger can’t run for president because the founding fathers didn’t want a foreign king.
January 14, 2007

THE GOVERNOR OF the nation’s largest state was reelected in a landslide in November, even though his Republican Party is a minority in California. He works with Democrats in a way that offers the rest of the country a model of much-needed bipartisanship. To kick off his second term, he has proposed the most ambitious healthcare and environmental reforms in the country, and he is also committed to a massive reconstruction of the state’s infrastructure.

Yet, oddly enough, Gov. Arnold Schwarzenegger is not on the list of potential presidential candidates in 2008.

Why? Because the founders were worried in the 18th century that our fledgling nation might go the way of Poland and be overtaken by a foreign monarchy. Hence the constitutional qualifier that only “natural-born citizens” are eligible for the presidency of the United States.

In their wisdom, however, the Constitution’s authors adopted a mechanism for the nation’s founding document to be amended. Amendments should be undertaken sparingly, we agree, but it’s a good thing that slavery was done away with and that suffrage has been expanded.

And now that we can all rest assured that no foreign monarch is going to move into the White House, it’s long past due for this nation of immigrants to amend the Constitution to allow naturalized Americans to aspire to the presidency. This is precisely the type of defining issue ? what it means to be American ? that the amendment process was designed to address.

Supporting Schwarzenegger for governor (we did) does not necessarily lead to supporting him for president (we don’t ? yet). But why should Californians have their governor sidelined from the race? And why can’t voters across the country be entrusted to decide for themselves whether the governor of California is sufficiently “American” to earn their vote? It’s insulting, really.

Yes, the nation will manage without Schwarzenegger at the helm. But his situation is a reminder of this constitutional flaw. The issue is also important at a symbolic level. It isn’t that there aren’t enough qualified “natural-born” Americans to run for the highest office in the land, it’s that there is an asterisk attached to the citizenship of many great Americans.

Think about it. Someone could come to the U.S. at the age of 2 from Britain or China or Peru, become a citizen, join the military, win a Medal of Honor, cure cancer ? but that person would still not be “good enough” for the White House.

One of the exceptional qualities of this meritocratic nation of immigrants is its sense of possibility. Americans like to tell their kids that they can be anything they want to be when they grow up ? including president. But for millions of patriotic Americans, the Constitution says otherwise. The idea of citizenship only as a birthright is a decidedly foreign notion. And the idea that voters cannot elect as their leader a naturalized citizen is decidedly undemocratic.

That’s why California’s representatives in Washington should support a constitutional amendment. If the United States is a nation of immigrants, California is a state of immigrants. And California leaders who want to hold on to the 18th century prohibition against naturalized citizens running for the presidency are not doing a very good job representing their constituents.

We asked every member of Congress representing California two questions: 1) As a Californian, do you think it’s fair that our governor can’t run for president because he’s a naturalized citizen? And 2) Would you support a constitutional amendment to allow naturalized citizens to seek the presidency?

We have posted their answers on our website at latimes.com/opinion.

continua>

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